Con il marchio HyperX, Kingston ha cominciato a farsi strada nell’affollato settore dell’hardware gaming non solo sul fronte memorie e storage, ma anche nell’accessoristica per enthusiastic, sempre più considerata dalle imprese dello stesso mercato. In questo campo, HyperX è ancora un brand giovane – seppur conosciuto – che ha trovato fortuna tra le memorie RAM e si è fatto vedere in alcune rivisitazioni di terze parti prima di debuttare ufficialmente con un proprio accessorio. Il debutto, che vediamo nella recensione odierna, è segnato da HyperX Cloud, cuffie gaming che Kingston Technology porta in Italia proprio nella data di pubblicazione di questo articolo, 28 maggio.

Sommario specifiche tecniche

Sensibilità98dB con tolleranza di 3dB
Dimensione driver53mm
Frequenza15 – 25kHz
Impedenza60 Ohm
Microfono: sensibilità-39dB con tolleranza di 3dB
Microfono: tipo unidirezionale, removibile
Peso350 gr

 

Confezione e materiali

È risaputo che gli utenti più esigenti ripongano molte aspettative sulla dotazione del prodotto acquistato, e Kingston, conoscendo bene i suoi acquirenti, non ha deluso nessuno. HyperX Cloud possiede un package eccellente, sia dal punto di vista dell’imballaggio, sia per ciò che troviamo all’interno della confezione. Procedendo per gradi, notiamo subito l’elegante scatola esterna che raffigura le cuffie, contraddistinta da un mix colori caro al marchio: il grigio scuro e il rosso sono le tonalità perfette per richiamare il contrasto sui padiglioni, che evidenzia il logo HyperX. Sulla parte frontale sono riportate le prime indicazioni e un wallpaper del prodotto; girando la scatola, vediamo la classica overview con le caratteristiche principali.
Rimossa la scatola esterna, troviamo una seconda confezione più rigida che contiene il prodotto e gli accessori, sulla falsariga degli ultimi modelli gaming di alcuni concorrenti – si pensi a ROG Orion for Consoles e SteelSeries Siberia Elite. La particolarità di questo secondo container, oltre alla maggior sicurezza durante il trasporto, è la stampa di ringraziamenti che troviamo all’interno: con un breve testo, stampato in colore oro, Anders “G8V1k1ng” Willumsen a nome di Kingston Technology e HyperX Team, ci ringrazia dell’acquisto. Una bella chicca, insomma.
IMG_1360Passando alla dotazione vera e propria, HyperX Cloud mette a disposizione dell’utente tutte le soluzioni per il cablaggio – vedi immagine a lato – e due extra: i cuscinetti intercambiabili per i padiglioni, ed una comodissima sacchetta con tasca secondaria in cui riporre l’headset quando siamo in giro. La sacchetta è nera, con targhetta HyperX in rosso, e composta da un materiale simile alla spugna, dunque molto morbido al tatto, con pattern forato. Per quanto riguarda i cuscinetti intercambiabili, non si tratta solo di una soluzione estetica alternativa, ma hanno anche una leggera valenza funzionale: i cuscinetti standard sono in pelle, completamente neri, mentre quelli extra sono in stoffa, con tessuto interno di colore rosso. Tuttavia, chi è poco pratico troverà piuttosto impegnativo sostituire i cuscinetti. Sfortunatamente, manca il manualetto di istruzioni, e ciò ci ha costretto a fare diverse prove alla cieca con il controller in dotazione di cui vi parleremo più avanti.

IMG_1383Con HyperX Cloud, Kingston non ha voluto azzardare sul design, proponendo un prodotto dalle linee classiche che non facesse storcere il naso a nessuno. Seppur non siano escluse nuove colorazioni in futuro, l’headset arrivato in redazione è quello che troviamo nella pagina prodotto, con il nero come colore predominante e il rosso per i dettagli secondari. Riguardo i materiali, il rivestimento dei padiglioni è in plastica, l’archetto è in metallo, rivestito al centro da un cuscinetto in pelle molto rifinito, con il logo HyperX in risalto e cuciture in rosso. La struttura metallica favorisce una parziale inclinazione dei padiglioni, più utile a livello estetico che nell’atto pratico. Infine, l’immancabile microfono flessibile può essere installato rimuovendo il bottoncino che copre il jack sul padiglione sinistro; il rivestimento della capsula è in spugna.

Usabilità e performance

Come detto precedentemente, HyperX Cloud mette a disposizione tutte le soluzioni possibili per le connessioni, fermo restando che si tratta di un prodotto compatibile solo con PC, MAC e dispositivi mobile. Tralasciando i vari adattatori e i gadget extra, lo strumento che merita più attenzioni è l’immancabile controller che, a dirla tutta, non è assolutamente indispensabile, in quanto non incorpora alcuna scheda audio. Le cuffie vengono riconosciute tranquillamente con e senza controller e, proprio in virtù dell’assenza di una scheda audio integrata che virtualizzi il dolby, il collegamento non riflette alcun cambiamento in termini di performance. Ciò non è un problema in riproduzione, in quanto l’headset è dotato di driver da 53mm e sensibilità di 98dB in grado di riprodurre con pulizia le varie tracce che compongono l’audio in esecuzione: si pensi agli effetti secondari in gaming, il suono composto di telecronaca e pubblico in giochi calcistici, o semplicemente gli strumenti in sottofondo di una canzone. Tuttavia, vista la mancanza del Dolby – che ormai va di moda virtualizzare anche con risultati un po’ scadenti – HyperX Cloud mostra il fianco quando è il momento di riprodurre i bassi, con un risultato fiacco e poco coinvolgente.

I test condotti su Skype e in chiamata su smartphone hanno evidenziato le bassissime performance del microfono, decisamente lontane dai concorrenti. L’assenza della scheda audio integrata nel controller danneggia soprattutto questa funzionalità, in quanto non ha permesso ai progettisti di manipolare il suono in ingresso con filtri e algoritmi software, lasciando passare molto rumore; oltre a ciò, il livello di registrazione è molto basso.

Anche l’estetica del controller non è molto funzionale e, come detto, l’assenza del manualetto di istruzioni ha complicato un po’ il primo approccio con il prodotto. La parte frontale è completamente libera da tasti fisici, mentre sui lati troviamo i primi due controlli: il volume di riproduzione è affidato alla classica rotellina, mentre, dall’altro lato, un tastino completamente anonimo è adibito alla funzione di on/off del microfono. Sul retro del controller c’è un ulteriore tasto che riporta i segni +/-, ma non siamo riusciti a capirne il senso: non influenza né sul volume di registrazione né sul volume di riproduzione, sia su PC/MAC che su dispositivi mobile.