Nex Machina è puro stimolo sensoriale, tensione e frenesia, controllo dello spazio e sregolatezza nella potenza di fuoco, è mistero e ripetizione di pattern allo stesso tempo. È l’ennesimo gioiellino di Housemarque che guarda al passato ma pulsa futuro in ogni voxel. È un twin stick shooter di quelli brevi ma intensi, dove ti tremano le mani fino all’ultimo cercando di evitare l’errore. Se Resogun omaggiava lo sparatutto a scorrimento Defender di Eugene Jarvis, Nex Machina è stato realizzato con il supporto stesso di Jarvis. L’ultima adrenalinica fatica dello studio finlandese quindi condivide parte del suo DNA con un’altra vincente realizzazione dell’informatico americano: Robotron: 2084.
Nex Machina: Death Machine – Recensione
Un titolo esplosivo
Per quel poco che serve sapere di storia, basterà rendersi conto che le macchine hanno preso il controllo e vogliono sostituire l’umanità. A noi il compito di salvare gli ultimi umani e ridurre a un mucchio di ferraglia i robot nemici. Catapultati nel primo stage non avremo altro che i nostri proiettili e la possibilità di compiere un breve scatto, tanto misurato quanto efficace per salvarci esattamente nel momento di maggior pericolo.
Pericolo che arriva sotto forma di figure robotiche varie, capaci di starci incollate come francobolli o generare fiumi di proiettili tutt’altro che intenti a lasciarci respirare tra un colpo e l’altro. Mano a mano lo schermo comincia a diventare luogo di esplosioni di colori, laser, distrattori e oggetti ambientali che rendono importante non solo sparare ma memorizzare percorsi di azione dei nemici, struttura del livello e prendere decisioni rapidissime per salvare gli umani presenti.
Se accidentalmente eliminiamo prima tutti i nemici, il gioco passerà in automatico livello successivo dopo circa 6 secondi. Poco gli importa se vi eravate lasciati oggetti da raccogliere o umani da salvare sperando in momenti di maggiore calma a scenario ripulito; o fate in fretta o dovete organizzare meglio tempi e tattiche. La strategia diventa quindi organizzare le priorità barcamenandosi tra ogni sorta di trappola.
Per affrontare difficoltà crescenti e nemici sempre più tremendi si potrà contare su armi e power up ottenuti da nemici e oggetti distruttibili. Le armi secondarie spaziano dalle bombe intelligenti che fanno piazza pulita dei nemici più prossimi a un raggio laser a più lunga gittata. I power up includono il triplo scatto o lo scatto esplosivo che si lascia dietro una piccola esplosione, o bonus diretti all’arma primaria come l’incremento della gittata.
Cuore competitivo
Le modalità principali sono due: Arcade e Arena. La modalità Arcade prevede il completamento di 5 mondi e a seconda del livello di difficoltà i nemici potranno essere in maggior numero e più veloci, gli umani da salvare saranno presenti in quantità superiori e si avranno meno possibilità di continuare dopo aver perso tutte le vite. Si passa dai “continua” infiniti della modalità principiante ai 5 della difficoltà maestro.
La modalità Arena prevede sempre di passare attraverso i livelli già giocati in modalità Arcade ma lo fa proponendo delle sfide da superare per ottenere ricompense con cui sbloccare ulteriori sfide e per superare i diretti avversari in una scalata alle prime posizioni della classifica. Le sfide vanno dal realizzare il punteggio più alto al realizzare punti soltanto quando si realizza una catena di umani salvati, o sottostando a dei limiti di tempo per fare il record più alto.
Le altre voci includono la possibilità di provare un singolo mondo per fare pratica prima di lanciarsi nella modalità arcade e provare a scoprirne tutti i livelli segreti e gli umani bonus, e la cooperativa in locale. Il cuore dell’esperienza risiede in sostanza della sfida contro sé stessi e contro gli altri che vi porterà a ripetere più volte i livelli per migliorare costantemente.
Nonostante la varietà dei livelli, forse il numero di contenuti è attualmente esiguo. Giocare Nex Machina alla difficoltà più bassa prenderà all’incirca 50 minuti di tempo, una decina di minuti per mondo da adattare poi alla bravura e all’esperienza pregressa col genere dei twin stick shooter.

