Ci è voluto quasi un anno prima di tornare a parlare con i protagonisti della colonia di Alcione in quel di The Outer Worlds, l’ultimo action RPG realizzato da Obsidian e prodotto da Private Division. L’irriverente avventura del protagonista customizzato a bordo della nave spaziale L’Inaffidabile, un tempo guidata dal povero Alex Hawthorne, spesso tra due fuochi tra le varie fazioni incontrate durante le numerose storie, stavolta ci porta in un pianeta tutto nuovo, Gorgone. Inutile dire che con questa espansione, Obsidian ne approfitta per espandere ulteriormente la lore e i contenuti di The Outer Worlds, ricordando molto da vicino lo stile delle espansioni della serie Fallout, dotate di una caratterizzazione e di una profondità tali da poter essere vendibili anche in forma stand-alone.

The Outer Worlds: Pericolo su Gorgone – Recensione

Lo sfortunato Lucky

Pericolo su Gorgone lancia un nuovo filone narrativo, andando ad esplorare più in profondità elementi e relazioni già assaporate durante la main quest, ma che in un certo modo avevamo accettato senza andare alla ricerca di giustificazioni o ulteriori informazioni. Con questa espansione ci addentreremo – con non pochi preamboli – negli ultimi esperimenti condotti dalla società Soluzioni Spaziali sul pianeta Gorgone, denominati appunto “Progetto Gorgone”. Il modo con cui Obsidian ha deciso di introdurre il contenuto del DLC nella main quest è molto simpatico: dopo aver sbloccato l’approdo a Bisanzio durante la storia principale (in particolare, dopo il completamento della quest “Radio libera Monarca”), alla prima occasione di ritorno sull’Inaffidabile ci verrà recapitato un pacco – perdon, collo! – dai corrieri di Alcione; all’interno di questa misteriosa scatola troveremo l’audionastro di Lucky Montoya, un investigatore freelance ingaggiato da Minnie Ambrose, facoltosa famiglia caduta in disgrazia proprio per via del fallimentare Progetto Gorgone.

Senza addentrarci troppo nella trama, posso assicurare che i nuovi filoni narrativi presentati da Obsidian ben si intrecciano con la lore già condivisa dal team di sviluppo con la main quest, andando ad approfondire molti contenuti, oltre che a proporne di nuovi. Conosceremo più da vicino Soluzioni Spaziali, il rapporto tra i cittadini e le droghe di Alcione e diversi personaggi particolari. Va detto che Pericolo su Gorgone oltre a non presentare alcuna nuova fazione al videogiocatore (solo in parte avremo impatti con la reputazione verso il Consiglio) è caratterizzata da un grande difetto: le missioni del DLC non possono essere attivate dopo l’approdo a Tartaro, ottenuto avanzando con la quest principale. Un peccato, perché se da una parte le vicende su Gorgone risultano non essenziali per gli archi narrativi principali, dall’altra è passato molto tempo tra l’uscita del gioco e il DLC, dunque è facile pensare che la maggior parte dei giocatori abbia già completato il gioco, e magari non dispone di un salvataggio poco prima di avvicendarsi a Tartaro. Al di là dell’aspetto narrativo, bisogna poi considerare tutto quello che Gorgone porta con sé in termini di contenuti di gioco, che tra nuove abilità e punti esperienza (aumenta il level cap portandolo da 30 a 33) rende anche più intrigante la progressione del personaggio in vista dell’endgame.

Benvenuti a Gorgone

Gorgone non è il clone di nessun pianeta già visto in The Outer Worlds. Fortunatamente, il gigante roccioso è stato realizzato con un mix di elementi ispirato che mai come negli altri pianeti promuove la verticalità. È un’area grande circa quasi quanto Monarca, suddivisa in almeno 2 livelli e per questo ricca di salite, discese e ascensori, nel tentativo di raddoppiare la superficie calpestabile. Se per grandezza ricorda Monarca, appunto, per carattere estetico si ispira soprattutto a Scilla, con tonalità tendenti al viola e all’azzurro, pur disponendo di una flora rigogliosa.

Nell’avanzare alla scoperta del paesaggio circostante ci rendiamo subito conto di come la presenza delle fabbriche Soluzioni Spaziali sia tangibile: l’azienda si è praticamente impossessata del pianeta, distribuendo qua e là i suoi centri per condurre gli esperimenti sull’adrenaconina, una droga che, nei piani iniziali, avrebbe dovuto migliorare le performance dei lavoratori di Alcione. Al di là dei centri imbastiti da Soluzioni Spaziali per i suoi scienzati, tra cui figurano anche vecchi appartamenti ormai in disuso, c’è poco altro: un bar, miniere, discarica e ammassi rocciosi.

Viene da sé immaginare, come già anticipato, che l’incidere su Gorgone risulti praticamente quest-driven: le missioni primarie ci chiederanno di esplorare di volta in volta un centro Soluzioni Spaziali diverso, spesso su 4 o 5 piani, e i contenuti secondari provvederanno a farci conoscere gli altri punti di interesse del pianeta. Fatto salvo per qualche appostamento di creature o predoni, ciò che rimane di Gorgone è un’area forse più grande del dovuto, spoglia nei percorsi che collegano i vari punti, e che sfrutta un po’ troppo il concetto del fare piazza pulita tra un edificio e l’altro, tutti rigorosamente sotto il controllo dei predoni o degli automeccanici. La qualità della storyline, seppur elevata, non rispetta appieno le aspettative in termini di scelte opzionali, risultando più lineare del previsto.

Pericolo su Gorgone propone contenuti ad un livello di sfida piuttosto alto, che sa dare del filo da torcere anche una volta raggiunto il level cap (portato a 33 per l’occasione). La maggiore difficoltà viene controbilanciata dal generosissimo looting presente sul gigante roccioso: girovagando su Gorgone noteremo l’incredibile quantità di munizioni, medicine, bevande e consumabili per serrature e hacking, il tutto accessibile senza dover rubare e scassinare serrature complicate (sono poche quelle che richiedono scassinamento 150, quasi tutte aggirabili con hacking o tessere). Dato il livello di sfida, Pericolo su Gorgone porta con sé nuovo equipaggio unico, oltre a farci conoscere versioni alternative di tutte le creature e predoni, in pieno trip da adrenaconina. Non nascondo che salvo qualche arma inedita, tra cui anche tecnologiche, che potrebbero tornare utili per qualche build specializzata, il videogiocatore medio come il sottoscritto non troverà particolarmente interessanti i nuovi elementi di equipaggiamento di Gorgone, preferendo piuttosto sfruttare gli item standard di The Outer Worlds. Non mancano anche nuovi vantaggi e difetti, sbloccabili ovviamente anche prima di attivare le missioni su Gorgone.

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VALUTAZIONE
7,0
Commento finale
Riprendere il fantastico mondo di The Outer Worlds è sempre un piacere, specie considerando l’affidabilità e la qualità storica dei DLC ad opera di Obsidian. Partendo da queste aspettative, Pericolo su Gorgone lascia soddisfatti a metà, perché pur risultando contenutisticamente generoso, i nuovi contenuti vengono presentati soltanto in forma del “vai e indaga”, non lasciano il segno né influenzano in alcun modo l’attitudine del giocatore per il prosieguo dell’avventura. In più, va considerato il fatto di non poter essere giocato dopo aver portato a termine la quest principale, tagliando fuori chi non possiede un salvataggio manuale in un punto compatibile della timeline e chi ha finito il gioco ma non ha voglia di ripartire da un vecchio savegame. In questo caso, una soluzione stand-alone con possibilità di importare il proprio personaggio sarebbe stata, forse, preferibile.
PRO
Longevo e denso di contenuti
Trama ben studiata ed intrecciata con la storyline principale
Aumenta il level cap, porta nuove abilità, difetti, skill ed equipaggiamento unico
Ottimo livello di sfida
CONTRO
Giocabile solo prima dell'endgame
Punti di interesse un po' troppo sparsi
L'incedere è ripetitivo

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