Negli ultimi anni Capcom è stata capace di superare i propri problemi poggiando sulle storiche produzioni del passato, sfornando un capolavoro dietro l’altro a suon di reboot o evoluzioni sorprendenti. Tra le IP riprese, un forte esempio è rappresentato da Monster Hunter. Non è un caso che l’action di casa, sviluppato e prodotto internamente, sia rinato nel recente passato assieme ad altre saghe, ma per Monster Hunter non si è trattato di un nuovo inizio, quanto di una naturale evoluzione che ha saputo ben sfruttare la generazione corrente. Con Monster Hunter: World, Capcom ha riconquistato i fan sulle console maggiori e guadagnato nuovi consensi tra i più giovani, e l’espansione Iceborne punta a donare nuova linfa al prodotto a meno di un anno dall’uscita del gioco base. Vale la pena specificarlo: Iceborne è un’espansione non standalone, il che vuol dire che per giocarla è necessario possedere anche Monster Hunter World. Ma non ve ne pentirete, perché la mole di contenuti proposta va ben oltre l’offerta di un banale DLC vecchio stampo.

Monster Hunter World: Iceborne – Recensione

Caccia ad alta quota

Iceborne è a tutti gli effetti l’edizione Ultimate di Monster Hunter World, una sorta di versione completa del gioco base pubblicata per gli ultimi 3 capitoli (a partire da Monster Hunter 3). L’obiettivo primario dell’Ultimate è quello di offrire il rango G, oltre ad una serie di nuovi contenuti mirati ad espandere l’esperienza di gioco. Iceborne non si sottrae alla regola, garantendo un livello di sfida da Master Rank adatto solo a chi ha terminato il gioco (requisito fondamentale) con un rango da cacciatore pari almeno a 16. La difficoltà è quindi settata verso l’alto, in una sorta di tributo nei confronti di chi ha mosso qualche critica riguardo la semplicità di alcuni scontri presenti in World. Fortunatamente, grazie al fatto di dover fronteggiare nuovi boss più forti, agguerriti e arguti, il gameplay evolve verso una formula più dinamica, adeguando le meccaniche pre-esistenti a piccole trovate in grado di rinfrescare l’esperienza – importante variabile che viene incontro sia a chi ha già terminato il gioco, sia a chi intende fare tutto assieme.

La maggiore novità negli scontri è dettata dall’evoluzione della fionda, ora in grado di ospitare la funzione di rampino, tramite cui si aprono nuove possibilità di approccio al nemico. Con questa feature avremo diversi modi per agire: disorientarlo è una buona mossa per guadagnare secondi preziosi, affondare dei semplici colpi rende vulnerabile l’area del nemico colpita, mentre salire direttamente sul gruppone della bestia rappresenta un’arma a doppio taglio. A differenza della salita classica, quella col rampino è più difficile da attuare, perché non garantisce alcuno stordimento della creatura e, anzi, espone il videogiocatore alla veemenza senza filtri della bestia. Va detto però che anche se il bilanciamento della difficoltà con l’evoluzione della fionda rende il gameplay di Icerborne più contestuale, non basta per colmare il gap con le minacce che popolano l’espansione. Oltre all’upgrade della fionda trova spazio anche qualche altra piccola aggiunta, tra cui due nuove abilità di Palico chiaramente pensate per diminuire la curva di difficoltà. Insomma, con questi piccoli accorgimenti sparsi qua e là, bisognerà imparare a conoscere le nuove creature, studiare strategie di contrattacco e cercare di essere proattivi nell’eliminazione dei bersagli, padroneggiando tanto le nuove tecniche quanto le vecchie. È anche per questo motivo che in Iceborne è presente un’arena dedicata all’allenamento, utile soprattutto a chi ha abbandonato il gioco base dopo aver terminato la campagna.

Per quanto riguarda il comparto multiplayer, invece, la novità sostanziale riguarda la difficoltà dinamica del mostro da cacciare, che viene livellata in base ai cacciatori che ingaggiano lo scontro. Il lato interessante di questo sistema, di per sé molto intelligente, sta anche nel fatto che il dimensionamento dello scontro è costante e tiene conto di chi abbandona il party durante il combattimento: in questo caso, anche la salute del mostro diminuirà proporzionalmente, evitando al resto del gruppo uno scontro impari.

La natura che vive

Nella nuova ambientazione proposta da Monster Hunter World: Iceborne trovano spazio graditi ritorni dalle vecchie generazioni della saga – la loro assenza dal gioco base ha rappresentato un altro aspetto criticato dai fan più accaniti. Tra le new entry troviamo, oltre a diversi tipi di viverne, anche Tigrex e Zinogre, più tante altre comparse di spessore di cui ci si è stupiti dell’assenza in World. Chiaramente non mancano le novità proprie di Iceborne, di cui le più importanti con risvolti narrativi, e alcune versioni alternative di mostri già conosciuti ma capaci di attaccare con pattern differenti rispetto al passato.

Un gioco come Monster Hunter non può prescindere da un contesto ambientale di forte impatto, in cui ogni creatura, anche la più aggressiva, riesce a trovare il proprio habitat naturale. Quello che ieri era uno dei punti deboli della produzione a causa dei limiti tecnici delle console, diventa oggi uno dei cardini dell’IP grazie alla potenza dell’attuale generazione. La resa visiva degli ambienti di Iceborne e dei suoi ghiacciai è davvero impressionante, forte di un lato artistico superiore agli altri capitoli anche grazie alla natura stessa del bioma. Le Distese Brinose, ovvero la nuova area su cui poggia l’intero impianto narrativo, e dove trova spazio la tranquilla Seliana, cittadina visitabile per qualche coffee-break tra un combattimento e l’altro, sono essenzialmente ispirate alle montagne fantasy della letteratura. Le valli sono maestose, ricche di dettagli e animali selvatici innocui, così ben rappresentate nella loro quiete naturale che dispiace far baccano a causa di un nemico incontrato lungo il cammino. È anche grazie al colpo d’occhio che è in grado di regalare il titolo che vi prenderete ben più di una pausa per guardarvi attorno, magari attratti da una veduta lontana, per buona pace delle prossime prede che lascerete in attesa. L’idea della natura che vive in Iceborne è anche coadiuvata da alcuni elementi scriptati che rendono l’esplorazione più dinamica di quanto ci si possa attendere da un titolo del genere; il fatto di poter contare su tante classi di creature, di diverse specie e dimensioni, viene tradotta da Capcom in verosimili lotte per il territorio tra bestie, in cui i cacciatori sembrano – e di fatto, sono – gli unici non invitati alla festa né aventi diritto di reclamare qualcosa. Se le valli non deludono in termini di grandezza, Seliana è invece un paese più piccolo di Astera, ma contraddistinto da particolari attività tra cui minigame e personalizzazione degli alloggi.

In poche parole, l’ambientazione di Iceborne contribuisce in maniera determinante alla bellissima atmosfera che si respira all’interno della produzione, ed è forse questo il passo in avanti più lungo e convincente, sposando l’idea originale della versione “Ultimate”: qualcosa di più completo e denso, a completamento del gioco base. Il risultato finale non poteva prescindere da una realizzazione tecnica all’altezza, che potesse esaltare soprattutto le creature e i combattimenti. Non a caso, avendo più mesi di sviluppo a disposizione per realizzare Iceborne, il lavoro di Capcom è stato approfondito e meticoloso, con un occhio di riguardo verso le animazioni e i pattern di attacco di ogni nemico, a tratti entusiasmanti e in grado di coinvolgere con estrema passione. Anche dal punto di vista audio non possiamo lamentarci grazie soprattutto alla presenza del doppiaggio italiano e della piacevole soundtrack.

Ulteriori informazioni

Per rimanere aggiornato sulle ultime novità, continua a seguire la rete Social di Nextgentech.it, tramite la pagina Facebook.

CONDIVIDI SU:Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter

VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Iceborne è un’espansione talmente variegata e densa di contenuti da poter essere equiparata a un gioco standalone, nonostante faccia parte dell’esperienza Monster Hunter World in qualità di versione Ultimate, per rispetto della tradizione. Le novità sono tante e riguardano tutti i lati più importanti della produzione: combattimento, equipaggiamento, multiplayer, ambientazione e, cosa più importante, bestiario. Un’occasione ghiotta per riprendere il titolo e affrontare nuove creature, vecchie e nuove, con un livello di difficoltà maggiore in grado di regalare tante soddisfazioni.
PRO
Ambientazione coinvolgente e ben realizzata
Modifiche e novità che impattano tutto il gioco
Livello di difficoltà aumentato
CONTRO
La storia è ancora in secondo piano rispetto al resto

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.