I notebook di famiglia business, ovvero dedicati al mondo del lavoro ed alla portabilità, stanno ottenendo sempre più attenzioni da parte dei produttori. Da questo punto di vista, HP ha già da molti anni linee dedicate ai professionisti, ciascuna con caratteristiche peculiari e vincenti, che li identificano a prima vista tra i concorrenti. In questo articolo scopriamo assieme HP Elite Dragonfly, un notebook appartenente alla famiglia degli HP Elitebook che può essere facilmente classificato in “ultrabook” e “convertibile”.

HP Elite Dragonfly – Recensione

Specifiche tecniche

Processorei5-8265U
Memoria8+ GB
Disco rigidoSSD 256+ GB
Scheda videoIntel Graphics 620
DisplaySchermo touch da 13,3” Full HD
Interfaccia1x USB 3.1
2x Type-C
1x HDMI
1x jack 3,5 mm
1x WWAN SIM nano
AutonomiaCirca 8 ore
Dimensioni30,43 x 19,75 x 1,61 cm
PesoCirca 1 kg

Confezione e materiali

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Non tutti i modelli destinati ad uso ufficio sono caratterizzati da un design particolarmente bello e curato, ma Elite Dragonfly non delude da questo punto di vista. Nella presentazione dell’articolo ho menzionato la possibilità di definire il notebook come un “ultrabook”, perché le dimensioni sono davvero irrisorie: parliamo di appena 1,6 cm di spessore, con larghezza e profondità contenute per via della diagonale di display di 13 pollici, circa. Grazie a queste caratteristiche fisiche, il Dragonfly è indubbiamente uno degli ultrabook più portatili tra quelli attualmente in circolazione, ed è sua volontà esserlo: lo dimostra l’assenza di configurazioni con pannello maggiore di 13,3”, per promuovere il più possibile il concetto di “business in mobilità”.

Il tema del business sarà piuttosto ricorrente in questo articolo, in particolare nella spiegazione di ciò che HP intende per “convertibile”, l’altra classificazione del notebook suggerita proprio dal produttore. Questo concetto è espresso in termini di modalità di utilizzo: la cerniera del notebook permette un movimento di quasi 360 gradi, con lo schermo che arriva a “colpire” la board della tastiera, simulando le fattezze di un tablet. Un lavoro progettuale così intenso è stato possibile anche grazie all’utilizzo di materiali nobili; lo chassis è stato realizzato completamente in magnesio, con un rivestimento opaco su tonalità blu notte, e splendidi dettagli cromati attorno alla cornice e sul logo che campeggia sul retro del display. Talmente bello il contrasto previsto da HP – ben visibile anche a notebook aperto, perché risalta sotto lo schermo – che è quasi un peccato non aver previsto altre cromature sulla carcassa.

Il contrasto argentato dettato dalla cromatura è richiamato anche dalla retroilluminazione della tastiera, unico dettaglio di una facciata frontale piuttosto classica, che vede una keyboard compatta, priva del tastierino numerico, ed un ampio touchpad in formato 16:9 posto immediatamente sotto. A lato, ben visibile il sensore di impronte digitali. Anche il doppio sistema di altoparlanti è stato disposto ai lati, tra il bordo dello chassis e la tastiera. Un piccolissimo dettaglio funzionale che potrebbe non essere visto in prima battuta è la presenza di un otturatore sulla videocamera per oscurare o meno il sensore. In base al modello scelto, all’interno della scatola potremo trovare anche la penna digitale Wacom AES 2.0 G3, oltre all’alimentatore. Quest’ultimo è un caricabatterie abbastanza compatto, caratterizzato da un lungo cavo intrecciato che termina con un connettore Type-C.

No tailoring

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In un mercato sempre più configurabile, dove addirittura si comincia a parlare di notebook modulari, HP Elite Dragonfly va controtendenza, proponendo solo 2 configurazioni di vendita, peraltro molto simili tra loro e prive di un vero e proprio modello top di gamma. Se è vero che il notebook è stato pensato esclusivamente per utilizzo business, è altrettanto importante sottolineare che le componenti essenziali come processore e chip grafico vengono proposte in modalità “prendere o lasciare”, in quanto non presentano alcuna variante/upgrade. Da una parte abbiamo un i5 8265U, nella top 3 della sua categoria ma messo in commercio ormai 3 anni fa; dall’altra abbiamo la canonica Intel Graphics 620, il minimo sindacale per un chip grafico, su cui non si può fare alcun ragionamento gaming.

Alla stregua di processore e scheda video, anche per lo schermo non è possibile scegliere in alcun modo: diagonale (da 13,3”), risoluzione (Full HD) e touchscreen sono imposti di fabbrica. Fortunatamente è possibile intervenire su storage e RAM con un taglio di capacità maggiore.

Performance e User Experience

È ormai chiaro che chi opta per Elite Dragonfly non lo fa per godere di massima potenza, ma per sfruttare gli indubbi vantaggi progettuali che sa offrire. Il display è un pannello IPS con tecnologia micro-edge ed un ottimo livello di visibilità, molto luminoso e dotato di un touchscreen preciso e reattivo. L’imposizione del touch è dovuta soprattutto alle modalità di utilizzo del notebook, addirittura 4, tutte riferite al grado di rotazione dello schermo attorno alla cerniera:

  • Laptop: soluzione classica
  • Tablet: rotazione completa, con le due scocche (tastiera e display che si toccano). Questa modalità facilita l’utilizzo del computer tenendolo come un tablet
  • Tenda e Media: molto simili, utile quando la tastiera non è necessaria e non si vuole tenere in mano il notebook durante l’utilizzo touch

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Chiaramente, per ciascuna modalità di utilizzo viene adattato l’orientamento dello schermo a favore dell’utilizzatore. È per queste ragioni che HP utilizza il termine “convertibile” per parlare del Dragonfly, perché richiama la gestione di un tablet. Tuttavia, sia chiaro che non stiamo parlando di un 2-in-1: la tastiera è integrata e non può essere rimossa dalla cerniera, e non è presente alcuna modalità Android. La tastiera, dotata di corsa rapida e della già citata retroilluminazione, possiede anche 2 tasti rapidi dedicati alla gestione delle chiamate, rispettivamente per accettare o rifiutare (oppure agganciare) una conversazione. L’utilizzo della keyboard è piacevole, in layout rigorosamente italiano ma non full, con la giusta distanza tra i tasti ed un dolce “click” restituito durante la digitazione. Non è stato previsto alcun sistema per inclinare leggermente la tastiera a favore di utilizzo.

Passando all’aspetto software, per l’accesso rapido al Sistema Operativo HP Elite Dragonfly utilizza il cosiddetto HP Multi-Factor Authenticate Gen3: in sostanza, si tratta di prevedere sia il sensore di impronte digitali che il riconoscimento facciale per accedere a Windows. Entrambe le modalità funzionano piuttosto bene, e rappresentano un must-have per chi lavora fuori casa e si espone al rischio di dimenticare il notebook su un mezzo pubblico o altrove. Il notebook ha un’autonomia di circa 8 ore sfruttando anche il comparto multimediale: si tratta di una durata inferiore a quanto condiviso da HP (stima di 24 ore) ma pur sempre molto importante, e che tende a superare le 10 ore utilizzando il device senza sfruttare audio e video. Tralasciando l’aspetto gaming ed elaborazioni video complesse, per i quali Elite Dragonfly non è portato, il notebook si presta tranquillamente a tutto il resto, ed in particolare all’utilizzo di suite per la gestione di fogli di lavoro.

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Percependo la necessità di poter utilizzare molto anche il comparto sonoro (magari per presentazioni audio o conferenze) HP ha realizzato il tutto con Bang&Olufsen, predisponendo 4 altoparlanti stereo Premium ed un microfono multi-array. Dettaglio non da poco, è qui che torna utile la presenza degli altoparlanti ai lati della tastiera, favorendo il coinvolgimento della platea in ascolto. L’interfaccia I/O è limitata, ma in linea con gli altri ultrabook in circolazione. La presenza della porta HDMI è ormai un classicone (e con i moderni monitor esterni portatili è diventata un must-have) ma troviamo anche una porta USB 3.1 e due Type-C, di cui una per collegare il cavo di alimentazione. La dotazione esterna si conclude con il jack 3,5 mm per collegare gli auricolari, e l’eventuale slot per la nanoSIM da utilizzare con il modulo WWAN.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
HP Elite Dragonfly è un ottimo notebook per chi viaggia spesso ed ha necessità di lavorare in giro e presentare contenuti. È uno degli ultrabook più compatti in circolazione, dotato di una buona autonomia e di un display definito e molto piacevole. La possibilità di ruotare lo schermo attorno alla cornice potrebbe risultare vincente per alcuni, soprattutto adoperando la modalità tablet per promuovere l’utilizzo touchscreen. Peccato per la poca possibilità di scelta in fase di acquisto: sono presenti solo due varianti, che differiscono solo per quantitativo di RAM e storage.
8
Progettazione e materiali 9 Caratteristiche hardware 7,5 Design 9 User Experience 7,5
PRO
Ottimo display e touchscreen responsivo
Design e progettazione di livello
CONTRO
Poca scelta in fase di acquisto
Non molto potente

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