Chi gioca con un mouse wireless a 8K probabilmente se l’è chiesto almeno una volta: sto davvero sfruttando quegli 8.000 Hz o è solo un numero sulla scatola? SteelSeries ha deciso di affrontare il problema alla radice, e per i 25 anni del marchio non si è limitata ad aggiornare due linee storiche come Sensei e Rival. Ha proprio cambiato la frequenza su cui i mouse parlano con il PC, abbandonando i 2,4 GHz a favore della banda ultralarga. Secondo l’azienda sono i primi mouse al mondo a usare esclusivamente questa tecnologia per la connessione senza fili.

SteelSeries Sensei Pro e Rival Pro – i mouse wireless che abbandonano i 2,4 GHz per la banda ultralarga

Il problema dell’8K che nessuno ti dice

Lo standard 8K ormai è ovunque, ma c’è un dettaglio che spesso passa in secondo piano: la frequenza di aggiornamento (il cosiddetto polling rate, cioè quante volte al secondo il mouse comunica la propria posizione al computer) vale quanto il segnale che la trasporta. E la banda a 2,4 GHz, quella su cui si appoggia quasi ogni mouse wireless, è affollatissima: cuffie, tastiere, smartphone e tutto quello che hai sulla scrivania si contendono lo stesso spazio.

SteelSeries fa un paragone che trovo azzeccato: è un po’ come la corsa al 5G tra gli operatori, dove tutti dichiarano la rete più veloce usando metriche diverse e alla fine il cliente ci capisce poco. Aggiungiamo che l’8K consuma parecchia energia, e il quadro è completo: sulla carta 8.000 Hz, nella pratica non sempre.

Banda ultralarga: come funziona la connessione UWB

La risposta di SteelSeries è la connessione a banda ultralarga (UWB, da Ultra-Wideband), che lavora nello spettro tra 6,4 GHz e 9,056 GHz, lontano dal traffico dei 2,4 GHz. L’azienda parla di una capacità di trasmissione circa 20 volte superiore e della possibilità di usare più canali wireless in contemporanea, così da mantenere la connessione a 8K stabile anche negli ambienti più carichi di interferenze. Tradotto: meno latenza, segnale più affidabile, prestazioni costanti.

Sull’8K c’è poi un aspetto tecnico interessante. SteelSeries sottolinea che altri sensori rallentano quando la frequenza viene impostata sotto gli 8K, mentre Sensei Pro e Rival Pro hanno una modalità a prestazioni massime che tiene il sensore sempre attivo a 8K, con un tracciamento a 20.000 fotogrammi al secondo e prestazioni dichiarate costanti fino a 800 IPS (pollici al secondo) e 70 G di accelerazione. L’obiettivo è rendere fluidi anche i micro-movimenti, quelli che in uno sparatutto fanno la differenza tra un colpo a segno e uno a vuoto. Se vuoi vedere il confronto diretto, c’è il video 1K contro 8K pubblicato da SteelSeries.

Due batterie, zero pause: l’Infinite Power System

Tenere acceso un mouse a 8K costa energia, e qui entra in gioco l’Infinite Power System. Ogni mouse funziona con due batterie sostituibili a caldo, cioè intercambiabili senza spegnere nulla: mentre usi una, l’altra si ricarica nella base, e quando serve le scambi al volo.

I numeri dichiarati sono questi:

  • a 8K: fino a 16 ore per singola batteria, 32 ore in totale;
  • a 1K: fino a 60 ore per singola batteria, 120 ore in totale.

Secondo me è la soluzione più sensata per chi vuole davvero giocare sempre a 8K senza fare i conti con il cavo o con l’ansia da batteria scarica a metà partita. SteelSeries ha dedicato al sistema anche un video specifico.

Peso, sensore e switch

Sul fronte della struttura, la gamma è stata alleggerita parecchio: 53 grammi per i modelli a grandezza standard e 49 grammi per le versioni Mini (le schede grafiche ufficiali indicano un grammo in più per le varianti bianche). Dentro c’è il nuovo sensore ottico TrueMove 42K, mentre i tasti usano interruttori ottici garantiti per 100 milioni di clic, con una latenza dei comandi dichiarata di 0,35 millisecondi.

Resta poi la scelta di forma, che per molti è la cosa più importante. Sensei è il classico mouse simmetrico, una linea nata nel 2011, mentre Rival, arrivato nel 2013, ha una forma ergonomica sviluppata insieme ai giocatori professionisti. Entrambi sono disponibili anche in versione Mini e nelle colorazioni Black e White, quindi le combinazioni sono in tutto otto.

Il software: calibrazione e allenamento della mira

SteelSeries definisce quello di Sensei Pro e Rival Pro il pacchetto software più completo mai creato per un suo prodotto. Tramite la suite SteelSeries GG si trovano la configurazione del dispositivo, un programma di allenamento della mira e un’applicazione web. Tra le opzioni più interessanti:

  • controllo della rotazione e distanza di sollevamento regolabile, per adattare il tracciamento a ogni tappetino;
  • protezione contro i salti involontari della rotella;
  • uno strumento di ricerca della sensibilità che aiuta a trovare i valori ideali;
  • un convertitore per portare i DPI preferiti da un gioco all’altro;
  • un allenatore di mira 3D pensato per affinare i riflessi negli sparatutto in prima persona.

I titoli di riferimento citati dall’azienda sono quelli che ti aspetti: Counter-Strike 2, VALORANT e Fortnite.

Prezzi e disponibilità

I preordini sono aperti dal 29 settembre sul sito SteelSeries e presso rivenditori selezionati, mentre l’arrivo nei negozi è fissato per il 13 ottobre. Il listino è semplice, perché versioni standard e Mini costano uguale:

  • Sensei Pro e Rival Pro (Black, White): 199,99 euro;
  • Sensei Pro Mini e Rival Pro Mini (Black, White): 199,99 euro;
  • Adattatore wireless portatile (solo sul sito SteelSeries): 24,99 euro.

Il prezzo è da fascia alta, non ci sono dubbi. Ma se la banda ultralarga mantiene davvero quello che promette sul fronte della stabilità a 8K, SteelSeries potrebbe aver trovato una risposta concreta a un problema che finora quasi tutti hanno risolto solo a parole. Per farti un’idea, intanto, puoi guardare il video di presentazione.