Torno a Valle Dorata dopo neanche un anno, e la sensazione è quella di rivedere un vecchio amico che ha ancora qualcosa da raccontare, ma non troppo da giustificare una serata intera. Man of Honor, la prima espansione a pagamento di Mafia: The Old Country, non stravolge nulla: aggiunge due capitoli, un paio d’ore di gioco in più e la scusa perfetta per rimettere piede nella Sicilia del primo Novecento firmata Hangar 13. Ho passato un weekend a girarla in lungo e in largo per capire se vale la spesa di un pugno di euro o se è meglio lasciarla sullo scaffale digitale.

Mafia: The Old Country – Man of Honor – Recensione

Un ritorno a Valle Dorata firmato Hangar 13 e 2K

Man of Honor è il primo contenuto scaricabile pensato per Mafia: The Old Country, il prequel della serie uscito nell’agosto 2025 e sviluppato ancora da Hangar 13 per il publisher 2K. L’espansione è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC tramite Steam, richiede il gioco base per essere installata e si presenta come un pacchetto di taglia contenuta, venduto a un prezzo di fascia bassa rispetto a un’espansione narrativa vera e propria. Non è un capitolo pensato per attirare nuovi giocatori: chi non ha mai toccato il gioco originale farebbe meglio a partire da quello, perché qui si presuppone già una certa familiarità con la famiglia Torrisi, con la mappa di Valle Dorata e con il tono agrodolce che ha caratterizzato l’intera produzione. Detto questo, per chi il gioco base lo ha già finito, ritrovare gli stessi vicoli e le stesse campagne siciliane ha un effetto quasi nostalgico, anche se il senso di novità dura poco.

Due capitoli, un Salieri ancora acerbo

Il cuore di Man of Honor sono due nuovi capitoli che raccontano un episodio della vita di Enzo Favara, il protagonista del gioco base, ambientato nell’inverno del 1905 nella Valle Dorata siciliana. Enzo si è ormai guadagnato la fiducia della famiglia Torrisi dopo la sua iniziazione, e il Don gli affida insieme a Cesare un incarico delicato: dare una mano a un giovane Ennio Salieri, ben lontano dall’essere il boss inflessibile che i fan della serie conoscono da Mafia: Definitive Edition. È qui che l’operazione diventa interessante: vedere Salieri ancora acerbo, prima che diventi il capofamiglia di Lost Heaven, restituisce un pezzo di lore che i nostalgici della saga apprezzeranno parecchio.

Sul fronte della durata, però, bisogna essere onesti: parliamo di un paio d’ore scarse di narrazione vera e propria, distribuite su due missioni principali con qualche momento di libertà in più rispetto alla trama lineare del gioco base. Chi si aspettava una campagna paragonabile per respiro a quella originale resterà deluso; chi invece cerca solo un pretesto per tornare a esplorare la mappa troverà pane per i propri denti. Oltre alla storia, Man of Honor introduce anche contenuti extra per la modalità Free Ride, con nuove missioni facoltative, sfide dette “estreme”, oggetti collezionabili aggiuntivi e alcune location inedite sparse per Valle Dorata, pensate per chi vuole macinare ore anche dopo aver chiuso i due capitoli principali.

Sparatorie, furti d’auto e qualche déjà-vu

A livello di gameplay, Man of Honor non cambia una virgola rispetto a quanto visto nel gioco base, e questo è insieme il suo punto di forza e il suo limite più evidente. Si continua a giocare in terza persona, alternando sparatorie, sezioni stealth e momenti di guida con le automobili d’epoca che sono sempre state uno dei marchi di fabbrica della serie Mafia. Le due missioni principali riescono comunque a mettere in scena qualche sequenza di un certo impatto, tra cui un inseguimento ben orchestrato e alcuni tratti in cui la tensione sale davvero, complice un level design che sfrutta bene i vicoli e le campagne della Valle Dorata.

Le attività secondarie aggiunte per il Free Ride vanno nella direzione della varietà più che della profondità: si va a caccia di manifesti di ricercati con tanto di foto segnaletiche e precedenti penali, si distruggono camion carichi di zolfo, si affrontano salti spericolati con automobili di inizio secolo che, va detto, non erano certo pensate per certi acrobatismi. Sono contenuti onesti, capaci di allungare la sessione di gioco, ma che ricalcano meccaniche già viste senza aggiungere sistemi nuovi di personalizzazione o progressione. Chi sperava in nuove abilità per Enzo o in un ampliamento delle possibilità di combattimento resterà con l’amaro in bocca: qui si gioca esattamente come nel titolo originale, bug e piccole ingenuità di sistema compresi, per chi li aveva già notati in precedenza.

Tecnicamente la Sicilia non è cambiata (e va bene così)

Dal punto di vista tecnico, Man of Honor riutilizza l’intero impianto del gioco base, e quindi eredità pregi e difetti già emersi in precedenza. La ricostruzione della Sicilia rurale di inizio Novecento resta uno degli elementi più riusciti della produzione, con un’illuminazione naturale convincente e ambientazioni che raccontano epoca e territorio meglio di tanti dialoghi. Il comparto sonoro, tra colonna sonora e doppiaggio, mantiene lo stesso livello di cura, con un Ennio Salieri giovane che convince nell’interpretazione anche se il personaggio, sulla carta, ha ancora poco spazio per crescere davvero.

Sul fronte dell’ottimizzazione non ho riscontrato particolari passi indietro rispetto al titolo originale: i tempi di caricamento restano nella norma e non ho incontrato crash durante le due sessioni di gioco necessarie per completare i capitoli. Non essendo pensata per il multigiocatore, l’espansione resta un’esperienza rigorosamente in singolo, coerente con l’impostazione narrativa dell’intera serie.

Man of Honor è per chi ha già amato Valle Dorata

Man of Honor fa esattamente quello che promette, né un centesimo di più: regala un paio d’ore in compagnia di un personaggio secondario diventato poi centrale nella mitologia della serie, senza pretendere di essere un’espansione memorabile. È il classico contenuto pensato per chi ha già amato il gioco base e vuole un motivo in più per tornarci, non un’operazione capace di convincere chi era rimasto indifferente a Mafia: The Old Country.