Dalla prima pubblicazione nel marzo del 2021 come esclusiva Nintendo Switch, i risultati ottenuti da Monster Hunter Rise hanno convinto Capcom a programmare una serie di nuove uscite del titolo, atte a distribuire l’esperienza di questo capitolo su tutte le piattaforme attualmente in vigore. Il passo più importante di questa ripubblicazione è senz’altro rappresentato dal porting per PC uscito a gennaio 2022, che ha permesso al titolo di allargare il proprio bacino di utenza e agli utenti stessi di garantirsi un’esperienza di gioco complessivamente più gradevole, superando i limiti tecnici dell’ibrida nipponica. Questa nuova base su PC, che ancora oggi gode di ottime recensioni, è stata infine presa e rimodellata sulle console di nuova generazione, ottenendo un prodotto finito notevolmente scalabile e di ottima qualità, in grado di soddisfare la voglia di caos e caccia anche degli utenti Playstation ed Xbox. 

Monster Hunter Rise – Recensione

Pronti per la caccia

Prima di partire con l’analisi della versione PS5, oggetto di questo articolo, è bene fare una breve panoramica sul titolo in sé. Monster Hunter Rise viene pubblicato a circa un anno e mezzo dall’uscita di World: Iceborne, cavalcando il costante successo del pubblico nei confronti della saga. Con gli anni, la serie Capcom ha avuto il merito di allargare il bacino di interessati attraverso un sistema di gioco votato alla libertà, sia in termini di esplorazione delle generose mappe di gioco, sia per ciò che concerne il combat system, vero elemento portante dei Monster Hunter. Rise si presenta al pubblico come una sorta di “edizione ridotta” del World, in cui non soltanto gli aspetti tecnici hanno subito un drastico taglio per lasciare spazio ad un titolo particolarmente frenetico ma più alla portata della console Nintendo e, soprattutto, di un framerate ancorato ai 30 FPS. Non è l’unico aspetto in cui Rise risulta il fratello minore del World, dicevo, perché anche il comparto narrativo (che tratta una storia inedita) è stato ridimensionato, probabilmente per sposare la natura portatile della console, così da tenere i videogiocatori ad un livello di interazione sempre molto alto.

Attraverso un intreccio di location e morfologia ben studiato, la mappa di Monster Hunter Rise risulta non solo interessante, ma anche coesa con il sistema di gioco, diventandone una vera e propria controparte grazie agli elementi presenti a schermo e alla sua verticalità. Il risultato di un level design così azzeccato porta i videogiocatori ad apprezzare anche l’”habitat” dei tanti mostri da cacciare, ciascuno ingaggiabile almeno secondo due approcci: il classico scontro frontale ed “ignorante”, in cui è la forza a farla da padrone, oppure un mix di tecnica e strategia per sfruttare i punti deboli dei mostri. A voi e alle vostre peculiarità la scelta sul come agire, ben consci del fatto che Monster Hunter Rise saprà appagarvi con qualunque strategia.

Un nuovo titolo della serie porta con sé, chiaramente, anche delle succulente novità di gioco, ed in Rise gli elementi che costituiscono interesse da questo punto di vista sono gli attacchi fildiseta, trasposizione in Monster Hunter dei classici attacchi potenti e caricati che, se usati al momento giusto, sono in grado di ribaltare le sorti di ogni combattimento. Gli elementi citati finora rappresentano solamente la punta dell’iceberg per un titolo così profondo come Rise, che vede anche la partecipazione dei fedeli compagni di viaggio Felyne e Canyne da accorpare al party di caccia, e varie armi personalizzabili da unire al proprio equipaggiamento.

Edizione Playstation 5

Passando alle peculiarità della versione Playstation 5, il primo aspetto da raccontare per un titolo così frenetico e ricco di azione ed effetti caotici è la stabilità: Monster Hunter Rise offre un’esperienza sostanzialmente rock-solid, capace di mantenere un’eccellente fluidità tanto in singolo quanto in multiplayer, che si parli di aspetti tecnici o subdolo input lag. Non va dimenticato che parliamo di un titolo originariamente progettato per Switch, dunque tecnicamente non offre un lato grafico spacca-mascella, ma la combinazione effetti-fluidità garantisce comunque un’appagante esperienza di gioco sotto il profilo tecnico, coadiuvata ovviamente dalla potenza della console Sony, che ben riesce a supportare un (doppio) porting così ben realizzato. Detto dell’ottimizzazione, dunque, il titolo su Playstation 5 si fregia di una scalabilità grafica decisamente profonda, paradossalmente più del necessario: oltre ai due settaggi predefiniti, che premiano un maggior framerate a discapito di una risoluzione minore, e viceversa (rispettivamente 1080p e 120 FPS contro 4K e 60 FPS), l’utente può giocare con diversi settaggi relativi alla qualità delle texture, al livello delle ombre ed all’illuminazione ambientale. In più, Playstation 5 ci mette anche del suo con caricamenti velocissimi, precisione audio e feedback DualSense dedicati, che, pad alla mano, nel complesso riescono ad innalzare il livello di coinvolgimento.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Questa nuova edizione di Monster Hunter Rise per console Sony e Microsoft rappresenta una bella occasione per tutti i fan della saga che non hanno avuto modo di giocare il titolo su PC o Nintendo Switch. Pur trattandosi di un titolo complessivamente meno impattante di World, l’esperienza fornita da Rise si caratterizza di azione, ritmo, strategia e profondità invidiabili da molti action in circolazione, evidenziando ancor di più quanto possa essere gradito questo ottimo lavoro di porting realizzato da Capcom per i fan.
PRO
Ottimo porting su console nextgen
Grande occasione per i fan Sony e Microsoft di completare la saga
CONTRO
Molto simile alla versione PC