Il mondo dei videogiochi, con la sua continua ricerca al 4K e al realismo, ha perso di vista la componente nostalgia? Sicuramente no, a voler dare uno sguardo al sempre frenetico mercato indie. È proprio grazie ai produttori indipendenti che spesso e volentieri ci troviamo tra le mani piccole gemme splendenti, alterazioni di genere geniali ed esperienze ludiche fuori dal comune, che rompono con l’attualità e magari richiamano dolcemente alla memoria ricordi mai sbiaditi. Sarà proprio per questo che Tormented Souls, opera dei piccoli studi Dual Effect e Abstract Digital, sta facendo così clamore nel post vacanza degli italiani: un titolo realizzato con pochi soldi, tanto cuore, ma soprattutto un grande effetto nostalgia a cui non vogliamo rinunciare. 

Tormented Souls – Recensione

Gemelle da salvare

Prima di analizzare l’opera edita da PQube Limited, ribadisco il concetto espresso precedentemente: Tormented Souls è un gioco low budget, disponibile praticamente su tutte le piattaforme (in data pubblicazione articolo solo PS5 e Steam, ma in arrivo anche per Xbox Series X, Nintendo Switch e old-gen). Che si tratti di un titolo a basso budget lo si percepisce da subito, in qualsiasi filmato e nel modo in cui viene raccontata la storia. Non aspettatevi un comparto tecnico all’avanguardia, perché le poche linee di dialogo doppiate vengono raccontate attraverso brevi scenette (CG e motore di gioco) che certo non brillano in fatto di animazioni ed espressioni facciali.

Fatto pace con il livello di presentazione, di cui parleremo anche più avanti, passiamo ai fatti: di Caroline Walker, protagonista della storia, ci viene detto davvero poco. Capiremo ben presto che si tratta di una ragazza determinata e in gamba, capace di non lasciarsi demoralizzare dagli eventi, ed in grado di tirarsi fuori dai guai da sola, come un po’ impone qualsiasi survival horror e come, di fatto, la costringe lo scorrere degli eventi. L’incubo di Caroline comincia a Winterlake, in un palazzo abbandonato adibito ad ospedale degli orrori, in cui si reca per rispondere ad una richiesta di aiuto legata alla scomparsa di due misteriose gemelline. Insomma, la carne sul fuoco è quella tipica dei survival horror, a cui non manca praticamente nulla: abbiamo la protagonista mossa da passione e volontà di scoprire la verità, la dimora abbandonata in arte barocca, da visitare in lungo e in largo, e l’ospedale, con tanto di obitorio e l’immancabile sala elettrica.

Effetto nostalgia

Avanzando con l’esplorazione della dimora, dopo un inizio shock capiremo che l’incedere della ragazza sarà molto simile a quello dei protagonisti legati alle opere a cui si ispira Tormented Souls, dal ripristino dell’energia elettrica alla necessità di sbloccare porte chiuse per avanzare, con tanto di puzzle ambientali ben riusciti. Da questo punto di vista, l’idea di esplorazione messa in piedi dagli sviluppatori risulta piuttosto convincente, con enigmi dalla giusta complessità e risposte nascoste nei dettagli – torna sempre molto utile analizzare ogni oggetto interattivo presente nello scenario, e provare ad interagire con gli item disponibili nell’inventario, che ci daranno modo di aprire scatole, medaglioni e tanto altro.

L’esplorazione del palazzo si porta dietro un sistema di controllo del personaggio molto basic, pescato a piene mani dai capostipiti del genere: a Caroline sono concessi pochi movimenti e piuttosto rozzi e lenti, e lo stesso vale per l’inventario. Ad esempio, non è disponibile alcuna shortcut per equipaggiare oggetti né per cambiare o riporre velocemente l’item in uso. Una scelta strategica, enfatizzata dall’impossibilità di poter equipaggiare nello stesso momento 2 oggetti differenti, costringendo il videogiocatore ad entrare nell’inventario e provvedere manualmente con il cambio dell’item in uso. Se da una parte ciò aumenta il numero di click per compiere semplici azioni di gestione, dall’altra, il tutto è studiato per mettere sulle spalle del videogiocatore tanta pressione nel dover legare queste azioni a ciò che avviene in gioco. Ben presto capiremo infatti che Caroline non potrà addentrarsi in corridoi bui, pena il game over, e che nel palazzo si aggirano, manco a dirlo, un buon numero di mostri. Di conseguenza, capiterà spesso di dover equipaggiare l’accendino per poter esplorare zone buie della dimora, per poi appostarsi vicino ad una sorgente di luce ed estrarre l’arma per far fuoco ai nemici che ci si pareranno dinnanzi. Il tutto, lo ricordo, con i tipici controlli dei survival horror vecchio stile. L’impatto funzionale ed emotivo di questa configurazione di controlli è ovviamente importante, considerando che dovremo avere anche il tempo di mirare (senza alcun aiuto a schermo) e sparare verso i nemici.

A passo lento e ripetuto

Dalla sua, Caroline avrà un discreto armamentario a cui fare affidamento, dalla prima arma a distanza, ovvero una pistola sparachiodi, al classico piede di porco per i combattimenti ravvicinati, per poi scoprirne altre da usare soprattutto contro i nemici più corazzati. Fortunatamente, Tormented Souls presenta una buona varietà e caratterizzazione dei mostri incontrati durante l’esplorazione, tutti con specifici moveset e punti di forza e debolezza, ma il fattor comune che li contraddistingue è uno solo: conservare munizioni, se e quando possibile. Evitare i combattimenti superflui e cercare di non sparare a vuoto saranno comportamenti chiave per arrivare al fondo dell’avventura ed evitarsi frustrazione di troppo. Già, perché come ogni survival horror vecchio stampo, anche Tormented Souls si porta dietro il savegame centellinato (qui riproposto nella necessità di dover recuperare un nastro su cui salvare) e forte backtracking.

Passando al lato tecnico dell’avventura, anche se il gioco non brilla in fatto di realismo, gli sviluppatori sono riusciti a confezionare un titolo tutto sommato ben riuscito da questo punto di vista. La caratterizzazione del palazzo-ospedale è interessante, ricca di elementi ambientali di corredo e diversi item interattivi. I puzzle ambientali sono ben riusciti e spaziano tra lucchetti a combinazione, cruscotti ed interazioni con gli elementi dell’inventario, e talvolta richiedono di leggere per bene qualche documento per arrivare alla soluzione. L’illuminazione è soddisfacente, così come il dettaglio delle texture e dei modelli poligonali. Le scene di intermezzo non vi faranno gridare al miracolo, ma ce le portiamo a casa volentieri, così come l’interessante character design che contraddistingue la protagonista, con quell’improponibile gonnellina e fioccone rosso ad altezza vita. Attenzione solo all’assenza della lingua italiana (nemmeno per i testi) ma l’inglese utilizzato è semplice, ed i ritmi compassati aiutano anche a prendersi i propri tempi nell’analisi dei documenti. Dato il genere, mi sarei aspettato qualcosa in più in termini audio, a cominciare dai rumori ambientali, naturali e/o scriptati.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
Tormented Souls è una piacevole gemma da pescare nel vasto mercato indipendente, per una riscoperta di meccaniche survival mai realmente tramontate. L’opera del publisher PQube colpisce nel segno dei più nostalgici, riproponendo vecchi cliché ed elementi tipici dei capostipiti del genere, il tutto attraverso una buona storia, seppur elementare, e una protagonista carismatica che impareremo a conoscere tra le varie disavventure che occorreranno durante la storia. A livello di comandi e controlli siamo in una situazione molto basilare, che eredita totalmente la struttura dei vecchi survival horror, ma ciò non dispiace considerando che si tratta di un titolo che ha proprio l’obiettivo di rievocare certi ricordi. Insomma, prendetevi pure un respiro dalla frenesia dei titoli più recenti, ed immergetevi senza paura nell’atmosfera cupa e poco accogliente di Winterlake.
PRO
Piacevole tuffo nel passato
Buona alternanza di puzzle
Esplorazione interessante e meccaniche survival riuscite
CONTRO
Difetti tipici dei low budget
Troppo ancorato ai grandi classici e privo caratterizzanti