FL1Dotarsi di un buon dissipatore è uno dei primi step da eseguire per assicurare al proprio PC la giusta gestione della temperatura. Come spesso mi trovo a consigliare, la scelta di tutti i componenti relativi al raffreddamento dovrebbe riguardare lo stesso produttore, assicurandosi un ecosistema capace di dialogare non solo da un punto vista tecnico, ma anche di design. Nel caso specifico, avendo già analizzato il DeepCool LP360, un AIO dotato di un display davvero molto particolare, ho deciso di approfondire la scelta offerta dal produttore anche in termini di ventole, provando le nuove DeepCool FL12.

DeepCool FL12 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

Le ventole DeepCool FL12 rappresentano l’ultimo modello messo in commercio dal produttore. Sono vendute sia singolarmente che nel classico pack da 3, e sono disponibili anche a pale invertite per un montaggio che tiene conto delle esigenze di design della propria build. All’interno della confezione troviamo tutto l’occorrente per il montaggio, che tiene conto della tecnologia daisy chain per limitare l’uso di cablaggio, come vedremo in seguito. Da un punto di vista costruttivo, le ventole FL12 sono dotate di un motore trifase a 4 poli e 6 slot, con tecnologia PWM per il controllo della velocità, ed ARGB per ciò che concerne la retroilluminazione. La struttura è realizzata in PBT per garantire la giusta affidabilità durante il tempo di vita di ciascuna ventola, con cuscinetti in gomma agli angoli per limitare le vibrazioni e ridurre i rischi derivanti da un montaggio irregolare.

La disposizione principale dei LED è lungo la parte circolare all’interno della ventola, dove troviamo 36 innesti: da qui, l’effetto prende il nome di “halo”, ovvero alone, proprio per evidenziare che l’RGB a bordo di queste ventole non riguarda tanto l’area centrale e le pale, bensì il contorno della struttura. Non a caso, anche le placche laterali sono retroilluminate, per un effetto discreto ed omogeneo lungo tutta la superficie del dispositivo.

User Experience

La velocità di ciascuna ventola può variare nel range 500-2150 RPM, con una tolleranza del 10%, per un flusso d’aria spostato di 55 CFM. La rumorosità dichiarata è pari o inferiore ai 32 dBA, nella media rispetto alle soluzioni proposte in questo range di prezzo (anche pari o migliore a modelli più costosi). Il fatto di poter contare sul PWM facilita, poi, la riduzione del rumore complessivo all’interno del case quando non è richiesta la massima spinta da parte dell’hardware. Per ciò che concerne il montaggio, siamo in presenza di ventole che utilizzano il collegamento a cascata introdotto con la serie FC120, con un cavo ad 8 pin che integra i connettori PWM ed ARGB. Per permettere agli utenti di installare il numero di ventole desiderato senza forzare dipendenze, è previsto un cavo di collegamento per singola ventola, così da creare una catena su misura. Per la gestione dell’ARGB sincronizzato non è, tuttavia, previsto alcun controller proprietario: ciò significa che ogni catena di ventole DeepCool dovrà essere collegata puntualmente alla scheda madre, che si occuperà di riconoscerle e gestirle in sync. Che questo sia un pregio o un difetto lo lascio al lettore: alcuni non vogliono vincoli con ecosistemi chiusi dello stesso produttore, mentre altri li preferiscono per ragioni di controllo e cable management.

Avendo menzionato ad inizio articolo l’AIO DeepCool LP360, vale la pena chiedersi come sarà, complessivamente, la retroilluminazione della build a parità di marchio. LP360 monta ventole FD12, leggermente differenti rispetto alle FL12 oggetto di questa recensione. Al netto di piccole variazioni tecniche e costruttive, ciò che realmente cambia tra le due versioni è lo stile di retroilluminazione. Come già detto, le ventole FL12 illuminano sottoforma di un alone circolare, con la parte centrale spoglia da luci; al contrario, le FD12 impiegano led interni, illuminando proprio il cuore di ciascuna ventola. Un’altra differenza sta anche nella struttura, dove le FL12 illuminano anche le placche laterali, per un effetto più completo ed omogeneo. Come spesso si dice in questi casi, non c’è un vincitore oggettivo tra le due soluzioni, perchè tutto sta nell’effetto di illuminazione che si vuole dare al proprio PC. Ad esempio, chi preferisce avere solo qualche appoggio LED nella propria configurazione preferirà “tappezzare” lo chassis di ventole FD12, dotate di punti luce su tutti i lati ma senza eccedere negli effetti. In questa configurazione, giocano un ruolo interessante le FD12: è vero che illuminano molto di più, ma essendo montate sul dissipatore lo fanno verso il basso, propagando gli effetti verticalmente su tutta l’area dello chassis. Al contrario, se il vostro obiettivo è mettere in primo piano gli effetti RGB come se il vostro case fosse un albero di Natale, potreste montare le FL12 sul dissipatore, così da sfruttare le placche come punto luce, ed inserire le FD12 frontalmente, sfruttando appieno la relativa retroilluminazione.

Da un punto di vista prestazionale, le performance delle DeepCool FL12 mi hanno lasciato complessivamente soddisfatto, sia in termini raffreddamento che di rumorosità. Tanto in idle quanto a pieno carico, non ho sentito sostanziali differenze di rumore proveniente dal case rispetto alle ventole precedenti (due pack di Corsair di alto livello) ed anche il livello di temperatura è rimasto pressochè invariato, a testimonianza di come la tecnologia e la qualità di costruzione ormai sia praticamente equiparabile tra i vari livelli di budget.