L’annuncio di NieR: Automata aveva colto un po’ di sorpresa: il precedente Nier non aveva brillato secondo la critica, ricevendo pareri contrastanti nel riuscire a combinare diversi gameplay in modo coerente. La presa in carico del combattimento da parte di PlatinumGames tranquillizzava, se non del tutto almeno in parte, sulle sorti della nuova creatura di Yoko Taro. E NieR: Automata non delude, riuscendo questa volta a mescolare saldamente insieme non solo stili di gioco differenti ma anche momenti intensi, tristi e talvolta bizzarri che lasciano riflettere e intrattengono allo stesso tempo. Quanto proposto in Automata non sembra essere nulla di realmente nuovo, ma il modo in cui si racconta e si evolve attraverso i suoi finali (26 di cui 5 effettivamente di maggiore peso) è possibile solo in forza del mezzo videoludico, e lo fa senza risultare pesante e ripetitivo.

Cosa vuol dire esistere?

L’umanità nei videogiochi è quasi sempre minacciata: questa volta un esercito di macchine aliene ha costretto gli abitanti della Terra a trovare casa sulla Luna. La minaccia viene combattuta inviando delle unità speciali di androidi chiamate YoRHa. Queste misure di difesa sono controllate e guidate a distanza dagli ordini del Comandante che gestisce le operazioni dal “Bunker”, una stazione in orbita sopra la Terra.

Vestendo i panni degli androidi 2B e 9S la trama si farà sempre più fitta di intrighi, problemi e sofferenze. Le vicende si intrecceranno con quelle dei personaggi secondari che non si limiteranno a chiedere aiuto per quest secondarie ma permetteranno al giocatore di esplorare temi filosofici ed etici legati alla vita e alla morte, includendo varie sfumature di sentimenti che non ci rendono poi così diversi dalle macchine con cui interagiremo. Una storia carica di esistenzialismo (il gioco omaggia a suo modo anche Sartre, uno dei filosofi della nota corrente) che coinvolge sia gli interpreti in gioco che il giocatore stesso.

Sarebbe davvero un delitto protrarsi nel descrivere gli avvenimenti. Per concludere il primo walkthrough abbiamo impiegato circa 13-15 ore concedendoci anche qualche missione secondaria ed esplorando con più calma alcune zone. Come accennavamo in apertura, la fine è solo l’inizio. Il concetto di New Game+ in Nier: Automata assume un’altra prospettiva, favorendo la partecipazione agli stessi eventi da un altro punto di vista così da acquisirne conoscenze in parte prima solo immaginate o ignorate.

Anche i restanti 21 finali, da ritenersi come semplici bonus, regalano delle sorprese e premiano talvolta quei comportamenti fuori dagli schemi o che in un’altra ottica sarebbero stati ritenuti scorretti. Quasi come se il gioco stesso fosse un campo per gli esperimenti e al giocatore non spettasse altro che manipolare alcuni eventi all’interno di una scatola dalle mille curiosità.

Fluidità e varietà

NieR: Automata è un action-RPG dove sia il combattimento che il movimento sono stati resi fluidi: 2B scivola, sfreccia a mezz’aria e schivando col giusto tempismo può concatenare attacchi devastanti ed essere momentaneamente immune ai colpi. Il set di attacchi a disposizione si compone generalmente di quelli leggeri rapidi e di un attacco pesante, più lento ma in grado di infliggere più danni.

2B ottiene questa forza equipaggiando vari tipi di armi dalle spade ai bracciali da combattimento. In ogni momento è possibile passare da un set all’altro utilizzando le frecce direzionali. Gli attacchi a distanza sono invece affidati a un Pod, un’unità robot che ci accompagna e che può influenzare anche i nostri spostamenti aiutandoci ad esempio a planare durante le grandi distanze in aria.

Sia le armi che i Pod possono essere migliorati.  Basterà una somma di denaro e una quantità di materiali da consegnare all’NPC addetto, ma  per Pod dovranno essere prima installati dei programmi che fungono da abilità speciali per poter essere poi davvero utilizzati in battaglia. Migliorare le capacità di 2B invece richiederà l’installazione di chip tenendo conto del loro costo e dello spazio a disposizione per l’installazione.

Le aree principali di controllo e influenza delle proprie statistiche risiedono in attacco, difesa e supporto come l’incremento della velocità di movimento. La particolarità di questa soluzione risiede anche nell’aver assegnato ogni elemento dell’interfaccia a chip di sistema che possono essere rimossi a piacimento per rendere più personalizzabile l’esperienza. Ritenete inutile la barra dei punti esperienza? Potete sempre toglierla! Vi infastidisce la mini-mappa e preferite controllare i territori dal menu? Nessun problema, volendo potete anche rimuovere il vostro sistema centrale…

Se abbiamo detto che in sostanza NieR: Automata è un action-RPG, preparatevi anche a cambi improvvisi di visuale che trasformano l’area di gioco e ci trasportano in un genere completamente differente. Dai platform e puzzle 2D a vere e proprie sessioni shoot ‘em up/bullet hell al comando di mecha, fino a mini-giochi per completare le sfide poste dall’abilità di hacking.

La transizione tra uno stile di gioco e l’altro è fluida, senza interruzioni o risultare troppo distaccata dal contesto. Tutto si incastra alla perfezione ed è gradevole spezzare i soliti ritmi mettendosi alla guida di un mezzo da combattimento o ritrovarsi su un singolo piano sfuggendo a schiere di nemici evitando presse che vogliono schiacciarci. La varietà si riflette anche nei tipi di nemici e gli scontri con i boss che si svolgono seguendo dei pattern ben precisi, ma ogni volta è difficile sapere in anticipo quale sarà.

Il rischio di morire è alto e anche in questo caso il gioco ha una concezione tutta sua della morte, un po’ come fa Dark Souls. Se accidentalmente periamo in battaglia possiamo fare due cose: o ci disinteressiamo del nostro corpo e continuiamo per la nostra strada perdendo esperienza e chip equipaggiati, o torniamo sui nostri passi per recuperare il corpo e assimilare quanto in precedenza in nostro possesso. Se abbiamo scelto di essere connessi in rete possiamo anche incontrare i corpi di altri giocatori, pregare per loro e scegliere se acquisire il corpo con i chip o rianimarlo e farci aiutare in battaglia.

Arte e tecnica

Ogni angolo del gioco riesce a dipingere bene l’emozione dominante in quel momento: che sia la vuota tristezza di immense distese di sabbia o la ridente festosità evocata da un pittoresco “carnevale” di macchine, in NieR: Automata ogni elemento concorre a far sì che sia ben chiaro il mood.

Gli scenari sono ben distinguibili sia nella palette di colori che nel loro design, e sebbene la mappa di gioco non sia così enorme, ogni segno di mutamento dovuto alla storia si riflette in quegli ambienti cambiandoli e dandone diversa forma. Certo non è vero per tutti, e forse la parte più noiosa è dover ritornare in zone piuttosto piccole come il Luna Park per svolgere missioni secondarie quando questa zona ha ormai ben poco di nuovo da dire.

Un gioco dove la trama e le emozioni che si sviluppano hanno un’importanza capitale, non poteva mancare una colonna sonora evocativa grazie anche soprattutto alle parti vocali; placida e frizzante al giusto momento come miglior collante in grado di sigillare ciò che è visibile e ciò che è solo immaginabile se ci si lascia trasportare dalle sue note.

L’unica pecca tecnica rilevata in più di un’occasione è la stabilità dei frame. Fortunatamente durante i combattimenti non abbiamo percepito rallentamenti o bruschi cali, ma durante le fasi di esplorazione nel passaggio da una zona all’altra abbiamo avvertito qualche problema di performance. Il gioco è stato valutato su una PS4 Slim.

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VALUTAZIONE
9
Commento finale
NieR: Automata è uno degli action-RPG che non potete assolutamente farvi scappare. I combattimenti sono dinamici, soddisfacenti e adattabili al proprio stile di gioco. A un sistema di combattimento ben riuscito si associa una trama che si arricchisce più lo si gioca attraverso 26 finali di cui 5 davvero più significativi e che richiederanno di ripercorrere quanto già visto ma sotto un'ottica nuova. Tecnicamente soffre di qualche problema di performance ma non in misura da intaccare l'esperienza di gioco.
PRO
Combattimenti fluidi e dinamici
Vari stili di gioco in uno
Colonna sonora superba
CONTRO
Qualche calo di framerate
Alcune sidequest potrebbero risultare ripetitive

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