Il brand HyperX sta cominciando a prendere sempre più piede nel mondo degli headset gaming. Quello che in principio sembrava essere un timido approccio al settore, dettato dal lancio di HyperX Cloud, si è poi evoluto convincendo un bacino d’utenza sempre più ampio. La trasformazione si è concretizzata dapprima nel secondo modello – HyperX Cloud II, rilasciato circa un anno fa – e, recentemente, nella versione 2016 denominata HyperX CloudX.
Nel tempo è cambiato un po’ tutto, dalla progettazione ai materiali, passando per le tecnologie e la natura cross-platform, in perfetta linea con gli standard attuali. È per questo che, nel presente articolo, parliamo della vera rivoluzione del brand, HyperX Cloud Revolver, che rappresenta a tutti gli effetti la prima vera incarnazione gaming della famiglia.
Specifiche tecniche
| Frequenza di risposta | 12Hz – 28.000Hz |
| Dimensione driver | 50 mm |
| Impedenza | 30 Ohm |
| Tipo microfono | Unidirezionale, cancellazione del rumore |
| Sensibilità microfono | -40 dBV |
| Compatibilità | PS4, Xbox One, PC, Wii U, MAC, Mobile |
| Peso | 360 gr |
HyperX Cloud Revolver
Confezione e materiali
Sono tanti i cambiamenti che i progettisti HyperX hanno apportato rispetto alle Cloud II. L’unica conferma, verrebbe da dire, sta nella scatola: la Revolver possiede un primo box di cartone a tinta rosso e nera con i wallpaper dell’headset e le specifiche tecniche, per poi rivelare – tramite apertura verticale – una scatola più robusta, nera, con il logo HyperX stampato a caratteri cubitali.
All’interno ritroviamo il messaggio di Anders “GRBV1k1mg” Willumsen, General Manager HyperX, la documentazione e le cuffie con la cavetteria.
Stavolta la confezione è più scarna: non troviamo né un set aggiuntivo di cuscinetti né una sacchetta per il trasporto – garantiti con la Cloud II.
Per le Cloud Revolver, HyperX ha completamente rivoluzionato il design e i materiali utilizzati per la fabbricazione. I padiglioni e la struttura perdono l’alluminio, che era un po’ il fiore all’occhiello dei precedenti modelli, sposando la plastica dura con dettagli riflettenti di colore rosso. Non si tratta di parsimonia, ma di una scelta di design maggiormente votata al gaming, magari dopo aver preso spunto dalla concorrenza. Non a caso, HyperX ha sostituito la regolazione meccanica dell’archetto con il sistema a sospensioni già utilizzato da altri marchi – SteelSeries su tutti.
Il telaio è in acciaio, formato da due barrette collegate alla struttura esterna dei padiglioni.
Le uniche conferme rispetto ai modelli precedenti riguardano i cuscinetti e l’archetto, realizzati in similpelle morbidissima.
Con le Revolver è stato rivoluzionato anche il comparto accessori e, soprattutto, il cuore tecnologico su cui poggia l’impianto audio. La scheda audio USB vista con le Cloud II – che garantiva la virtualizzazione del Surround 7.1 – è stata rimpiazzata con un normale controller stereo; il microfono, invece, si conferma removibile ma con un rivestimento gommato molto più vicino al mondo degli headset gaming.
User Experience e qualità audio
Difficile spiegare come mai HyperX abbia deciso di abbandonare la scheda audio integrata, obbligando alla modalità stereo anche gli utenti PC; personalmente ho sempre apprezzato la possibilità di lasciare libera scelta agli utenti, a prescindere dalla qualità del Dolby non sempre riproposto ad alti livelli. Il risultato finale, dunque, è un’esperienza audio identica tra tutte le piattaforme di gioco, che ben si sposa anche con attività secondarie, come la riproduzione musicale e le conferenze.
La resa dell’audio non presenta alcun difetto, con toni bilanciati e chiari che permettono di distinguere immediatamente i suoni e la loro provenienza anche in contesti sonori complessi, profondi e variegati – come quello di No Man’s Sky.
Per poter utilizzare il microfono su PC è necessario collegare il cavo lo splitter dei due jack 3.5, su cui troviamo anche il controller per gestire il suono – con la classica spilletta, il turner del volume e l’ON/OFF del microfono stesso. Sfortunatamente l’headset non ha alcun controller installato sul cavo principale – dove c’è il singolo jack da connettere alle console – né sui padiglioni, dunque in modalità gioco non è possibile regolare il volume direttamente dalle cuffie.
Le performance del microfono sono semplicemente perfette: rispetto alle Cloud II manca l’antivento perché è tutto inglobato nel robusto rivestimento gommato, che permette comunque una certa inclinazione dell’asta.
Non è soltanto la parte tecnica a convincermi, perché HyperX Cloud Revolver offre anche una buona esperienza d’uso. L’assenza del set di cuscinetti in tessuto potrebbe far storcere il naso a chi non va d’accordo con quelli in similpelle che, personalmente, preferisco. Quelli installati nell’headset a protezione dei driver da 50 mm sono davvero morbidi e comodi, adatti a lunghe sessioni di gioco. Il peso complessivo di 360 grammi paga leggermente l’assenza dell’alluminio, che di solito consente di risparmiare qualche grammo, ma è del tutto nella norma degli headset gaming.
HyperX Cloud Revolver Unboxing
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