ASUS non ha mai avuto paura di sperimentare. Anzi, negli ultimi anni ha reso l’innovazione uno dei suoi marchi di fabbrica, soprattutto nella linea Zenbook. Il nuovo Zenbook Duo 2024 è l’ennesima dimostrazione della sua voglia di rivoluzionare il concetto di laptop, con un design audace e soluzioni che sfidano la tradizione. Si tratta, senza troppi giri di parole, di un portatile con due display da 14 pollici 3K, disposti verticalmente uno sopra l’altro, capace di trasformarsi in una vera e propria workstation da viaggio, senza compromessi evidenti né nella produttività né nella portabilità. La filosofia che guida questo prodotto è chiara: offrire un’esperienza multitasking estrema, ma in un formato che rimane sottile, elegante e – incredibilmente – ancora trasportabile. ASUS ha ridisegnato praticamente tutto rispetto alle iterazioni precedenti del Duo: ora i due schermi sono identici, senza tastiera fisica integrata nella base, ma con una tastiera staccabile che si appoggia magneticamente sul secondo display o si usa in modalità stand-alone. Il risultato? Una flessibilità d’uso che raramente si è vista su un notebook consumer.

Il produttore taiwanese posiziona il nuovo Zenbook Duo in una fascia premium, rivolta a creativi, professionisti e power user che vogliono fare più cose insieme – e farle bene. Ma è anche una dichiarazione d’intenti: ASUS vuole alzare l’asticella nel mondo laptop, spingendo verso un futuro dove il form factor non è più un vincolo ma una possibilità.

ASUS Zenbook Duo UX8406 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

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Togliere lo Zenbook Duo 2024 dalla confezione è già un piccolo evento. La scatola, elegante e compatta, contiene il laptop, la tastiera Bluetooth staccabile, il pennino digitale ed il caricatore molto compatto, ma a seconda del modello potreste ricevere anche una custodia rigida. Fisicamente, lo Zenbook Duo è un 14 pollici a doppio schermo, ma si comporta come un 14″ classico in termini di footprint. Chiuso, misura circa 31,3 x 22,0 x 1,99 cm per un peso di circa 1,65 kg. Non è leggerissimo, ma considerando che integra due display OLED touch, un sistema di raffreddamento attivo e una scocca interamente in alluminio, il bilancio è positivo. Come detto, le chicche di progettazione sono tante, e partono dalla tastiera magnetica che poggia sul secondo schermo, e che rende il Duo un notebook apparentemente normale. Dopo aver staccato la tastiera, che rimane utilizzabile in Bluetooth in quanto dotata di una propria batteria integrata (con apposita porta USB-C per la ricarica) il laptop di casa ASUS rivela la sua “doppia natura”, presentando uno schermo praticamente identico a quello principale. Un’altra chicca? Sul retro del dispositivo troviamo un comodissimo stand che ci consente di alzare il notebook fino ad una certa angolazione, favorendo l’uso del doppio display.

Detto delle chicche, la parte più spettacolare resta, ovviamente, quella dei due schermi. ASUS ha usato due pannelli OLED da 14 pollici 3K (2880×1800) con refresh rate a 120Hz, rapporto d’aspetto 16:10 e copertura completa dello spazio colore DCI-P3. Sono luminosissimi (fino a 500 nit), con neri profondi, colori vividi e una fluidità visiva che non stanca mai. Il pannello inferiore può essere usato come secondo monitor a tutti gli effetti, quindi come estensione di quello principale o schermo a sé stante. Il design è estremamente sobrio e moderno: la finitura scura della scocca è opaca, resistente alle impronte, con il logo ASUS inciso in modo discreto. Da chiuso, lo Zenbook Duo non dà l’idea di essere un prodotto fuori dal comune, ma basta aprirlo per capire che siamo davanti a qualcosa di davvero unico.

La tastiera staccabile è sottile, retroilluminata, e utilizza switch a forbice con una corsa sorprendentemente buona. ASUS ha fatto un ottimo lavoro nel mantenere la sensazione di digitazione gradevole pur con uno spessore ridotto. Il trackpad integrato nella tastiera è preciso, ma non enorme – ed è chiaramente pensato per essere usato in abbinamento a un mouse esterno nei contesti più produttivi. Il sistema di raffreddamento, infine, è silenzioso e ben studiato: due ventole e heatpipe tengono sotto controllo le temperature anche durante carichi pesanti, senza fastidiosi picchi di rumore. Le prese d’aria sono integrate nel bordo posteriore in modo intelligente, e non disturbano l’esperienza d’uso né la disposizione della scrivania.

Nel complesso, ASUS ha curato ogni dettaglio con attenzione. La qualità costruttiva è alta, i materiali sono premium, e il design, per quanto fuori dagli schemi, non scade mai nell’effetto “gadget”. È un portatile pensato per lavorare sul serio.

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User Experience

Usare lo Zenbook Duo 2024 è un’esperienza sorprendentemente naturale, nonostante la sua architettura così diversa dai laptop tradizionali. Il primo impatto può spiazzare: abituarsi a una tastiera staccabile e a due display verticali richiede un minimo di adattamento, anche perché bisogna ricordarsi di ricaricare una seconda batteria. Ma bastano pochi minuti per capire il potenziale del dispositivo, soprattutto se si lavora con tante finestre aperte, software creativi o attività multitasking intense. Sotto il cofano troviamo varie configurazioni. Nel mio caso, a far capolino c’era un Intel Core Ultra 9 (serie 285H), 32 GB di RAM LPDDR5X e SSD PCIe 4.0 da 1 TB. La grafica è affidata alla nuova Intel Arc integrata, che non farà girare Cyberpunk a dettagli massimi, ma regge più che dignitosamente applicazioni creative, editing video 4K e perfino qualche gioco leggero. Il tutto supportato da un sistema di gestione termica sorprendentemente efficace, che tiene le temperature sotto controllo anche dopo sessioni di lavoro intense. La facilità d’uso è uno dei punti di forza più inaspettati. Il secondo schermo non è un semplice “estensione”: Windows 11 lo riconosce come parte integrante dell’interfaccia, e ASUS ha integrato delle funzioni software (come ScreenXpert) che facilitano il drag&drop tra finestre, la gestione delle app o la divisione in layout preimpostati. In pratica, si lavora meglio e più velocemente. Il tutto è supportato anche da un’applicazione che serve proprio ad ottimizzare la gestione dei due schermi, ovvero l’Asus Dial & Control Panel, tramite cui impostare una sorta di dashboard sul secondo schermo, utile ad attività di monitoraggio.

Un plauso anche all’autonomia: con i due OLED attivi, si arriva comunque a 8-9 ore di lavoro reale (browser, office, streaming). Con un uso più parsimonioso o spegnendo il secondo display, si può superare tranquillamente le 11 ore. Il supporto alla ricarica rapida via USB-C è molto comodo, e permette di tornare all’80% in poco più di 45 minuti. Dal lato connettività, il portatile è ben fornito: due porte Thunderbolt 4, una HDMI 2.1, un jack audio combo e una USB-A 3.2. Niente lettore microSD, ed è un peccato per i creativi in mobilità, ma almeno le porte presenti sono tutte utili e ben posizionate.

Difetti? Qualcuno c’è. Il sistema di aggancio della tastiera, pur ben fatto, richiede un minimo di attenzione per essere posizionato correttamente. Se usato in grembo (tipo laptop classico), il setup può risultare instabile. Inoltre, il secondo display, pur luminoso e reattivo, è più soggetto a riflessi se non si regola bene l’angolazione. Infine, la scheda grafica integrata, per quanto rinnovata, non è ancora a livello delle soluzioni dedicate.

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Benchmark

Il Core Ultra 9 285H è un processore a 16 core (6 P-core, 8 E-core e 2 core LP) con 22 thread, basato sull’architettura Meteor Lake. Nei test di produttività come Cinebench R23, si posiziona molto bene per un laptop ultraportatile, con circa 15.000 punti in multi-core e 2.100 punti in single-core. Questo si traduce in un’ottima reattività nelle applicazioni di editing leggero, programmazione, multitasking spinto e gestione di grandi file.

La GPU integrata Intel Arc 140V offre prestazioni sensibilmente superiori alle vecchie Iris Xe. Nei benchmark grafici come 3DMark Time Spy, raggiunge circa 4.500 punti, permettendo di gestire senza problemi applicazioni creative come Photoshop, Lightroom e anche video editing in 4K con un po’ di pazienza. Nel gaming, i titoli eSports (Valorant, CS2, LoL) girano senza problemi sopra i 60 fps in Full HD, mentre i giochi AAA recenti richiedono impostazioni medie o basse per garantire fluidità.

L’SSD PCIe 4.0 da 1 TB incluso raggiunge velocità di circa 6.800 MB/s in lettura sequenziale e 5.400 MB/s in scrittura, il che garantisce caricamenti rapidissimi e trasferimenti di file di grandi dimensioni in pochi secondi.