Warhammer: Vermintide 2 è il seguito di Warhammer: End Times – Vermintide, gioco sviluppato da Fatshark e ambientato nell’universo fantasy oscuro della Games Workshop. Una squadra di quattro “eroi” si riunisce e affronta rognose ondate di nemici mentre cerca di raggiungere l’obiettivo predefinito della missione. Il gioco cooperativo fino a quattro giocatori ricorda molto da vicino Left 4 Dead, ma ne moltiplica a dismisura i pericoli attingendo all’enorme serbatoio di nemici che offrono Skaven e Guerrieri del Caos adoratori del Signore della Putrefazione. Piuttosto che fermarsi a un’emulazione, Vermintide 2 prova a migliorare ed espandere quanto già apprezzato nel capitolo precedente inserendo un sistema di crescita da gioco di ruolo con talenti e carriere per specializzarsi.

Warhammer: Vermintide 2 – Recensione

Sangue chiama sangue

I Guerrieri del Caos hanno stretto un Patto Oscuro con gli implacabili ratti di Skaven. Unico intento è devastare e spargere la loro pestilenza sull’Impero, piegare e ridurre a brandelli gli uomini. L’orda potenziata è in mano a un’intelligenza artificiale che non ha la minima intenzione di trattenersi e in ogni partita è in grado di generare combinazioni diverse di unità da combattimento. Anche la più caduca formata da Schiavi Skaven può essere una spina nel fianco a causa della loro impareggiabile numerosità.

Queste sequenze con sciami di ratti tendono a sforzare molto la CPU piuttosto che la GPU ed è facile che ci siano bruschi cali di framerate. L’aspetto che compensa in un certo modo è che trattandosi di combattimenti all’arma bianca, anche non essendo precisissimi, è facile colpire più nemici; discorso che cambia nel caso usiate un’arma a distanza, dove uno spostamento anche minimo influenza la traiettoria. Tra le opzioni è anche possibile impostare un livello massimo di frame se si soffre di stuttering.

Le cose precipitano in un attimo quando vengono evocati sul campo di battaglia Chaos Spawn, Ratti dei Vicoli e stregoni del caos in grado di controllare i venti della magia e risucchiarci in un tornado. Bisogna sempre guardarsi le spalle e prestare attenzione al suono del corno da guerra. Un richiamo che vuol dire una sola cosa: siete probabilmente fregati. Senza collaborazione con gli alleati non si va da nessuna parte, nessun eroe solitario è mai tornato vivo da Übersreik per raccontarlo.

Se decidete di giocare da soli verrete affiancati da tre BOT che dobbiamo dire si sono rivelati più utili di alcuni compagni umani incontrati in partite rapide. Se avete degli amici che hanno acquistato Vermintide 2, vi consigliamo caldamente di giocarlo con loro. Il gioco non fa sconti a nessuno neanche nelle fasi iniziali e alla difficoltà più bassa, impartendo da subito dure lezioni. Una volta atterrati, i nemici faranno di tutto per dissanguarvi e portarvi al game over. Un vero appassionato di Warhammer però non conosce paura e sarà pronto a non darla vinta al Caos.

Le vicende si dividono in tre atti, giocabili secondo l’ordine che più preferite. La prima missione di ogni atto è disponibile fin da subito e completandola sbloccherete la successiva, così fino ad arrivare alle missioni con boss finale. La struttura è pressoché identica: raggiungere il punto dove si trova l’obiettivo e completare le richieste. Può trattarsi ad esempio di caricare e scortare un carretto pieno di barili esplosivi o distruggere i bersagli contrassegnati.

Rispetto a Warhammer: End Times – Vermintide le ambientazioni sono oggi più grandi e più varie. Non c’è rischio di perdersi o smarrire la strada, ma può spesso risultare affascinante fare una deviazione negli spazi più aperti per osservare come la luce del sole taglia i campi da grano o come le tonalità blu del clima montano avvolgano le cose intorno a noi. Le impostazioni grafiche dispongono di molte voci o ci si può affidare ai diversi livelli di dettaglio automatici.

Ad ognuno il proprio stile

Gli orrori disseminati nelle mappe di gioco saranno strenuamente combattuti da una squadra di vecchie conoscenze, infatti il titolo continua quanto intrapreso da End Times. Ritroveremo il nano Bardin Goreksson, l’elfa dei boschi Kerillian, il cacciatore di streghe Victor Saltzpyre, il soldato Markus Kruber e la maga splendente Sienna Fuegonasus sempre pronta a fare braciole di ratto.

Ogni personaggio, una volta fatto salire di livello, potrà essere personalizzato sia a livello di talenti e abilità che a livello di equipaggiamento ottenibile ora da casse di fine missione. Quando si introducono parole come “casse”, “loot” e simili c’è ormai sempre un po’ di timore che i giochi possano essere sbilanciati o costringere ad inutili grinding; non è questo il caso.

Le ricompense sono generose, ottenibili in gioco e quasi sempre troviamo oggetti per la classe che ha conquistato il bottino. Gli oggetti che non vogliamo possono essere riciclati nella forgia in cambio di materiali, un po’ come avviene in Diablo III, così da poter essere a loro volta utilizzati per creare armi più forti o migliorare ciò di cui si dispone potenziandone il grado.

L’introduzione di un sistema di crescita più affine ai giochi di ruolo permette di personalizzare e specializzare ulteriormente il proprio personaggio in base allo stile di gioco che si preferisce. Ogni combattente può scegliere tra tre carriere. Nel caso di Kerillian che abbiamo utilizzato nella nostra prova siamo passati da Custode dei Sentieri con la quale si inizia a giocare a ad Ancella, che si sblocca una volta raggiunto il livello 7, fino a poter sbloccare poi la classe Ombra.

La particolarità sta nel possedere per ciascuna carriera una abilità passiva e un’abilità di carriera uniche. Ad esempio in versione Custode si inizia con un maggior focus sul recupero di salute nel tempo e una raffica di colpi devastanti da sfruttare in battaglia al momento opportuno mentre passando a un altro sentiero come Ancella aumenta l’evasione con la possibilità di scattare attraverso i nemici. A un livello di profondità ancora maggiore sarà possibile sbloccare dei miglioramenti nell’albero dei talenti, diverso per ogni carriera. Si potrà influire di volta in volta sulla velocità di attacco, o il recupero di salute per combinare ogni elemento in base al proprio stile di gioco o quello dei compagni di squadra.

Partita dopo partita si impara a conoscere i propri personaggi e soprattutto a capire quando l’uso di un’abilità è veramente essenziale. Dal punto di vista della personalizzazione il gioco offre delle proposte interessanti che spingono a rigiocare anche le missioni per guadagnare esperienza e trovare l’assetto migliore anche in base alla difficoltà impostata.

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VALUTAZIONE
8,3
Commento finale
Warhammer: Vermintide 2 amplia quanto proposto da End Times – Vermintide sia in termini di grandezza delle ambientazioni, di numerosità e tipologia di nemici che di crescita e personalizzazione dei personaggi giocabili. L'accoppiata Skaven-Guerrieri del Caos fedeli a Nurgle funziona sotto tutti gli aspetti e grazie un rivisitato Spawn Director le minacce da affrontare variano anche rigiocando i soliti livelli per ora in numero sufficiente, anche se qualche livello in più non avrebbe guastato. Il divertimento in coop fino a quattro giocatori non manca, così come la brutalità tipica del dark fantasy di casa GW. Se avete apprezzato il precedente capitolo, o sentite l'assenza di un L4D3, Warhammer: Vermintide 2 fa al caso vostro.
PRO
cruento come ci si aspetta da Warhammer
ampia personalizzazione
divertente con gli amici
CONTRO
può stressare molto la CPU
qualche missione in più sarebbe stata gradita

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