Sono passati ormai tanti anni da quando Limbo fece capolino nel mondo dei videogame, cambiando radicalmente il modo di vedere ed interpretare le avventure in 2D. Nel corso dei 7 anni trascorsi dalla pubblicazione, la creatura di Playdead ha ispirato tante altre opere, e come accade spesso nel mondo dei videogiochi, l’evoluzione del genere ha portato una bella ventata di novità – seppur in scala ridotta rispetto ad alti ambiti. Little Nightmares, adventure targato Tarsier Studios edito da Bandai Namco, prova a tenere alta l’attenzione verso il genere, ricamando attorno a sé l’atmosfera di purezza e semplicità tipica della fascia infantile, mista all’aria fitta, densa e tenebrosa che caratterizza gli incubi di ogni bambino.

Little Nightmares – Recensione

Vivere un incubo

Little Nightmares non nasconde la forte influenza delle opere Playdead. L’impronta seguita da Tarsier segue la traccia lasciata dal team danese, ricordando molto da vicino Inside per l’impianto di gameplay e la struttura dell’ambiente 2.5D. I temi trattati, però, sono molto più leggeri rispetto a quelli di Inside, pur non disdegnando elementi sinistri e un level design oscuro per dipingere gli incubi tipici dei bambini. L’ambientazione principale in cui si sviluppano le vicende di Six, la protagonista del gioco, risiede nelle Fauci, un’imbarcazione abitata da strane e pericolose creature. A far capolino, di tanto in tanto, altrettanti personaggi bizzarri e spaventati, con un cappellino a forma di cono e in costante ricerca della luce.

L’interpretazione della storia è lasciata volontariamente a carico del videogiocatore: Little Nightmares propone spunti, senza proferir parola, lancia messaggi, per certi versi fa anche riflettere, ma sui come e perché non c’è un chiarimento esplicito. Non staccandosi molto da opere simili, quindi, anche la creatura di Tarsier Studios nella sua semplicità trova il difetto maggiore, ovvero quello di lasciare ai videogiocatori meno vicini al genere un tono amaro ai titoli di coda, come quasi un senso di giocato privo di sapori, insipido. È di certo questa la differenza più grande rispetto ai già citati Inside e Limbo, che nel loro piccolo riescono a tenere incollati i videogiocatori dall’inizio alla fine dell’avventura non soltanto per inerzia, ma per uno scopo, quello della scoperta continua dell’ambientazione e dei piccoli dettagli della storia, centellinati per tutto l’arco dell’avventura.

La fuga

Quella che si delinea nelle circa 5 ore di gioco è una storia molto classica per il genere, fatta di sequenze scriptate e piccoli enigmi che consentono di interagire con l’ambiente a 2.5 dimensioni per raggiungere piattaforme sopraelevate e compiere le azioni più variegate, come l’attivazione di una leva o la gestione di un pannello elettrico. Gli enigmi di Little Nightmares seguono la scia tracciata dal genere, chiedendo al videogiocatore di trovare l’elemento cardine del puzzle ambientale nella stanza corrente o, al più, in quelle limitrofe. La difficoltà del gioco è comunque settata verso il basso, dunque accessibile a tutti.

Ciò che impressiona, però, è il lato tecnico. La buona realizzazione del comparto grafico e gioca un ruolo fondamentale nella fruizione dei contenuti realizzati da Tarsier, che trova nell’illuminazione il punto cardine di tutta l’avventura. Il gioco di luci e ombre, infatti, non incide solamente sulla bellezza delle location proposte, ma diventa imprescindibile anche per il puro giocato come parte di enigmi e soluzioni. Le varie stanze che visiteremo nei panni di Six, un personaggio di per sé simbolico e misterioso, sono ben dettagliate e di dimensioni diverse, aprendo a puzzle ambientali variegati e mai banali. L’atmosfera e il lento incedere verso la prossima location permettono al videogiocatore di vivere un’esperienza forte nella sua semplicità, per la quale è bene armarsi di un buon headset; il comparto audio di Little Nightmares rappresenta, infatti, un punto cardine dell’avventura, ricco e variegato, dotato di effetti meravigliosi e brevi tracce indovinate, indice di un’accurata selezione e di un buon investimento.