Dopo aver abbondantemente fatto parlare di sé con il primo capitolo, Senua’s Saga: Hellblade II si presenta come un’opera che sposta ancora una volta i confini del gaming, vuoi per i delicati temi trattati dalla storia, vuoi per l’imponente comparto tecnico di cui è dotato. Sviluppato dal team di Ninja Theory e pubblicato da Xbox Game Studios, il titolo rappresenta un coinvolgente viaggio nel profondo della psiche umana. Disponibile su Xbox Series X e PC in abbonamento a Xbox Game Pass, il gioco continua la storia di Senua, una guerriera celtica tormentata da visioni e voci.

Senua’s Saga Hellblade II – Recensione

Liberare e liberarsi…

Ambientato in un mondo nordico oscuro e mitologico tratto dalle tradizioni norrene, il gameplay di Hellblade II è un mix di esplorazione, puzzle e combattimento che poco ha realmente a che fare con l’etichetta di “walking simulator” che gli è stata erroneamente affibbiata da qualcuno. La protagonista, Senua, si muove in scenari mozzafiato ispirati agli scorci islandesi e norvegesi, affrontando nemici reali e demoni interni. La trama di Senua’s Saga: Hellblade II è un viaggio narrativo intenso e coinvolgente, che si distingue per la sua capacità di esplorare temi profondi come la psiche umana, la malattia mentale e la mitologia attraverso la ritrovata guerriera celtica che, dopo gli eventi del primo capitolo, continua a lottare con le sue visioni e le voci nella sua testa. Stavolta le motivazioni che spingono Senua ad affrontare un nuovo percorso interiore è la liberazione dell’isola dalla schiavitù, che presto capiremo essere collegata alla presenza dei Giganti che tormentano le tribù nordiche.

La narrazione è arricchita da una rappresentazione accurata e rispettosa delle esperienze psicotiche, che non solo serve a creare un’atmosfera unica ma anche a sensibilizzare su argomenti spesso trascurati nei videogiochi. La trama si intreccia con elementi storici e mitologici, portando il giocatore in un viaggio attraverso paesaggi nordici e battaglie epiche, mentre si svelano i misteri del passato di Senua, ripresi dal primo capitolo, e si affrontano le sfide del suo presente, al fine di raggiungere un nuovo step evolutivo della propria consapevolezza.

Vecchi difetti, nuovi pregi

Il gameplay di Senua’s Saga: Hellblade II è stato progettato per essere un’esperienza profondamente immersiva e cinematica. I combattimenti sono più vari e brutali, con meccaniche uniche per certe battaglie e finisher cruenti che rendono Senua una vera sopravvissuta. La performance capture e le acrobazie hanno creato un livello di combattimento senza precedenti, con quasi ogni movimento in-game eseguito da attori reali e scansionato, per garantire una trasposizione più realistica e umana possibile. Invece di aggiungere semplicemente nuove mosse al sistema esistente, gli sviluppatori hanno cercato di approfondire ciò che rende il combattimento significativo per la narrativa; ogni nemico sembra essere quello che potrebbe finalmente sconfiggere Senua, e uscire intatti da uno scontro restituisce ogni volta sensazioni di trionfo. Questo approccio rende ogni battaglia non solo una sfida fisica ma anche emotiva, rafforzando il legame tra il giocatore e la protagonista. Interessante, poi, il livello di difficoltà dinamico che tende a ribilanciare la sfida dopo ogni successo o sconfitta, evitando di arrivare a situazioni frustranti e mantenendo adatto il livello di difficoltà.

In generale, il gameplay di Hellblade II eredita quasi in toto la struttura del primo capitolo, ed è facilmente prevedibile nel giro delle prime ore di gioco. L’alternanza dell’avventura si compone principalmente di tre fasi: l’esplorazione di un luogo, la risoluzione di puzzle ambientali e sequenze di combattimenti 1 vs 1. Anche se fin troppo prevedibile alla lunga, personalmente ho trovato questo sistema piuttosto funzionale per tenere alta la concentrazione lungo le circa 6 ore necessarie per completare il titolo. Le fasi in cui Senua si ritrova da sola con i suoi pensieri tendono ad essere piuttosto pesanti e a tratti noiose, così come le meccaniche legate alla risoluzione dei puzzle ambientali, mai troppo difficili ma un po’ ripetitivi; dunque, sapere che da lì a poco arriverà uno scontro o l’esplorazione di una nuova ambientazione rende le fasi di stanca un po’ più sopportabili. C’è da dire che Ninja Theory ce l’ha messa tutta per evitare di annoiare l’utente, con repentini cambi di ambientazione tra luoghi chiusi e all’aperto, tra il reale e l’immaginario, passando per sequenze molto dinamiche e decisamente coinvolgenti nelle fasi clou della trama.

Come essere lì

Il comparto tecnico di Senua’s Saga: Hellblade II è uno degli aspetti più lodati del gioco. Sfruttando l’Unreal Engine 5, il gioco offre ambientazioni incredibilmente dettagliate grazie alla tecnologia Nanite e un’illuminazione dinamica globale e riflessi realistici con Lumen. Nonostante l’assenza di ray tracing hardware, i metodi software dell’Unreal Engine forniscono un’illuminazione e ombre realistiche. È interessante vedere come gli sviluppatori non abbiano voluto appesantire la schermata con comandi a vista o altri elementi: oltre a non vedere mai icone, l’assenza di un inventario ha reso superfluo qualsiasi altro dettaglio, con il risultato di poter godere dell’ambientazione e delle scene presentate senza alcun orpello o informazione su schermo. Ciò inizialmente lascia un po’ spiazzati, ma dopo aver capito che è sufficiente premere qualsiasi tasto azione per interagire con l’ambiente, il tutto risulta decisamente apprezzato. Così come nel primo episodio, anche i combattimenti sono stati implementati per seguire il filo logico dell’essenzialità: Senua avrà a disposizione attacchi leggeri e pesanti, schivata e blocco, e lo specchio “ricaricabile” per rallentare temporaneamente il tempo così da sopraffare più agevolmente il nemico. Tutti i combattimenti si sviluppano in un susseguirsi di cruenti 1 vs 1 (punto debole ereditato dalla precedente esperienza) in cui l’unico elemento veramente strategico sta proprio nel quando e contro chi giocarsi la carica di specchio accumulata, perché alcuni nemici risultano un po’ più difficili di altri, sebbene tutti ripeteranno i propri moveset fino alla sconfitta (propria o di Senua).

Per quanto riguarda i requisiti di sistema, il gioco richiede hardware piuttosto potente, anche se non impossibile da soddisfare. Ad esempio, per la configurazione raccomandata su PC, si parla di un processore Intel i5-12600K o AMD Ryzen 7 5700X, 16 GB di RAM e una scheda grafica Nvidia RTX 4080 o AMD RX 7900 XTX. Inoltre, sono necessari 70 GB di spazio disponibile e un SSD. Tutti requisiti ampiamente soddisfatti dall’ASUS ROG Strix SCAR 18, che mi ha permesso di giocare a dettagli massimi e con pochissime incertezze (qualche calo di framerate in alcuni momenti specifici, fortunatamente in momenti di esplorazione). Non è soggetto a particolari requisiti hardware, invece, l’eccellente comparto audio, che necessita solo di cuffie per poter garantire la massima espressione della propria qualità: le voci di Senua, udibili distintamente nell’auricolare sinistro o destro, gli effetti ambientali, la polvere, i passi, l’acqua, i respiri…tutto ricreato con estrema cura, credibile e impeccabile.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Senua’s Saga: Hellblade II è un titolo che colpisce al cuore per la sua narrazione e il suo impatto visivo. Nonostante alcune pecche nel gameplay ereditate dal primo capitolo, resta un’esperienza che merita di essere vissuta, capace di lasciare il segno nel panorama videoludico attuale. La trama imbastita da Ninja Theory è un esempio eccellente di come un videogioco possa essere un mezzo potente per raccontare storie significative e profonde, lasciando un’impressione duratura sui giocatori. È molto più di un walking simulator, ed anche se alcune parti dell’esplorazione possono risultare un po’ pesanti, il punto di svolta è sempre, praticamente, dietro l’angolo, in un crescendo di emozioni che porta ai titoli di coda in modo naturale e coinvolgente.
PRO
Storia matura e poco battuta dal mercato
Tecnicamente impeccabile
CONTRO
Gameplay ripetitivo
Troppo lente alcune fasi del gioco

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