The Wardrobe è la produzione tutta italiana di C.I.N.I.C. Games pubblicata da Adventure Productions che da anni si impegna a distribuire sul mercato opere punta e clicca. Rimanendo concentrati nel panorama italiano come non ricordare oltre a The Wardrobe proprio gli sforzi nati internamente ad Adventure Productions con la realizzazione di Shadows on the Vatican e la futura pubblicazione di Detective Gallo del team Footprint Games. Una passione quella per le avventure punta e clicca che trova in The Wardrobe, che andremo a recensire, un valido esponente che sfoggia irriverenza e citazionismo pop a dosi massicce.

The Wardrobe – Recensione

Scheletri nell’armadio

Il protagonista di The Wardrobe è Skinny, uno scheletrico (o meglio morto) ragazzo. Durante un picnic con il suo caro amico Ronald la piacevole uscita ha preso una brutta piega e per un incidente è Skinny a lasciarci la pelle. L’ossuto giovane in felpa verde è però ancora tra vivi, con una missione da svolgere che lo porterà a fare strani incontri nella notte di Halloween in cui può muoversi indisturbato senza destare sospetti.

Ciò che colpisce subito fatto ingresso nel primo quadro di gioco è la cura riversata nello stile cartoon e nella costruzione dell’ambientazione, arricchita da oggetti che richiamano ad altre opere. Ogni spazio si trasforma in un contenitore che cita le opere più disparate: dal corno blu francese e l’ombrello giallo di How I Met Your Mother (E alla fine arriva mamma! In Italia) alla fantascienza e agli anime, passando ovviamente per un’infinità di videogiochi (Jersey Devil, Crash Bandicoot, Metal Slug, Pandemonium!, Day of the Tentacle e molti altri che vi invitiamo a scovare)

La varie presenze non sono solo estetiche ma c’è in molti casi la possibilità di interagire e assistere a commenti divertenti, scarsamente politically correct o avere veri e propri dialoghi che estendono le citazioni e nel migliore dei casi si fanno liberamente beffa di tutto a partire dal giocatore stesso. Le interazioni si fanno ancora più taglienti e adeguate al contesto grazie a un doppiaggio scanzonato e ai timbri di voce variabili.

I comandi a disposizione del giocatore sono diversi a seconda dell’oggetto con cui interagire: osservare, prendere e depositare nell’inventario (una spaziosa gabbia toracica), eseguire un’azione come aprire un borsellino o parlare. Si accede alla gamma di azioni disponibili con il tasto destro del mouse e si eseguono rilasciandolo.

La rotellina è utilizzata sia per aprire e chiudere l’inventario scorrendola, sia per evidenziare i punti di interazione dello scenario premendola. Soluzioni semplici che vengono anche in aiuto di chi è poco pratico di avventure grafiche e potrebbe essere disorientato dalla mole di elementi sulla scena.

I puzzle da risolvere non sono complicatissimi, almeno per quella che è stata la nostra esperienza, ma richiedono sicuramente l’attivazione di un “pensiero laterale” e di una certa lungimiranza. Sono praticamente situazioni che si risolvono combinando i giusti elementi dell’inventario e per ottenere il giusto pezzo, soprattutto dal secondo capitolo in poi, saranno necessari tanti spostamenti.

Gli spostamenti sono apprezzabili perché estendono gli scenari giocabili. Se fino al primo capitolo le zone esplorabili apparivano abbastanza circoscritte, dal secondo in poi è possibile accedere a svariate zone attraverso una mappa. I luoghi andranno però prima sbloccati in gioco parlando con un determinato personaggio o compiendo una determinata azione. Lo spostamento rapido inoltre rende meno pesante l’inevitabile backtracking tipico di molti punta e clicca.

La nostra prova è avvenuta su una versione beta di The Wardrobe, ma non abbiamo riscontrato bug gravi che ci hanno impedito di proseguire nell’avventura o che hanno minato la nostra esperienza di gioco. Il team è comunque molto attivo per far sì che tutto proceda nel migliore dei modi.

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
The Wardrobe è un'avventura grafica che gli amanti del genere non possono lasciarsi sfuggire, ma anche chi è nuovo del genere trova un gioco accessibile che potrebbe farlo innamorare di un filone che negli ultimi anni ha riconquistato posizioni. Dissacrante e senza peli sulla lingua si prende gioco di tutto, in barba al politically correct. La ricchezza degli scenari è un concentrato di cultura pop e ci siamo lasciati sempre assorbire qualche minuto per osservare e individuare tutti i riferimenti. Le interazioni, e le possibilità di interazione, sono molte e contribuiscono ad estendere storia e citazioni. Ci ha convinti anche l'estensione che assumono gli scenari dopo il primo capitolo, grazie agli spostamenti rapidi via mappa diminuisce la sensazione di essere relegati a poche stanze.
PRO
irriverente
ambientazioni ricche
difficoltà bilanciata per tutti
CONTRO
è già finito? Ne vorremmo di più!

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