Quando ci troviamo di fronte a un titolo annuale (o quasi, come nel caso di RIDE 4) le considerazioni sono quasi sempre le solite: l’evoluzione del gameplay è ridotta, limitata a piccole modifiche o qualche aggiunta interessante, che però non stravolgono l’essenza del gioco. Il titolo Milestone non si sottrae alla regola, specie dopo mesi così difficili come quelli che hanno caratterizzato finora il 2020, ma il tentativo della software house italiana di proporre un’opera rinnovata trova risultati concreti che vale la pena approfondire.
RIDE 4 – Recensione
Pilota in carriera
All’interno di una modalità carriera classica, in cui viene richiesto al videogiocatore di fare quante più gare possibili per racimolare crediti e sbloccare circuiti e moto, si arriva a dover scegliere che tipo di competizione affrontare tra sfide continentali, mondiali e persino 2 leghe: World Superbike ed Endurance, la novità sicuramente più interessante di RIDE 4. In questo ecosistema così semplice si muovono, interlacciate tra loro, componenti di contorno non particolarmente fondamentali ma che riescono a dare una certa consistenza all’esperienza. Anzitutto c’è il meteo variabile e il ciclo giorno-notte che, specie nelle endurance – gare più lunghe del normale – riescono ad emergere portando alla luce interessanti sfaccettature che vanno dalla scelta delle gomme, fondamentale in base al clima, alla componente di design e realizzazione dei circuiti nelle diverse sfumature cromatiche che è in grado di proporre Milestone.
Da qui si arriva ad una sorta di componente-feeling che lega il pilota ad una moto o ad una certa casa automobilista. Tramite questo espediente che gioca su un fattore quasi “etico” che va a stimolare la fedeltà ipotetica del pilota, RIDE 4 sbloccherà elementi quali skin o sponsorship utili a rinvigorire e personalizzare la modalità, staccando un po’ dai soliti canoni che contraddistinguono la carriera già da qualche anno.
Sfortunatamente a queste novità non fanno seguito altrimenti elementi distintivi alla formula di gioco, nemmeno se volgiamo lo sguardo all’esperienza di guida. Detto che l’algoritmo di IA targato Milestone (A.N.N.A.) non pare aver mai dato elementi tangibili della sua presenza in-game, o quantomeno utili a differenziare la serie da altri racing game, in RIDE 4 vediamo ancora comportamenti anomali dei piloti avversari perfettamente in linea con altri titoli concorrenti, se non addirittura ancora più strani, che in alcuni casi tende alla perfezione di guida ed in altri in rovinosi, inaspettati e clamorosi fail. Insomma, al netto di una simulazione di guida che risulta semplice tanto agli esperti del genere quanto ai novizi – e comunque personalizzabile con un buon livello di profondità, RIDE 4 non riesce a trasmettere un feeling su pista davvero sorprendente.
Personalizzazione
In termini contenutistici, Milestone ha garantito che per i giocatori di RIDE 4 ci saranno novità garantite per tutto il 2021. Si parla ovviamente di nuove moto ed altri circuiti, che andranno a rimpolpare il già traboccante vaso dei contenuti proposti al day-one. In totale, si supereranno le 250 unità di veicoli, superando anche quota 30 mappe giocabile. Il tutto senza considerare che grazie all’editor in-game e alla condivisione online delle proprie skin, la personalizzazione delle mote diventa una chiave di successo molto importante per il titolo, non solo in multiplayer. Gioco online che, di fatto, riesce a garantire forse l’esperienza più bella e coinvolgente del brand, grazie ad un net-code affidabile e robusto, poggiato su server dedicati, e modalità ben studiate.
Dal punto di vista tecnico, RIDE 4 non lascia spazio a sorprese. All’eccellente realizzazione delle moto e dei circuiti, che da sempre contraddistingue l’opera Milestone, si contrappongono i soliti problemi di framerate che minano l’esperienza di gioco. Disporre della massima fluidità in un titolo racing è fondamentale, per questo è consigliato di eseguire un tuning delle impostazioni grafiche preferendo le performance alla qualità; con qualche compromesso estetico, che comunque non abbassano molto l’asticella tecnica generale, si riesce a godere di un’ottima fluidità anche su console.



