Il rilascio di MotoGP 20 cade in un periodo assai delicato. L’emergenza COVID-19 ha paralizzato quasi ogni settore, ambito e interesse, compreso il mondo dello sport. Anche l’industria videoludica ne sta risentendo, e ne risentirà ulteriormente nei mesi a venire. Ma in questo momento di fermo generale, sono numerose le iniziative nate per intrattenere gli sportivi e i fan attraverso l’eSport e i tornei personalizzati. Nel corso della quarantena, nel mondo del calcio sono nati eventi in diretta su PES e FIFA, la Formula1 si è mossa con il suo titolo di punta, e in quest’ottica possiamo affermare che MotoGP 20 arriva sugli scaffali proprio nel momento opportuno, quantomeno per portare un po’ di MotoGP virtuale nel salotto di ogni fan che immaginava di ammirarne la controparte reale in TV.

MotoGP 20 – Recensione

Con casco e sponsor

Nella speranza che anche il titolo Milestone abbia una propria modalità storia, come già avvenuto con altri titoli sportivi, MotoGP 20 si accontenta di perfezionare la carriera, già fulcro della passata esperienza ed ora ancora più al centro del progetto della software house italiana. In MotoGP 20 la carriera che è possibile intraprendere col proprio pilota è ricca di funzionalità e verosimile nei modi e nei tempi di una stagione motociclistica, al punto da indurre Milestone a proporre delle varianti “light” per i più impazienti che vogliono arrivare al giorno della gara il prima possibile.

Tra questi probabilmente figureranno i neofiti, perché MotoGP 20 risulta un titolo pensato principalmente per gli amanti della saga e dei racing, contraddistinto da una curva di apprendimento che per tutti gli altri risulta ripida, vuoi per il numero di feature a disposizione, vuoi per l’assenza di una guida nelle prime fasi del gioco che poteva tornare utile un po’ a tutti. Dunque, se già conoscete la serie e avete già iniziato a sperimentare la carriera nella passata edizione, tutto tornerà più o meno semplice da capire e da gestire con le giuste modalità, a partire dall’approccio al calendario piuttosto ricco di eventi preliminari alla gara.

C’è, poi, il cuore manageriale curato da Milestone e arricchito con nuove esperienze e una maggiore attenzione al senso di “squadra”, che richiede al videogiocatore di curare per bene il proprio team – a partire da manager e sponsor – e non trascurare la parte di ricerca e sviluppo. Quest’ultima è il vero fiore all’occhiello della componente ruolistica, che vede il progressivo sblocco di nuove funzioni e componenti attraverso l’esperienza accumulata in pista.

In pista

Tra le novità più importanti che hanno caratterizzato l’edizione 2019 c’era A.N.N.A., l’IA che muove i piloti avversari e si adatta alle tecniche utilizzate dal videogiocatore. Il sistema (che sfrutta un algoritmo della famiglia deep learning) è stato ulteriormente perfezionato in MotoGP 20, anche se in generale l’attitudine adattiva dei nemici non viene evidenziata sempre con forza, e spesso o è troppo frequente o non la si nota nemmeno. Diciamo che il sistema, come qualsiasi meccanismo di machine learning, ha bisogno ancora di diversi cicli di rodaggio prima di divenire una componente tangibile del complesso gameplay del titolo Milestone, che per il momento consuma gli pneumatici in pista come qualsiasi altro titolo racing, con tentativi di sorpasso frequenti e attacchi ripetuti in maniera continuativa, spesso con troppa veemenza.

Prima di preoccuparci dei sorpassi, però, dovremo puntare ad avere un assetto stabile e ragionato. In MotoGP si nota in modo predominante l’attenzione del team di sviluppo verso tale componente, al punto da rendere obbligatori determinati ragionamenti nel pre-gara. La simulazione di guida si svolge senza molti intoppi una volta trovata la quadratura, e sarà un piacere passare dalla MotoGP alle Moto2 per tastare (e testare) anche come cambiano le risposte dei motori e in generale il feeling con la moto. Insomma, sul piano del realismo non ci si può lamentare, al punto da non farci sentire la mancanza di un vero colpo di scena sul discorso A.N.N.A., anche perché le gare scorrono con piacere grazie all’ottimo comparto tecnico, che si mostra in tutto il suo splendore specie sulle macro. I dettagli delle moto e le cinematics restano al top, come ci ha abituati la produzione, ma lo stesso non si può dire riguardo lo scenario e gli elementi a contorno della pista, un po’ trascurati. Il problema vero del cuore tecnico di MotoGP 20 rimane legato al framerate, ancora troppo incostante. È evidente l’assenza di un’ottimizzazione finale, ma con quest’ultima iterazione si nota la volontà del team di sviluppo di smuovere le acque attraverso l’opzione qualità e il framerate di 60 FPS sulle console v2. Si è lavorato anche in termini di netcode, evidentemente lavorato per garantire una maggiore resa delle competizioni online durante i tornei eSports: MotoGP 20 vede infatti il passaggio a proprietari, una transizione necessaria che vede come diretta conseguenza positiva una maggiore stabilità generale.

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
MotoGP 20 non rappresenta uno stravolgimento dell’edizione 2019, ma un degno raffinamento della stessa. Le novità principali toccano un po’ tutti i punti salienti dell’esperienza di guida Milestone, in particolar modo la modalità carriera e l’attenzione rivolta all’assetto di gara. Gli aspetti in cui è possibile migliorare ci sono, a cominciare dall’IA e dal framerate: il prossimo anno potrebbe segnare un punto di svolta.
PRO
Tante opzioni, molto tangibili in pista
Carriera interessante
Moto realizzate con cura e ben definite
CONTRO
IA da migliorare
Framerate troppo incostante

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