Dopo l’ottimo riscontro ottenuto da critica e pubblico con Persona 5 Royal, che ha già portato all’apprezzato spin-off hack-n-slash Strikers, Atlus riprende il famigerato party dei Ladri Fantasma riportandoci nel Metaverso con una terza rivisitazione di gameplay e level design. Persona 5 Tactica stravolge nuovamente le carte in tavola con una nuova esperienza convincente, stavolta in salsa GDR a turni: riuscirà a confermare il successo del brand anche in questa nuova veste?

Persona 5 Tactica – Recensione

Ripartiamo dal Metaverso

Il cuore della parte narrativa di Persona 5 Tactica sta ancora una volta nel misterioso Metaverso, l’universo parallelo in cui esistono le versioni ombra delle persone che non hanno un cuore puro, nonché il luogo in cui ogni pensiero e volere maligno di un certo spessore si trasforma nel cosiddetto Palazzo, il luogo di comfort dei villain più potenti. L’incipit di questa nuova avventura dei Ladri Fantasma parte quindi da un nuovo mistero che si cela nel Metaverso, in cui il party viene improvvisamente inghiottito durante un classico incontro al LeBlanc. A muovere le fila nemiche di questa nuova avventura sarà una certa Marie, mentre a venirci incontro sarà la misteriosa Erina, dando vita ad una rivisitazione di un contesto bellico “alla francese” unico ed interessante per la saga. Come accaduto con Strikers, per immedesimarsi al meglio nel contesto e non perdersi troppi riferimenti, anche Tactica, in quanto spin-off di Persona 5 richiede una buona conoscenza dei Ladri Fantasma guidati da Joker, visto che gli sceneggiatori non perderanno troppo tempo nel (ri)presentare l’amato party del capitolo principale, anche per ovvie ragioni di contenuti (Tactica si conferma verboso tanto quanto gli altri). E, seguendo lo stesso principio, a livello temporale potremmo collocare questa nuova esperienza tra il secondo ed il terzo semestre, dunque a cavallo dei contenuti principali dell’espansione Royal, tanto da escludere dai contenuti base di Tactica i membri del party coinvolti nell’espansione (sono però disponibili tramite DLC).

L’aggiunta ufficiale ai Ladri Fantasma ai fini di questa nuova storia sarà dunque Erina, presentata in pompa magna attraverso le solite, lunghissime, chiacchierate da visual novel che ormai identificano il brand tra battute più o meno esilaranti, messaggi etici profondi o semplici small talk utili ad aprire o chiudere una finestra di approfondimento sui personaggi, che anche stavolta lavoreranno come forte supporto alla trama principale.

Il posizionamento è tutto

Se in termini narrativi Atlus dimostra di non voler cambiare le carte in gioco, è soprattutto sul fronte del gameplay che le cose vengono stravolte. Dopo aver sperimentato il frenetico perimetro action degli hack-n-slash, fedele al suo nome Tactica incentiva sensibilmente la strategia giocando soprattutto sullo studio della location e sul posizionamento del party, ora libero di spostarsi nel campo di battaglia pur mantenendo il tradizionale combattimento a turni. Gli elementi tipici del combat system apprezzato nel capitolo principale sono ancora presenti, sebbene concettualmente modificati. Anzitutto è stato cambiato il sistema legato al “1 More”, tramite cui è possibile sferrare un attacco aggiuntivo: in Tactica non sarà legato alle debolezze dei nemici, bensì alla loro copertura sul campo di battaglia. Ecco dunque che il posizionamento del party assume un valore incredibile nel tentativo di colpire l’avversario dal lato in cui è scoperto per ottenere un attacco in più e rientrare nelle dinamiche già apprezzate delle concatenazioni (non più “staffette”, visto che ora questo termine sarà legato alla sostituzione di un membro del party durante uno scontro).

Colpire un nemico senza riparo equivarrà a buttarlo a terra, dando il via all’assalto per un attacco combinato che stavolta richiederà di “imprigionare” il nemico in un triangolo formato dalle posizioni del party, evidenziando ancor di più la necessità di studiare ogni movimento. Non a caso, Tactica si configura come uno strategico a turni ben ragionato anche in fatto di missioni secondarie (ricche di puzzle ambientali) e di boss-fight, in cui per vincere non servirà solo la forza bruta a disposizione del party. Sebbene Persona 5 rappresenti già un buon esempio di gioco di ruolo, con Tactica Atlus ha voluto approfondire quegli schemi, cambiando radicalmente la progressione del personaggio e spostandola più sulla materia elementare che contraddistingue la Persona di ogni membro del party. Ecco quindi che Ryuji diventa un maestro per i danni elettrici, Ann per il fuoco e così via, riequilibrando anche le modalità con cui ciascuno mette a disposizione del gruppo le proprie abilità passive (in Persona 5 potenziate con interazioni sociali). Tutto ciò, pilotato da classici rami di progressione, si rivela decisamente flessibile grazie alla possibilità di ripristinare tutte le abilità da zero, consentendo al giocatore di poter affinare il proprio party durante l’intero arco narrativo. Non mancano ovviamente i momenti in cui dovremo gestire le Personae col solito meccanismo di fusione, stavolta concedendo anche ai comprimari la scelta di una Persona di secondo piano da associare al proprio profilo. Trattandosi di una campagna che premia ingegno e fantasia, stavolta la raccolta delle Personae non avverrà direttamente durante lo scontro, bensì elargita come ricompensa soddisfacendo alcuni obiettivi riguardanti il completamento delle missioni. Un invito alla rigiocabilità, insomma, che alla lunga potrebbe far storcere il naso visto che in caso di game over si dovrà sostanzialmente ricominciare dall’inizio ogni battaglia, anche quelle più lunghe. Il tutto per almeno 30 ore di quest principale, facilmente raddoppiabile con le missioni secondarie.

Dopo aver cambiato le carte in tavola sul fronte artistico anche in Strikers, Atlus ribalta ancora la formula e sposa lo stile chibi per rappresentare nuovamente la combriccola di Joker, donando anche alle ambientazioni uno stile più cartoonesco. E così, eccoci alle prese con un party più paffuto e minuto in cui è la sola Morgana a rimanere invariata (non a caso), all’interno di un contesto colorato e ricco di effetti e dettagli. Anche stavolta la localizzazione italiana è legata solo ai testi, mentre il doppiaggio trova ancora il duo giapponese e inglese, col primo da favorire per ovvie ragioni. In un gioco ricco di testi e molto riflessivo come Tactica, non potevano mancare suoni e musiche di buon livello, aspetto in cui Atlus non delude nemmeno stavolta.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
8
Commento finale
Al termine di questa terza esperienza con i Ladri Fantasma (quarta, contando i contenuti di Royal) non posso ancora dirmi sazio delle storie vissute da Joker e compagni, ed il merito è di Atlus e della sua capacità di apportare cambiamenti radicali senza snaturare una formula vincente. E così, dopo le meravigliose dinamiche del capitolo originale e la frenesia di Strikers, giocare Persona 5 Tactica si traduce in una ennesima nuova esperienza con il solito gruppo di amici, per l’occasione rimpicciolito in una veste tutta da vivere, in cui strategia e riflessioni prendono il sopravvento e gettano le basi per le future iterazioni della saga. Se avete adorato i precedenti capitoli, dato il netto taglio di gameplay dovreste provare anche questo.
PRO
Un gameplay rinnovato e convincente
Artisticamente coinvolgente
CONTRO
I temi trattati sono meno incisivi rispetto a Persona 5 Royal

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