Il 2020 è stato un anno molto interessante per Dontnod Entertainment, che dopo Tell Me Why in esclusiva PC ed Xbox, torna anche su console Sony con Twin Mirror, un nuovo thriller coinvolgente che, stavolta, rinuncia alla pubblicazione a cadenza episodica per proporre un’avventura da vivere tutta d’un fiato, salutando così le piattaforme ormai “oldgen”. Sotto l’ala produttrice di Bandai Namco, Twin Mirror promette una storia interessante contraddistinta da un conflitto interiore decisamente poco classico, che punta il focus su aspetti sociali un po’ trascurati nel vasto parco delle opere videoludiche. È interessante, quindi, approcciare Twin Mirror con la stima di chi ha seguito da sempre il team di sviluppo, ma anche considerando una storia dalle tinte inedite, dopo aver vissuto le storie di amicizie ed i conflitti irreparabili raccontati nelle precedenti opere.

Twin Mirror – Recensione

Lotta interiore

Twin Mirror racconta la storia di Sam Higgs, un giornalista freelance che dopo aver mosso i primi passi (e pubblicato i primi articoli) nel suo paese d’origine nel West Virginia, Basswood, decide di rompere col passato per cercare di ritrovare sé stesso altrove. Le motivazioni del perché Sam sia “fuggito” dalle sue radici e dalle persone a lui care verranno raccontate passo dopo passo in una vicenda che assume un carattere unico rispetto alle precedenti produzioni di Dontnod, portandoci a conoscere i personaggi chiave che hanno contraddistinto prima gli eventi del Sam bambino, poi le vicende del Sam uomo. Ma si sa, chi decide di allontanarsi dalle proprie radici, spesso e volentieri deve fare i conti anche con un triste ritorno. A due anni di distanza dall’allontanamento, Sam riceve la triste notizia della morte del suo ex migliore amico, Nick, di cui aveva cominciato ad ignorare ogni chiamata e tentativo di avvicendamento. Il tragico evento porta Sam a fare ritorno a Basswood per partecipare alla veglia di Nick, ed è a partire da questo momento che comincerà a svilupparsi l’arco narrativo di Twin Mirror, attraverso una serie di eventi importanti tanto per Basswood quanto per lo stesso Sam.

I temi importanti trattati da Dontnod in questa nuova avventura sono principalmente due: l’amore (che in base alle prospettive per alcuni potrà essere bilanciato anche da sfumature e velature di tradimento) e soprattutto la crisi d’identità che contraddistingue la vita di Sam. Grazie ai ricordi del protagonista avremo modo di approfondire alcuni personaggi ed eventi del passato, tra i quali la giustificazione del “Twin Mirror” che dà origine al nome del gioco, e che nella mente di Sam si materializza come un uomo misterioso (nominato come “Lui”) in grado di alimentare le sue riflessioni con consigli e punti di vista differenti. Il videogiocatore avrà modo di farsi un’idea ben precisa di quel “Lui”, la sua origine e la sua utilità nella vita di Sam.

Convivendo con questa figura così ingombrante, che spesso aiuterà Sam ad evitare una crisi di nervi ed a sopportare la pressione degli eventi che lo attanaglieranno, per il suo ritorno a Basswood il giovane giornalista avrà l’occasione di incontrare vecchie conoscenze e farne di nuove, all’interno di un arco narrativo che è forse troppo sbrigativo in relazione alle potenziali sottotrame che apre durante le circa 6 ore scarse di avventura. Da questo punto di vista, Dontnod sembra aver scelto una strada troppo frettolosa in alcune occasioni, rimanendo in superficie riguardo tematiche apparentemente interessanti e accelerando il corso degli eventi, in generale. Quasi tutti i coprotagonisti e diversi attori secondari avrebbero necessitato di un numero maggiore di comparsate, linee di dialogo e decisioni, che in Twin Mirror – al contrario di altri titoli Dontnod – vengono semplicemente bypassati per favorire lo scorrere della trama principale, per altro breve, a tratti telefonata, e che porta ad un epilogo tanto frettoloso quanto poco coinvolgente.

C’è sempre tempo per riflettere

Basswood di Twin Mirror non è Arcadia Bay di Life is Strange, ed anche il modo di conoscere ed approfondire le tematiche legate alla cittadina è ben diverso. Il paese in cui è nato Sam, un tempo devoto alla miniera ed ai minatori, potrà essere visitato in una sola occasione, facendo tappa in un paio di edifici sulla via principale, tra cui una caffetteria e la sede del giornale locale in cui lavorava il protagonista. Anche se in generale c’è poco da vedere ed il numero di location sia esiguo, le interazioni con l’ambiente sono generose, permettendo al videogiocatore più curioso di ottenere informazioni aggiuntive su Basswood e sui singoli personaggi incontrati, sia tramite conversazioni opzionali molto curate – e spesso skippabili con maleducazione, chiedendo all’interlocutore di tagliare corto ed arrivare al dunque – sia ripercorrendo ricordi attraverso flashback dopo aver interagito con un oggetto in particolare.

La parte legata ai ricordi e alle riflessioni di Sam è, come detto, il pilastro dell’avventura. Mentre “Lui” si paleserà spesso in qualsiasi situazione, interrompendo anche un dialogo, quando Sam deciderà che è il momento di riflettere potrà accedere nel cosiddetto Palazzo della Memoria, un luogo immaginario in cui il protagonista ha piena lucidità. In questo luogo, Sam può riordinare le idee, ragionare sugli indizi raccolti e materializzare una deduzione ricostruendo scenari e dinamiche. In generale si tratta di una meccanica non nuova per le avventure col piglio investigativo, che però in Twin Mirror non ammette errori, salvo rare occasioni. Se nel tentativo di ricostruire un evento sbaglieremo a collocare gli indizi o trarremo una conclusione affrettata, Sam si renderà conto che qualcosa non torna, continuando a ragionare fino a quando il copione delineato non sarà quello effettivamente corrispondente alla realtà; tra l’altro, anche la raccolta degli indizi è in parte guidata da un’icona che informa il videogiocatore della presenza o meno di ulteriori elementi da analizzare.

A parte il Palazzo della Memoria, l’utente avrà sempre la possibilità di entrare nel codex dell’avventura, dove poter leggere gli obiettivi, le descrizioni degli eventi e i dettagli di ogni personaggio di Basswood. Salvo rari momenti in cui Sam sarà costretto a scontrarsi con i suoi timori, la storia di Twin Mirror si consuma così, tra interazioni con l’ambiente a volte difficoltose e scelte presenti in buona quantità, anche se solo in parte in grado di alterare gli eventi successivi.

Dal punto di vista tecnico è stato fatto un buon lavoro. Twin Mirror è al momento disponibile su PC e console oldgen, dove si presenta con un buon livello di dettaglio e pulizia generale. Le location, seppur poche e non molto vaste, sono state realizzate in modo impeccabile e la cura per i dettagli è molto alta. L’aspetto più riuscito è senza dubbio ricucito nei primi piani dei personaggi coinvolti nei dialoghi, in grado di restituire un’ottima prova attoriale, con animazioni del viso ben riuscite. Rispetto ad opere come Life is Strange, però, la colonna sonora delude le aspettative – potrei quasi dire che è assente in Twin Mirror – e la regia, tra dialoghi contestuali al giocato e scene di intermezzo, non rimarrà a lungo nella memoria del videogiocatore.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
7
Commento finale
La storia davvero più avvincente raccontata in Twin Mirror è quella del protagonista, in un momento di piena crisi d’identità e conflitto interiore. Nel bene e nel male, gli eventi di Basswood non restituiscono un grado di coinvolgimento equiparabile a quello di altre opere di Dontnod, scivolando verso l’epilogo quasi senza mordente, oltre che in modo un po’ frettoloso. Se da una parte i personaggi incontrati avrebbero meritato più profondità, dall’altra gli elementi di contorno funzionano piuttosto bene, delineando un’avventura dal forte potenziale inespresso, che lascia un po’ l’amaro in bocca per ciò che sarebbe potuto essere.
PRO
La storia del protagonista è molto interessante
Ricostruzione degli eventi interessante, anche se non ammette errori
CONTRO
I personaggi secondari meritavano maggiore profondità
Breve, specie considerando il potenziale inespresso

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