La prima stagione Telltale di The Walking Dead resta una delle avventure grafiche basate su scelte morali urgenti più riuscite dello studio. La formula che unisce un continuo senso di impellenza all’indecisione di fare la cosa più giusta in situazioni drammatiche ha trovato un naturale alleato nell’universo di non morti creato da Robert Kirkman. I veri nemici non sono gli zombie, walkers o los muertos che chiamar si vogliano, ma gli umani stessi, il cui peso di un’esistenza sofferta schiaccia e spreme violentemente fino a far emergere anche gli istinti più crudeli.

Dopo aver giocato due stagioni e iniziato la terza, è chiaro che per coinvolgerci totalmente, un gioco del genere deve avere una storia in grado di farci legare con i personaggi, entrare in contatto con loro affinché noi possiamo proiettarci in loro, altrimenti sarebbero solo un altro mucchio di bit sacrificabili. Il filo conduttore ad oggi è sempre stato Clementine. L’abbiamo vista crescere prima sotto la guida di Lee Everett, poi trovando in vari amici conforto fino all’amaro destino, poco più che adolescente, di farsi carico da sola di sé stessa e degli altri.

Per chi arriva alla terza stagione senza aver affrontato le grandi perdite di due intense stagioni, può essere difficile raggiungere un punto di contatto con una ormai fredda e distaccata Clementine, per questo Telltale ha scelto di spostare l’attenzione sul nuovo personaggio di Javier “Javi” García. Mettendo lui al centro della storia, e lasciando le questioni irrisolte della seconda stagione ad alcuni flashback, A New Frontier rappresenta un nuovo inizio.

Le famiglie sono complicate

Le famiglie possono essere a volte molto complicate. Esistono gelosie e dissapori, i rapporti sono complicati, ma è nei momenti difficili che ci si fa forza tutti insieme. The Walking Dead: A New Frontier inizia subito presentando un tragico evento che ha investito la famiglia García. Qui facciamo la conoscenza di alcuni personaggi importanti che avranno un ruolo determinante proseguendo nel racconto. Siccome il gioco si basa fortemente sulle scelte del giocatore, a prescindere dal reale impatto che hanno poi sulla storia finale, tutto ciò che riguarda direttamente la trama sarà trattato il più vagamente possibile per evitare fastidiosi spoiler.

Come da manuale quando si tratta di un’avventura Telltale, ci troviamo a passare di continuo da una situazione drammatica a una addirittura peggiore ed ogni momento di pace e rilassatezza è solo il preludio per l’esplosione degli eventi. Uno di questi è fortuito e ci fa incappare in Clementine. Agli occhi di Javier non è altro che l’ennesima sconosciuta e il ventaglio delle sue risposte riflette quell’incertezza iniziale nel riuscire a valutare se Clem può diventare un’amica o un altro problema. Una valutazione resa ancora più difficile dalla natura schiva e distaccata della ragazza.

I vecchi giocatori potrebbero mostrare un’inclinazione a trattarla fin da subito come un’alleata, ma non siamo più davanti alla bambina che abbiamo conosciuto solo qualche anno fa. Lo sguardo e i lineamenti induriti evidenziano la pesantezza di chi ne ha passate troppe. Ancora non sappiamo niente degli eventi che ci collegano al terzo capitolo e il gioco ci rilascerà le informazioni in piccole dosi in formato flashback. Se da una parte è un espediente gradevole e ci permette di inquadrare il personaggio di Clementine anche senza essere la protagonista, dall’altro ci fa sentire come se le faticose scelte portate avanti nella seconda stagione abbiano avuto un’influenza ancora più bassa del solito.

In costante movimento per scappare da una spirale sempre più negativa di avvenimenti, ci avviciniamo al finale di due episodi che in meno di tre ore condensano forti emozioni, tensione, suspense e un’inevitabile scia di morte secondo la brutale regola del non affezionarsi mai troppo a un personaggio perché le probabilità che sia proprio quello a rimetterci la pelle sono alte.  Ma è inevitabile affezionarsi alla “nuova famiglia” che si va costituendo minuto dopo minuto, perché è solo facendo leva su quegli istinti più buoni di protezione e amore che si possono affrontare ancora con un pizzico di umanità le difficoltà che il gioco ci scaglia. Un cliffhanger eccezionale e sorprendente invoglia a voler proseguire l’avventura, lasciandoci a bocca asciutta proprio quando le cose stavano per farsi davvero interessanti. Toccherà aspettare trepidanti il terzo episodio.

Nuovo inizio o déjà-vu?

Il gameplay è esattamente lo stesso presentato nelle precedenti stagioni e in altre serie: semplici puzzle punta e clicca, uso dei quick time event per simulare l’azione e spazio alle chiacchierate con i personaggi. Se aspettavate una rivoluzione da questo punto di vista, magari grazie all’inserimento di maggiori libertà nell’esplorazione e un grado più alto di sfida nel risolvere le situazioni di impasse, resterete sicuramente delusi.

Rispetto a Batman soffre tecnicamente di minori problemi, ma non mancano soliti cali di frame rate riscontrati anche in altre stagioni e su diverse piattaforme. Tra la serie principale e lo spin-off The Walking Dead: Michonne, le situazioni presentate iniziano a essere un po’ simili nell’essenza e non mancano nel dispiegarsi della trama alcune sequenze praticamente identiche.

Forse c’è un po’ di stanchezza nel continuare la serie che sarebbe potuta semplicemente chiudersi con una prima stagione. Forse è l’ormai abusata formula utilizzata in tantissime altre opere a non riuscire più a risultare incisiva come in passato. Nonostante The Walking Dead: A New Frontier rappresenti un nuovo inizio e sia un gioco solido e interessante da approfondire dal secondo episodio in poi, è facile incappare nei soliti cliché e avere come la sensazione di un déjà-vu.

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
The Walking Dead: A New Frontier parte con due episodi più corti del solito ma non per questo meno significativi. Nel primo il ritmo più blando serve per introdurre i nuovi personaggi ma il crescendo di situazioni sempre più drammatiche guida fino a un cliffhanger sorprendente che fa ben sperare per la trama del terzo episodio. Nessuna novità da segnalare sul fronte del gameplay dove brevi sezioni QTE si alternano a dialoghi e semplici puzzle. Nonostante una buon nuovo inizio per la saga di The Walking Dead immaginata da Telltale, sicuramente apprezzabile dai nuovi giocatori, per chi è giunto a questo punto attraversando il dolore e le sventure di due intere stagioni e uno spin-off, non si può che notare una certa somiglianza nel modo in cui le situazioni vengono gestite.
PRO
Storia vista da un nuovo personaggio
Perfetto per chi si avvicina alla serie per la prima volta
Crescendo di emozioni fino al cliffhanger
CONTRO
In meno di tre ore si completano i primi due episodi
Solite sezioni puzzle estremamente facili

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