Torment: Tides of Numenera sviluppato da InXile Entertainment è il seguito spirituale di Planescape: Torment, gioco di ruolo isometrico del 1999 di Black Isle Studios. Non trattandosi di un continuo non è necessario aver giocato l’originale. Esistono dei punti di contatto ma non è richiesta nessuna conoscenza pregressa, solo molta voglia di leggere grandi porzioni di testo (non è presente l’italiano e se non conoscete altra lingua vi risulterà impossibile procedere oltre) in quanto il titolo eredita la peculiarità di poter essere affrontato concentrandosi sulla diplomazia e il dialogo invece che sulla forza bruta. L’ambientazione di gioco è un mix di fantasy-fantascienza e antiche tecnologie, i cosiddetti artefatti Numenera che ritroviamo anche nel titolo.

Chi siamo?

Torment: Tides of Numenera si apre fin da subito con un tutorial/creazione del personaggio che concentra l’attenzione sul testo. Intorno a noi ben poco, anzi molta oscurità e a guidarci alla scoperta di ciò che ci sta succedendo sono proprio righe di testo e scelte multiple che andranno a definire quella che è la nostra sostanza di partenza, anche se prima di confermare i dettagli del personaggio è possibile modificare alcune voci.

Il percorso si svolge attraverso l’espediente narrativo della perdita memoria; in quanto corpo senza una apparente precisa storia siamo quindi costantemente spronati a interagire con l’ambiente circostante e a tentare di recuperare preziose informazioni dallo scambio di parole esplorando il tema dell’esistenza e del valore di ogni vita.

Dopo una rovinosa caduta non mortale, ha inizio l’avventura del nostro Castoff, l’ultimo di una serie di involucri umani creati e utilizzati dal “Changing God” per trasferirvi all’interno la sua coscienza. Siamo estranei al Ninth World, ma al tempo stesso ricchi di un passato sul quale non abbiamo controllo. A complicare le cose ci pensa il Sorrow, una creatura sui nostri passi che pesa come una costante minaccia.

La via della parola

La ricchezza di un mondo creato appositamente per favorire l’evolversi di una grande e intricata narrazione si ritrova anche nei personaggi secondari che è possibile incontrare. Con alcuni di essi è infatti possibile parlare e apprendere la loro storia e i dettagli di luoghi, culti e organizzazioni che potremmo avere già o meno incontrato anche se con minore impatto rispetto a Tyranny.

Non tutti ci daranno la possibilità di accettare quest secondarie, ma molti lo faranno. Già in pochissime ore di gioco e con deboli progressi compiuti nella missione principale ci siamo ritrovati ad accettare altre quest spinti dalla curiosità di conoscere qualcosa in più sulla varia composizione degli abitanti dei luoghi visitati.

Gli individui entrano ed escono dal nostro party a seconda del nostro volere e ci si può anche soffermare a fare quattro chiacchiere anche per sapere cosa ne pensano degli altri membri della squadra. La retorica non è solo un vezzo, ma il modo principale con il quale si può affrontare l’intero gioco.

Abbiamo difeso una fanciulla da un gruppo di uomini poco raccomandabili (o almeno così li abbiamo percepiti interrogando e ascoltando le due parti coinvolte) tentando prima le vie della persuasione, o in alternativa dell’intimidazione. Se proprio non c’era speranza di smuovere la situazione potevamo comunque contare su un gesto rapido e cattivo come spezzare il collo dell’interlocutore.

Per determinare l’esito delle azioni, il gioco mette in uso un sistema basato su statistiche e “effort” (sforzi). Esistono tre effort: “might”, “speed” e “intellect” di cui ogni personaggio dispone in determinate quantità. Se un compito richiede di testare il nostro intelletto, possiamo spendere dei punti (sempre se ne abbiamo a disposizione) per incrementare la percentuale di successo del nostro tentativo.

Il sistema è valido sia fuori dal combattimento che durante una Crisi in cui a turni ci si muove e attacca. Un aspetto interessante è la possibilità molto spesso di utilizzare le statistiche di un altro personaggio nel party per completare l’azione, giostrando in questo modo i personaggi in base anche al corredo di effort che si portano dietro.

Il modo in cui scegliamo di risolvere una situazione o dare una risposta influenza le Tides, un concetto definito in gioco come una sorta di stato emozionale o reazione psicologica che assume diversi colori a seconda del tipo di risposta che rappresenta. Ad esempio la Gold Tide rappresenta il sacrificio, l’empatia, mentre la Red Tide indica passione, vivere il momento.

Erroneamente si può pensare che corrispondano all’allineamento di Dungeon and Dragons, ossia optare per un approccio buono, malvagio o neutrale, ma in realtà sono uno spettro ben più complesso e mutevole, e non inerente alle intenzioni. Due Tides possono variare contemporaneamente in base alle azioni compiute.

La partita è stata portata avanti scegliendo la via della parola, disinnescando ogni possibilità di conflitti armati. Di contro quando ci siamo ritrovati ad affrontare degli scontri necessari per il proseguimento della trama ci siamo accorti che eravamo impreparati perché avevamo speso molto nell’accrescere le nostre abilità oratorie, ma non abbastanza da fortificare il nostro equipaggiamento. Pertanto è sì possibile completare il gioco dialogando ma non va dimenticato che è pur sempre un’avventura in cui dobbiamo cercare di sopravvivere per giungere alla fine!

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VALUTAZIONE
8,5
Commento finale
Torment: Tides of Numenera si conferma un titolo valido che fa della narrazione e della scoperta attraverso il dialogo il suo punto centrale. I combattimenti sono possibili, ma evitabili sfruttando la persuasione o le conoscenze del mondo circostante riprendendo in ciò l'approccio che aveva distinto Planescape: Torment. Uno dei grossi svantaggi sta nell'assenza della lingua italiana, che pregiudica la fruizione da parte di chi non mastica altre lingue. Anche chi parla e legge un buon inglese rischia di affaticarsi dato il numero talvolta eccessivo di linee di testo.
PRO
possibilità di giocare in modo pacifico
storia ricca e mondo pieno di cose da scoprire
buona resa del sistema di effort
CONTRO
sconsigliato se non conoscete altre lingue oltre l'italiano
tecnicamente non il massimo

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