Per un portale Web come Nextgentech, che ogni settimana propone recensioni di prodotti tecnologici, è indispensabile l’utilizzo di una macchina fotografica in grado di catturare ogni dettaglio dei campioni in test. Che si tratti di evidenziare le forme di uno smartphone o il design di una tastiera gaming, tra rifiniture lucide e telaio opaco, l’obiettivo di una camera deve saper cogliere qualsiasi tipo di finezza e particolare, permettendo al redattore di allestire una galleria fotografica quanto più fedele possibile al modello originale.
Per tutto ciò, su Nextgentech mi sono sempre affidato a Canon, il brand più affermato ed affidabile nel vasto mondo della tecnologia. In particolare, stavolta – e per diversi mesi – ho avuto il piacere di testare un trio di assoluto spessore qualitativo: EOS 750D come camera base + obiettivo EF-S 55-250 F4-5.6 IS STM per mettere a fuoco ogni minimo particolare degli ambienti + Speedlite 600EX-RT per garantire potenza e luce.
Specifiche tecniche Canon EOS 750D
| Tipo | CMOS da 22,3 x 14,9 mm |
| Pixel totali | Circa 24,7 megapixel |
| Attacco obiettivo | EF/EF-S |
| Sistema AF/punti | AF a 19 punti a croce (f/2,8 al centro) |
| ISO | AUTO (100-6400), 100-12800 (con incrementi di 1 stop) ISO estendibile fino a H:25600 Durante le riprese video: Auto (100-6400), 100-6400 (con incrementi di stop completi) ISO estendibile fino a H:12800 |
| Velocità otturatore | 30 – 1/4000 sec. (incrementi di 1/2 o 1/3 di stop), Bulb (gamma completa della velocità dell’otturatore, la disponibilità varia in base alle modalità di scatto) |
| Display | Touch screen orientabile da 7,7 cm (3″) 3:2 Clear View II TFT, circa 1.040.000 punti |
| Modalità scatto | Singolo, Continuo, Autoscatto (2 sec, 10 sec + telecomando, 10 sec + scatti continui 2-10) |
| Filmato | MP4: 1920 x 1080 (29,97; 25; 23,98 fps) 1280 x 720 (59,94; 50; 29,97 fps) 640 x 480 (29,97; 25 fps) |
| Interfaccia | USB, Uscita video (PAL/ NTSC) (integrata a terminale USB), uscita mini HDMI (compatibile HDMI-CEC), microfono esterno (mini jack stereo da 3,5 mm) |
| Dimensioni | 131,9 x 100,7 x 77,8 mm |
| Peso | 555 grammi |
EOS 750D – Recensione
Presentazione, materiali e design
Esteticamente, un po’ tutte le EOS si somigliano tra di loro, e questa 750D non si discosta molto dagli standard a cui siamo abituati. La disposizione dei tasti è pressochè identica ai modelli precedenti pur presentando sostanziali differenze tecniche e fisiche con la Canon EOS 700D di cui abbiamo parlato in passato. In particolare, a pari dimensione del display, la 750D è più leggera, e dunque più manovrabile durante gli spostamenti. Canon ha confermato tutta la dotazione classica delle EOS, equipaggiando la camera con un laccio e una custodia per il trasporto – forse un po’ troppo piccola.
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L’allestimento originale di Canon EOS 750D prevede l’obiettivo EF-S 18-55mm IS STM, che ho confrontato con un altro modello più adatto agli ambienti, ovvero EF-S 55-250 F4-5.6 IS STM.
Confronto specifiche obiettivi
| EF-S 18-55mm IS STM | EF-S 55-250 F4-5.6 IS STM | |
| Lunghezza focale | 29-88 | 88-400 |
| Angolo di campo | 64º 30′ – 23º 20′, 45º 30′- 15º 40′, 74º 20′ – 27º 50′ | 23º 20′ – 5º 20′, 15º 40′ – 3º 30′, 27º 50′ – 6º 15′ |
| N. lamelle del diaframma | 7 | 7 |
| Apertura minima | 22-38 | 22-32 |
| Distanza minima di messa a fuoco | 0.25 | 0.85 |
| Ingrandimento massimo | 0.36 a 55 mm | 0.29 a 250 mm |
| Stabilizzatore d’immagine | 4 stop | 3,5 stop |
| Attuatore AF | STM | STM |
Come si evince dalle specifiche tecniche, l’obiettivo base della EOS 750D è, come tutti gli allestimenti di vendita, un prodotto versatile e adatto a qualsiasi tipo di esigenza. La distanza minima di messa a fuoco è decisamente bassa, il che lo rende particolarmente adatto a ritratti e macro. Il buon ingrandimento, poi, permette all’EF-S 18-55 di non sfigurare negli scatti a più ampia portata, rivelandosi, quindi, un buon compagno di viaggio adatto a qualsiasi esigenza.
Sebbene la qualità sia inferiore all’EF-S 55-250 (parliamo di un obiettivo che nasce per target diverso) il vero punto debole del prodotto è la lentezza di messa a fuoco e la relativa rumorosità.
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EF-S 18-55 è pensato come un obiettivo per accompagnare i neofiti della fotografia, magari alla prima reflex, e pertanto le specifiche rispecchiano quel target, senza offrire spunti aggiuntivi. Dotato, comunque, di STM e stabilizzatore d’immagine a 4 stop, spesso e volentieri fa tutto il lavoro al posto dell’utente, agevolando scatti di buona qualità senza particolari interventi e regolazioni.
Diverso il discorso relativo all’obiettivo EF-S 55-250 F4-5.6 IS STM. Qui, il salto qualitativo e di esigenze c’è e si sente, a cominciare dalla messa a fuoco, decisamente più reattiva e praticamente impercettibili in termini di rumorosità. Di contro, l’EF-S 55-250 non è adatto agli scopi di Nextgentech, ovvero macro e unboxing. Ha una distanza di messa a fuoco minima di 0.85, il che lo rende particolarmente indicato per coverage di eventi e viaggi. Il buon zoom e la qualità generale, superiore all’obiettivo precedente, ne fanno un prodotto premium per la fascia di prezzo.
Utilizzo quotidiano
Tra i due obiettivi, l’EF-S 55-250 è quello che mi ha convinto di più. L’ho utilizzato praticamente dappertutto e in ogni occasioni in cui erano richieste foto a più ampio respiro. Quando avevo necessità di registrare video unboxing o fare scatti per la gallery fotografica dei prodotti, più che affidarmi alla combo EOS 750D con EF-S 18-55, ho spesso preferito una compatta di qualità.
La EOS 750D mi ha restituito il feeling tipico delle Reflex Canon, di cui vi ho parlato nella recensione del modello 700D. Ovviamente, il salto tecnico c’è, ma l’utilizzo è rimasto pressochè invariato. A corredo del test con camera e obiettivi, ho colto l’occasione per testare uno Speedlite, un’unità flash che è possibile controllare anche da remoto ed utilizzabile come dispositivo esterno. Lo Speedlite che ho utilizzato è l’unità 600EX-RT, è orientabile e con un numero guida di 60 (ISO 100) e, se combinato ad una reflex, può avvelarsi della misurazione E-TTL II. Con l’attivazione in radiofrequenza integrata può essere controllato da remoto fino a 30 metri ed ha a disposizione 15 canali di frequenza. Il funzionamento è a pile, per la precisione 4 batterie AA/LR6 da collocare – piuttosto facilmente – nell’alloggiamento predisposto. Anche l’installazione sul corpo della fotocamera è semplice ed intuitiva.
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