Tra spin-off di alta qualità, espansioni di un certo livello e remastered, l’amore di Atlus per la serie Persona ha portato grandi vantaggi al brand, e forse quello più importante sta nel merito di essere riusciti ad imporsi anche nel mercato occidentale. Quella che potremmo definire un’opera a metà strada tra una visual novel e un classico JRPG si è trasformato in un appuntamento immancabile per i fan, anche nostrani, grazie all’avvicinamento ottenuto dapprima con Persona 4 (e riedizione Golden) e poi con l’ottimo Persona 5. Dopo aver capitalizzato appieno il clamoroso successo di quest’ultimo con Royal e Tactica, il 2024 parte subito nel segno di una nuova esperienza con Persona 3 Reload, sulla carta la rimasterizzazione del titolo a luglio 2006 ma che, a conti fatti, apporta ben più contenuti di un semplice adeguamento tecnico.

Persona 3 Reload – Recensione

La doppia realtà

Nel processo di crescita del brand, Persona 3 rappresenta un punto di svolta importante, tanto che a detta molti rimane, ad oggi, persino superiore ai capitoli più recenti. Ciò è dovuto principalmente al fatto di aver approfondito i legami sociali tra i personaggi coinvolti nella storia, nonché quello che potremmo chiamare il Metaverso di questo terzo capitolo, ovvero il Tartaro, il dungeon multi-livello che nasconde l’aspetto parallelo e contrario della nostra realtà. Se in Persona 5 il tutto viene raccontato e giustificato tramite il concetto della moralità che può portare ciascun individuo a crearsi dei veri e propri castelli immaginari, il pretesto dell’esplorazione del Tartaro qui nasce per via dell’oscura materia che invade la Terra per un’ora, quella a cavallo tra due giorni. Chi ha già avuto l’occasione di giocare uno dei più recenti Persona ma non il terzo capitolo, saprà anche che la storia si svolge sempre in età adolescenziale in un dei più classici licei giapponesi dove trovano naturale collocazione storie di amore, magia o semplicemente racconti in cui è possibile ritrovarsi. La natura di questa riedizione “Reload” non vuole assolutamente stravolgere i contenuti originali della storia, anche perché considerata tra le migliori della serie, dunque sul fronte narrativo non si può che assolutamente confermare la superba trasposizione videoludica di un racconto maturo, coinvolgente, profondo e anche piuttosto lungo, in cui, oltre a capire come funziona il Tartaro e quali segreti nasconde, avremo anche la possibilità di approfondire la conoscenza di numerosi comprimari in un’esperienza che terrà incollato il giocatore dalle 50 alle 70 ore.

Le remastered che ci piacciono

Contando su un livello di sfida molto simile a quello di Persona 5, Persona 3 Reload ha visto un netto svecchiamento soprattutto nelle fasi di combattimento. Al di là della possibilità di controllare ogni membro del gruppo e della somiglianza stilistica dei combattimenti con quelli sostenuti dai Ladri Fantasma, in questa riedizione vengono introdotti due elementi molto importanti come il sistema a staffetta (ripreso proprio da Persona 5) e la Teurgia. La staffetta funziona proprio come in Persona 5 e si basa sulle debolezze nemiche: colpire un avversario con una tipologia di danno a cui è vulnerabile permetterà di concatenare un altro attacco da parte di un secondo compagno del party, e così via, dando vita ad una catena difficile da contrastare per ogni nemico. La Teurgia segue invece l’attacco combinato di Persona 5, dunque si tratta di un colpo devastante e spettacolare, ma anziché attivarsi random può essere richiamato solo dopo aver riempito la sua barra, secondo determinati requisiti dettati dalla natura di ciascun personaggio. Per quanto concerne il resto dei contenuti non ci sono grosse varietà se non svecchiamenti qua e là che hanno velocizzato un po’ sia la crescita dei personaggi (e relativi rapporti sociali) sia i combattimenti in sé. Le modifiche a livello contenutistico finiscono qui, con buona pace dei contenuti extra inclusi in Persona 3 FES ma non portati in questa edizione.

Passando invece all’aspetto tecnico, Persona 3 Reload conta su un rifacimento grafico totale, che ha coinvolto sia i personaggi legati alla storia che i nemici stessi. A fronte di un aumento considerevole delle linee di dialogo doppiate (e sappiamo bene quanto sia importante considerando il wall-of-text costante di questa serie) la narrazione e lo stile dei contenuti proposti dal gioco rispecchiano all’incirca gli standard visti nei Persona più recenti. Lo stesso dicasi per l’aspetto puramente grafico e l’eccezionale soundtrack, con brani che non faticheranno ad entrarci in testa già dopo i primi ascolti. Con l’upgrade tecnico che ha portato il gioco nella generazione corrente, si può contare, infine, su maggiore risoluzione e 60 FPS.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
9
Commento finale
Persona 3 Reload è una ghiotta occasione per chi non ha avuto modo di giocare il capitolo originale ma si è avvicinato alla saga con le ultime iterazioni ufficiali. È un titolo ricco di contenuti, indimenticabile sotto il profilo narrativo ed unico nel suo genere per ciò che concerne alcune meccaniche JRPG. Il discorso vale anche nel verso opposto, se non addirittura con più rilevanza: giocarlo come primo titolo della saga Atlus vi permetterà di entrare nella sfera di Persona nel modo più giusto possibile, lasciandovi la bellezza di scoprire anche i capitoli più recenti.
PRO
Il gameplay è stato svecchiato a dovere
Migliorie introdotte nei punti giusti
Un gran bel gioco, adesso anche in standard generazionale
CONTRO
Non sono presenti i contenuti dell'edizione FES