Ha raccolto ottimi consensi fino al terzo capitolo, poi qualcosa è andato storto. La storia recente della saga Sniper Elite soffre di alti e bassi, un’incostanza di risultati dovuta principalmente alla mancanza di nuove idee e alla produzione di spin-off non azzeccatissimi, che in parte hanno contribuito ad allontanare anche i fan più devoti al brand. Eppure, a due anni di distanza dall’appena sufficiente Zombie Army Trilogy, Rebellion Developments ci riprova e sfoggia – per la prima volta su console nextgen – un nuovo capitolo della saga principale. Così, Sniper Elite 4 prova a riprendersi la fetta di utenza guadagnata faticosamente a suon di ossa spaccate al rallenty, e lo fa scegliendo una location a noi estremamente cara: siete pronti a cecchinare tra gli incredibili scorci della nostra amata Italia?

Sniper Elite 4 – Recensione

Dove eravamo rimasti…

Con Sniper Elite 4, Rebellion non ha voluto stravolgere né l’impianto narrativo né – tantomeno – il setting di gameplay costruito nel corso degli anni. Pertanto, eccoci nuovamente nei panni dell’infallibile cecchino dell’OSS Karl Fairburne, pronto a un triplice obiettivo: supportare la resistenza italiana, smantellare l’esercito tedesco e impedire ad Hitler di mettere le mani su un’arma di distruzione di massa. Già, il Fuhrer, sempre lui, perchè Rebellion non ha rinunciato agli scenari della Seconda Guerra Mondiale e questa non è l’unica cosa che puzza di “già visto”. Il quarto capitolo della serie ripropone una struttura pressochè identica a quella apprezzata in Sniper Elite 3, con grandi mappe da esplorare liberamente alla ricerca della strada migliore per arrivare ai vari obiettivi sparsi nella zona.

Il team di sviluppo ha cercato di premiare la creatività degli utenti proponendo un ampio ventaglio di obiettivi secondari e strade alternative, quasi tutte indirizzate verso uno stile di gioco più stealth – o al limite caotico e fantasioso. Sebbene Fairburne abbia dalla sua un equipaggiamento di tutto rispetto, in grado di generare morte e distruzione con estrema facilità, il mio consiglio è di giocare Sniper Elite 4 con la stessa pazienza e pianificazione con cui, magari, avete portato a termine giochi come Hitman o Dishonored 2. Il paragone, ovviamente, è limitato all’uso della strategia e delle possibilità offerte dall’ambiente circostante, che nella produzione Rebellion risultano sufficientemente varie e divertenti. La strategia più efficace, per un cecchino come Fairburne, consiste nel raggiungere il più alto della mappa ed individuare i punti caldi nelle vicinanze, tra cui i soldati, i percorsi pattugliati e gli elementi sensibili, come esplosivi e pulegge. Dopo aver marcato accuratamente i vari obiettivi, il videogiocatore è libero di scegliere la strategia più indicata per l’occasione, alternando colpi diretti e silenziosi ad uccisioni di gruppo, con annessi caos e stato di allerta.

Trattieni il respiro e…

Durante la fase di pianificazione, il titolo Rebellion si presenta completo ed appagante, nonché ricco di variabili interessanti. Ad esempio, talvolta avremo la possibilità di coprire i nostri spari sfruttando con pazienza i rumori circostanti – come il passaggio di un aereo – ed altre volte ancora saremo portati a rinunciare all’ennesimo headshot in favore di un approccio corpo a corpo per non allertare le guardie nei paraggi. Il sistema di triangolazione usato dai nemici per rintracciare il protagonista è piuttosto interessante, e consiste in due livelli di allerta da utilizzare a nostro vantaggio, magari per confondere il gruppetto di guardie sopraggiunto a seguito di uno sparo. Sebbene la pianificazione e l’utilizzo degli elementi ambientali risultino le vie più appaganti per completare gli obiettivi principali, tra i contenuti proposti in Sniper Elite 4 figurano una serie di quest secondarie che, inevitabilmente, costringono l’utente a dover girare in lungo e in largo all’interno della mappa, fronteggiando eventi scriptati per niente prevedibili – che si attivano, magari, dopo aver raggiunto una determina posizione o aver eliminato una guardia in particolare.

È in questi frangenti che emerge il difetto maggiore dello sparatutto Rebellion, rappresentato, ancora una volta, dalla scarsa intelligenza artificiale che muove i nemici sul campo di battaglia. Le guardie pattugliano male e triangolano la nostra posizione anche peggio, hanno un cono visivo difficile da interpretare e commettono leggerezze clamorose in cascata. Gli elementi negativi che compongono il gameplay disincentivano, seppur in parte, l’uso di una buona e meticolosa pianificazione, nonché delle ottime opzioni aggiuntive per aumentare il realismo delle fasi di cecchinaggio. Come da tradizione, Rebellion ha puntato molto sugli elementi balistici che determinano la buona riuscita di un colpo dalla distanza, come il vento, il peso dei proiettili e la calibrazione del fucile. Se desiderate un livello di sfida più realistico ed appagante, magari per fronteggiare le lacune dell’IA, allora sono queste le opzioni che fanno per voi, ben più delle abilità da sbloccare – che oltre a rendere il gioco più semplice, rappresentano un riempitivo poco funzionale all’impianto di gameplay.

Mortal trip nella bella Italia

Giocare la campagna di Sniper Elite 4 con un amico è possibile, e fare qualche headshot in compagnia è divertente ed appagante, soprattutto con una buona strategia al seguito. E se non ne dovreste avere abbastanza, la buona notizia è che dopo aver raccolto crediti a sufficienza avrete anche la possibilità di ricominciare una nuova campagna con equipaggiamento personalizzato, magari per completare in scioltezza la raccolta dei numerosi collezionabili sparsi tra i vari livelli. Il comparto multigiocatore prevede anche altre 6 modalità di gioco piuttosto classiche, che vanno dalla sopravvivenza al deathmatch, passando per le conquiste e le battaglie a squadre.

L’Italia non è nuova a rappresentazioni videoludiche, e quando un franchise sposta le proprie attenzioni sul Belpaese ne esce sempre un level design di spessore – e per una volta tanto possiamo permetterci un vanto. Sniper Elite 4 non fa certo eccezione, e il benvenuto dagli scorci italiani parte direttamente da una delle nostre regioni più belle, la Sicilia. Da qui, sarà un viaggio di una decina di ore costellato di ottimi panorami, che ci vedrà impegnati in mappe ben realizzate e varie, ricche di elementi interattivi e distrazioni. Nonostante la buona direzione artistica, il team di sviluppo non è riuscito a compiere l’atteso salto di qualità dal punto di vista tecnico, proponendo un comparto texture da rivedere e un impianto audio unidirezionale con soundtrack praticamente inesistente.

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VALUTAZIONE
7,8
Commento finale
Se giocato come si deve, ovvero con pazienza e pianificazione, Sniper Elite 4 riesce a regalare davvero tante soddisfazioni. Il consiglio, quindi, è di non sottovalutare l’opera Rebellion se amate gli sparatutto tattici e non vi piace correre da una parte all’altra della mappa lanciando granate. Se i contenuti non mancano - ed è proprio il caso in analisi - le lacune del comparto tecnico passano in secondo piano; ciò non toglie che nell’era delle risoluzioni ultra K, Rebellion avrebbe potuto fare di più da questo punto di vista. Nonostante i difetti, Sniper Elite 4 resta una produzione originale e per certi versi unica nel suo genere.
PRO
Se giocato "bene" regala grosse soddisfazioni
Le opzioni per puristi sono molto appaganti
La modalità multiplayer è ricca e completa
CONTRO
Intelligenza artificiale superficiale ed obsoleta
Tecnicamente da rivedere

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