Nonostante il mercato videoludico stia vivendo ormai da 3 anni un periodo duro e compromesso, tra le uniche certezze rimaste agli appassionati vi sono i titoli sportivi che, a cadenza annuale, fanno capolino tra gli scaffali (fisici e virtuali) dei negozi tra settembre e ottobre. Ad inaugurare la stagione sportiva stavolta ci pensa NBA 2K23, il titolo decisamente più solido nel trio composto anche dai balbettanti FIFA ed eFootball. Pur senza abbandonare buona parte delle dinamiche viste in NBA 2K22, il nuovo titolo 2K si mostra piuttosto ricco di novità, dando l’impressione di aver svolto un ottimo lavoro di gruppo nella raccolta dei feedback e nell’analisi degli aspetti da migliorare.

NBA 2K23 – Recensione

Keep calm and play basketball

Migliorare il gameplay di un titolo a cadenza annuale, e soprattutto così solido come NBA 2K23, non è certo un compito facile, e proprio per questo è bene sottolineare gli sforzi degli sviluppatori quando in così poco tempo si riescono ad arginare i problemi più grandi della passata edizione. Se la difesa ha subito le classiche leggere migliorie attese, per migliorare la coesione della linea difensiva e tenere i giocatori alla giusta distanza dal portatore di palla, a beneficiare maggiormente delle novità di gioco, stavolta, è il reparto offensivo. L’elemento di novità principe di questa edizione è, in particolare, il tiro, che vede il ritorno della barra della precisione, tramite cui rilasciare al momento giusto la palla per eseguire un canestro perfetto. Tale dinamica, ovviamente influenzata dalle abilità del singolo, tiene conto altri parametri fisici come i movimenti, l’equilibrio e la marcatura, e punta soprattutto a riequilibrare il gioco online, reindirizzandolo verso una strada più simulativa, invitando il giocatore a prendersi il giusto rischio prima di tentare un approccio a canestro che potrebbe, al contrario, vanificare una buona manovra offensiva. In tal senso, Visual Concepts ha complicato anche un po’ il gioco nel cuore del parquet, limitando il palleggio con l’ausilio della barra adrenalina, tramite cui l’utente è costretto a dosare le energie limitando dribbling ed accelerazioni ai momenti più interessanti di gara. Chiaro è che dovendo giostrare energie e tiri a canestro, il giocatore in grado di leggere meglio il match è quello che parte con un piccolo vantaggio tattico, risultato a cui ambivano gli stessi utenti desiderosi di godersi il multiplayer con il giusto spirito simulativo.

Ritorno al passato

Come da tradizione, il punto forte del cestistico 2K rimane il parco modalità, ulteriormente ampliato dalla presenza di opportunità che provengono dal passato. Come vediamo infatti in tutti i titoli sportivi, a cominciare da FIFA ed eFootball, la presenza delle leggende dello sport va sempre più imponendosi, tanto che in NBA 2K23 si è deciso di sostituire la MyGM con la modalità dedicata alle Ere, tramite cui rivivere periodi storici della NBA grazie ad un vero e proprio tuffo nel passato, in cui tutto è stato ricostruito alla perfezione, dai team alle divise, passando perfino alla telecronaca e alle cutscene. In questa edizione le ere a disposizione sono addirittura 4: Magic vs Bird, Jordan, Kobe ed attuale. Per chi intende rimanere nel passato e avvolgersi ancora nella nostalgia, c’è anche il ritorno delle sfide Jordan, 15 challenge da superare per ricostruire le imprese dell’indimenticato campione.

Rispetto alle novità viste fin qui, la modalità MyCareer rimane più simile alla precedente edizione. La City è stata ridimensionata, passando ad un’area più contenuta ma ugualmente densa di attività ed attrazioni, tra cui un buon numero di missioni secondarie che anche quest’anno danno l’idea di essere semplici riempitivi. La modalità riscontra le stesse difficoltà della stagione 21/22 anche in termini di progressione del personaggio: chi intende migliorare senza spendere denaro reale si troverà davanti un sistema evolutivo molto più lento, noioso e frustrante, che stride un po’ con la passione ed il dinamismo che la NBA è in grado di regalare. Le cose vanno un po’ meglio con il MyTeam, ancora influenzata dalle microtransazioni, ma comunque in grado di regalare ottime soddisfazioni nella costruzione del proprio dream team attraverso una folta schiera di carte collezionabili, sfide e modalità appaganti.  

Una parte degli sforzi dedicati all’evoluzione del titolo è finita anche nella controparte del basket femminile in cui figurano WNBA e The W, con la prima modalità ulteriormente arricchita e raffinata, complice la maggior accuratezza dei modelli poligonali e delle cutscene. Da questo punto di vista, NBA 2K23 si conferma senza ombra di dubbio il miglior titolo sportivo “a squadre”, viste le assenze di migliorie sul versante calcistico che quasi sembra ancora appartenere alla scorsa generazione. Il titolo Visual Concepts brilla tanto nell’ambito grafico quanto in quello audio, accompagnando il giocatore nella scalata al vertice del NBA (individuale o di squadra) con un comparto tecnico ricchissimo di animazioni, dettagli e passione. Con questi elementi risulta difficile, però, giustificare la scarsa vena narrativa nella modalità carriera, che forse rappresenta il vero elemento frenante di un’area di gioco che spiccherebbe definitivamente il volo, pur rappresentando ancora il fiore all’occhiello della produzione.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Nonostante i pochi mesi di sviluppo disponibili per produrre una versione migliorata e più completa della passata edizione, NBA 2K23 si presenta al centro del parquet in forma più che ottimale, sfoggiando una serie di novità che certamente sapranno accontentare i fan, vista la sensazione di trovarsi davanti ad un titolo che segna una buona linea di demarcazione col passato. Se il gameplay sembra aver raggiunto ormai una certa stabilità (nonostante in questa edizione sia molto presente il concetto di “ritorno al passato” anche per meccaniche di gioco) l’aspetto realmente migliorare rimane la The City della MyCareer, ancora un po’ troppo slegata dal cuore del gioco e fin troppo ancorata a meccaniche lente e tediose, che non trovano l’aspettata forza trainante nella narrazione.
PRO
Ottime novità dedicate al passato
Gameplay ancora migliorato
CONTRO
The City non decolla