ASUS continua a espandere l’universo ROG con periferiche sempre più curate, e le nuove ROG Pelta rappresentano una proposta che si stacca dal classico immaginario spinto del brand. Si tratta di cuffie wireless da gaming pensate per un uso a 360°, quindi non solo PC, ma anche console e dispositivi mobile. La filosofia è semplice: combinare un look più sobrio con tecnologie solide, per offrire un headset capace di accompagnarti tanto durante la partita classificata in notturna quanto nelle call di lavoro del pomeriggio. Disponibili dal 2024, le Pelta hanno rapidamente attirato attenzione per tre motivi: peso contenuto, grande versatilità e autonomia record. ASUS le posiziona nella fascia media-alta, con un prezzo competitivo rispetto a cuffie più blasonate, ma con specifiche che sulla carta promettono molto. La domanda, quindi, è: riescono davvero a unire comfort e performance senza rinunciare a nulla?
ASUS ROG Pelta – Recensione
Caratteristiche fisiche e materiali

La prima cosa che colpisce delle ASUS ROG Pelta è senza dubbio la loro estetica, che porta avanti con coerenza il linguaggio visivo della linea Republic of Gamers, ma con un tocco di leggerezza in più rispetto ad altri headset del brand. Non parliamo delle solite cuffie gaming massicce, pesanti e pensate solo per la scrivania: qui c’è un chiaro lavoro di riduzione degli ingombri e di ricerca nel design, che punta a rendere il prodotto più universale, comodo anche per l’uso quotidiano e non solo per le maratone davanti al monitor. Dentro la confezione troviamo le cuffie, il dongle wireless USB-C (con adattatore USB-A incluso), il cavo di ricarica intrecciato e la solita manualistica, oltre al microfono che in questo caso è removibile. Come avviene spesso in questi casi, la dotazione di base è piuttosto minimal, ma ovviamente sufficiente per iniziare a usare il prodotto senza nessuna difficoltà, anche perché l’headset è pensato per funzionare “out of the box” con PC, console e smartphone. Le dimensioni sono equilibrate: i padiglioni hanno una forma ovale leggermente schiacciata che si adatta bene a diverse conformazioni della testa, mentre l’archetto è sottile e non ingombrante. Nonostante l’uso di materiali plastici per la maggior parte della struttura, la sensazione è di solidità. ASUS ha scelto una plastica opaca a finitura soft-touch che evita le fastidiose impronte, abbinata a inserti in alluminio che rinforzano i punti di maggior stress, come i cardini che permettono la rotazione dei padiglioni. La vera novità, però, è l’archetto a sospensione elastica. Invece dei classici notches regolabili, le Pelta adottano un sistema a banda interna che si estende automaticamente e si adatta alla forma della testa. È una soluzione che riduce i tempi di regolazione e, soprattutto, distribuisce meglio il peso complessivo delle cuffie, che si ferma intorno ai 310 grammi. Non sono le cuffie più leggere sul mercato, ma grazie a questo sistema sembrano molto meno pesanti di quello che in realtà sono.
I padiglioni sono ricoperti da memory foam con rivestimento ibrido: pelle sintetica sui bordi esterni per isolare meglio dai rumori e tessuto traspirante nella zona a contatto con la pelle. È una combinazione intelligente perché offre un minimo di isolamento acustico senza trasformarsi in una sauna dopo mezz’ora di utilizzo. Chi le usa per giocare diverse ore noterà sicuramente la differenza rispetto a cuffie in pelle o simile. Sul piano estetico, ASUS ha mantenuto una certa sobrietà. Certo, non mancano gli immancabili LED RGB, che illuminano il logo ROG sui padiglioni con giochi di luce personalizzabili tramite Armoury Crate, ma l’impatto visivo resta meno aggressivo rispetto ad altri modelli della serie. È un approccio più “adatto a tutti”, che consente di indossarle anche in contesti non strettamente legati al gaming senza sembrare delle cuffie da fiera di settore.
Dal punto di vista ergonomico, la scelta dei materiali e delle forme è azzeccata. I padiglioni ruotano leggermente per adattarsi meglio all’angolo dell’orecchio, e l’imbottitura dell’archetto è sufficiente a evitare punti di pressione anche nelle sessioni più lunghe. Non si percepiscono scricchiolii fastidiosi durante i movimenti, segno che l’assemblaggio è curato. Certo, il feeling complessivo non raggiunge quello di headset di fascia extra-lusso con alluminio o acciaio ovunque, ma resta di ottimo livello per la fascia di prezzo. Un altro aspetto interessante è la disposizione dei comandi. Tutti i tasti e la rotella del volume si trovano sul padiglione sinistro, mentre il microfono a braccetto removibile può essere collegato con un semplice jack dedicato. La scelta di non renderlo fisso è intelligente: quando non serve, puoi lasciarlo a casa e usare le Pelta come cuffie wireless standard. Il microfono, quando collegato, resta comunque discreto e non ingombra la visuale. Chiudendo il discorso materiali, va sottolineato come ASUS abbia trovato un buon compromesso tra robustezza e comfort. Non ci sono soluzioni esotiche o materiali super premium, ma tutto è studiato per essere durevole e piacevole da indossare. Le Pelta non vogliono stupire con stravaganze, quanto piuttosto convincere per equilibrio e usabilità.
[ngg src=”galleries” ids=”353″ exclusions=”3730,3736,3737,3738,3739,3740,3741,3742,3743,3744,3745″ display=”basic_thumbnail”]User Experience
Dal lato tecnico, ASUS ha equipaggiato le Pelta con driver da 50 mm rivestiti in titanio, capaci di offrire un suono ampio e ben bilanciato. I bassi sono profondi ma controllati, gli alti brillanti e mai taglienti, le medie un po’ più arretrate: un’impostazione chiaramente votata al gaming competitivo, dove l’importante è sentire passi e colpi con chiarezza. Per la musica non sono il massimo in termini di fedeltà, ma se ami un suono “punchy” non deluderanno. Il microfono removibile da 10 mm è discreto: la voce arriva chiara nelle chat, senza artefatti evidenti. Non sostituisce un microfono da streamer, ma fa il suo lavoro senza problemi. Tra i punti di forza, troviamo tutto il discorso legato alla connettività. Anzitutto, abbiamo l’ormai canonica “triplice possibilità” di collegamento che prevede l’utilizzo del dongle USB SpeedNova (per il gaming a bassa latenza), il Bluetooth 5 o la connessione cablata. Il passaggio tra modalità è immediato e le cuffie si adattano senza impuntamenti.
Ma è anche molto importante sottolineare che l’headset è pienamente compatibile con quasi tutte le console principali in commercio, dalla PS5 a Nintendo Switch, il che contribuisce a renderla davvero pratica nel quotidiano. A differenza di tante cuffie gaming più ingombranti o complicate da gestire, qui ASUS ha scelto la strada del “plug and play” esteso a ogni scenario. Colleghi il dongle al PC e sei subito operativo, senza driver obbligatori. Vuoi passare al telefono per ascoltare musica? Ti basta premere un tasto per commutare sul Bluetooth. Non c’è alcun bisogno di smanettare con software o impostazioni nascoste, e questo è un lusso che in tanti headset concorrenti non esiste. La regolazione dell’archetto elastico è un altro dettaglio che semplifica la vita: non devi continuamente ridurre o allargare i notches metallici come sulle cuffie classiche, basta infilare e il fit si adatta. Dopo qualche giorno, ti dimentichi persino di avere qualcosa in testa, e questa leggerezza è un aspetto che si apprezza soprattutto nelle lunghe sessioni.
Un piccolo difetto, che però ricade nelle debolezze degli headset di questo tipo, riguarda invece i comandi fisici. Sono ben posizionati, ma le prime volte potresti confondere i tasti. Inoltre, la mancanza di una custodia dedicata rende il trasporto meno pratico se pensi di usarle spesso in mobilità: infilarle nello zaino senza protezione non è la soluzione ideale. Nel complesso però, le Pelta offrono una user experience lineare, immediata e senza barriere tecniche, un aspetto che rende il prodotto più accessibile anche a chi non è un appassionato hardcore. Se c’è un aspetto in cui le ROG Pelta fanno davvero la voce grossa, è la batteria. Con RGB disattivato, arrivano a 70 ore in wireless 2.4 GHz e fino a 90 ore in Bluetooth. Anche con le luci attive, si resta tranquillamente sopra le 40 ore, valori che superano di gran lunga la media della categoria. In più, la ricarica rapida regala circa 3 ore d’uso con soli 15 minuti alla presa: un’ancora di salvezza quando sei pronto a entrare in partita e scopri che sono scariche.

