Sono passati molti anni dall’ultimo capitolo della storica saga FlatOut, opera realizzata per gli amanti dei destruction derby e che ha avuto il merito di lanciare il team di sviluppo, Bugbear Entertainment. Da ormai 10 anni sul palcoscenico videoludico non c’è mai stato un titolo realmente in grado di far breccia nel cuore degli appassionati come ha fatto FlatOut, appunto, e per provarci ci ripensa ancora una volta Bugbear con Wreckfest, titolo collaudato in diversi mesi di early access e ora finalmente pubblicato anche su console.

Wreckfest – Recensione

Macchine da scontro

L’ultimo che rimane su 4 ruote vince. È questo lo spirito di Wreckfest, un titolo in grado di incarnare alla perfezione lo spirito dei demolition derby e di rispettare le aspettative dei numerosi utenti bisognosi di un po’ di sano divertimento senza impegno. Il gioco di Bugbear è stato studiato per incentivare il player a giocare in maniera eccessiva e distruttiva, un po’ creando un’atmosfera adrenalinica attorno ad ogni gara, un po’ per via dei tanti obiettivi che è possibile perseguire durante un match. Questi vanno dalla distruzione degli altri veicoli alla ricerca di particolari danni da provocare, il tutto ovviamente tenendo conto che guasti e urti non sono unilaterali.

Sia l’atteggiamento degli avversari che i danni ai veicoli impatteranno anche il videogiocatore, che dovrà conoscere bene il proprio mezzo per evitare danneggiamenti importanti ai fini del match. Il risultato di ogni gara contribuisce, infatti, nella modalità carriera, a una progressiva ascesa verso i World Masters. Chi non è particolarmente avvezzo alla carriera, o è alla ricerca di un po’ di svago alternativo, potrà confrontarsi con modalità di corsa differente: su Wreckfest è infatti possibile lanciarsi anche in una gara classica più corretta, affacciandosi verso una prospettiva più comune, abbandonando i bolidi da corsa in favore di auto storiche o particolari. In qualunque circostanza, Wreckfest mantiene una qualità invidiabile che non lo fa sfigurare nel panorama dei racing arcade. Da una parte abbiamo infatti un’ottima progressione del gioco, che invita l’utente a fare esperienza e racimolare denaro al fine di sbloccare tutte le possibilità offerte dal titolo.  Dall’altra, a livello tecnico, non è stato trascurato nulla in termini di fisica e tracciati,

La prima è chiaramente importante per curare il cuore del titolo, perché un gioco basato sui destruction derby non può non avere un sistema di danni approfondito, capace di risultare credibile tanto sul piano estetico quanto su quello del gameplay. Anche i tracciati sono stati studiati per garantire un certo tipo di esperienza, con ostacoli distruttibili e non sparsi lungo il percorso, pendenze e inclinazioni volte a favorire l’agonismo. Il tutto è supportato da un’ottima resa dell’IA dei concorrenti, che non si farà scrupoli a sfruttare i tracciati a proprio favore, e i momenti più opportuni per sbattervi fuori dalla top, rimarcando il divertimento anche in single palyer. Ovviamente un gioco come Wreckfest dà il meglio di sé quando giocato in compagnia di amici, in una bella partita multiplayer che però ha davvero poco da offrire rispetto al parco contenuti della modalità singolo giocatore (soprattutto grazie alla carriera).

Parlando invece di grafica, effetti di illuminazione e comparto audio, il titolo Bugbear sposa una linea più soft, mantenendo il tutto su un buon livello ma senza avvicinarsi alle produzioni più curate del settore. Insomma, la parola chiave è divertimento, e per divertirsi in un destruction derby contano soprattutto altri elementi. Pazienza se le ombre non sono curatissime e i dettagli non eccezionali, l’importante è la stabilità (che su console non va oltre i 30 fps) e una buona dose di spettacolo a cui strizza l’occhio il già citato sistema di urti e danni.

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VALUTAZIONE
7,5
Commento finale
Solo Bugbear poteva raccogliere l’eredità del suo ex gioiellino. Wreckfest è un titolo ben studiato, sviluppato con calma e con un occhio di riguardo verso i feedback ricevuti durante i mesi di accesso anticipato. Il risultato è quindi un arcade che non poteva deludere le aspettative degli utenti che hanno già investito denaro e tempo sul progetto, che sa divertire senza richiedere troppe ore di apprendimento, e che ha dalla sua la scioltezza tipica dei giochi che possono resistere in libreria per diversi mesi senza mai stancare.
PRO
Tanto divertimento
Ottimo sistema di danni
Tracciati e sfide ben studiati
CONTRO
Tecnicamente non molto curato
Poca offerta multiplayer

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