Una delle famiglie di accessori gaming più amate ed utilizzate in Italia è la serie G di Logitech, composta da numerosi prodotti di assoluta qualità che ogni anno fanno il pieno di vendite e soddisfazione utente. Come ogni anno, Logitech ha aspettato la fine dell’estate per cominciare a lanciare i prodotti di punta destinati ad accompagnare il mercato videoludico 2016, e tra questi figura l’headset Artemis Spectrum, in breve, il G933. Il top di gamma del settore arriva in Italia leggermente in ritardo rispetto ad altri Paesi, ma noi abbiamo avuto la fortuna di testarlo prima ancora del suo arrivo ufficiale sul territorio italiano, previsto a breve a scaffale.
Sommario specifiche tecniche
| Frequenza di risposta | 20Hz – 20000Hz |
| Sensibilità | 107 dB |
| Impedenza | 39 ohm |
| Compatibilità | PC, Playstation 4, Xbox One |
| Microfono: tipo | Unidirezionale |
| Microfono: frequenza di risposta | 100Hz – 20000Hz |
Confezione e materiali
Logitech G933 è il diretto successore del modello G633, dal quale eredita praticamente ogni sfaccettatura di design e progettazione ad accezione del modulo wireless, vero punto di forza delle cuffie oggetto del presente articolo. Al contempo, G933 soffia il posto di “top di gamma” all’ottimo G930, che abbiamo utilizzato con estremo piacere.
Nonostante l’arco temporale ridotto tra i due prodotti di punta, le differenze tra il G933 e il G930 sono davvero tante, il che rende il passaggio di consegna tra i due headset molto più che una semplice esigenza di marketing e vendite. La prima differenza sostanziale, a mio avviso, riguarda la copertura dei driver. G933 utilizza dei cuscinetti in tessuto ben più morbidi e spessi di quelli utilizzati col G930, a riprova della considerazione tenuta per i feedback in casa Logitech. Il risultato di questo miglioramento comporta un maggiore comfort durante le lunghe sessioni di gioco a cui sono abituati gli hardcore gamer, il vero target di riferimento di G933.
La composizione dei cuscinetti non è l’unica differenza tra i due headset, anzi. Anche la parte esterna dei padiglioni è stata modificata, in particolare la disposizione dei tasti. Le macro sono ancora 3 (G1, G2, G3) con la rotella per regolare il volume, l’on/off del microfono e il pulsante per l’accensione, tuttavia nel G933 li troviamo sul retro. Si tratta di una scelta abbastanza curiosa che, stavolta, non condivido in quanto ne rende più complicata l’interazione durante il gioco, sebbene la forma dei tasti aiuti un po’ la percezione aptica.
In generale, il modello Artemis Spectrum (a partire da G633) risulta molto più curato e gradevole dal punto di vista estetico rispetto al G930. Il design è più aggressivo, con una bella alternanza di colori scuri tra il nero opaco e il grigio lucido dettato da alcuni inserti posti sui padiglioni e sull’archetto. Lo stesso sistema di regolazione dell’altezza è ben più di una semplice asta metallica, con tanto di indicatori al livello di ogni scatto. I coperchi sono personalizzabili, e all’interno dei due padiglioni troviamo la chiavetta USB che ospita il modulo wireless, e la batteria.
Anche il microfono è stato perfezionato: rispetto al G930 è più piccolo, retrattile nella parte terminale e ben nascosto nel corpo della cuffia. Questo perfezionamento della struttura non ha appesantito l’headset, che ha mantenuto lo stesso peso del modello precedente.
Infine, per gli amanti dei prodotti gaming super colorati (come il sottoscritto) con Artemis Spectrum anche Logitech è entrata nel mondo dei LED RGB per le proprie cuffie. In particolare, i modelli G633 e G933 dispongono di due strisce LED sulla parte posteriore e di spie luminose sulla G posta sui padiglioni, il tutto personalizzabile tramite software.
Wireless 2,4 Ghz e autonomia
Passando al modulo wireless, le differenze tra i due modelli sono ancora più evidenti. Con G933, Logitech abbandona lo stand porta-filo con pendrive a vantaggio di una soluzione molto più piccola e plug&play, con adattatore di missaggio. In particolare, grazie a questa tecnologia è possibile collegare contemporaneamente fino a 3 sorgenti audio, funzionalità che aumenta lo spessore e la versatilità del prodotto. Il collegamento wireless funziona alla grandissima in termini di performance, ma la qualità si paga con l’autonomia, vero punto debole del prodotto. I test stimati da Logitech parlano di 12 ore di carica senza illuminazione e di 8 ore con luminosità al 50%. In sostanza, attivando l’illuminazione RGB al pieno della luminosità, l’autonomia stimata è di circa 4 ore, che posso confermare. Nonostante la modalità standby automatica, il tempo di carica è piuttosto ridotto, tanto che per i videogiocatori più assidui (ma anche per chi intende sfruttare le cuffie per altre attività) la batteria potrebbe durare al più una giornata.
Unboxing
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Il software e la qualità audio
Il pannello di controllo dell’Artemis Spectrum G933 è il solito Logitech Gaming Software, per l’occasione aggiornato con le varie funzionalità supportate dalla cuffia. Non c’è nulla di nuovo sotto al sole: è possibile modificare l’effetto dell’illuminazione, i pattern di colori da utilizzare e quali aree LED attivare, ma anche impostare le macro, l’equalizzatore e il Dolby 7.1. In modalità ricarica USB, le cuffie non vengono riconosciute né dal software né dal sistema, perdendo completamente il controllo del dispositivo. In stato di ricarica, l’unica indicazione di batteria residua ci viene dettata dalle spie rosse lampeggianti sul corpo delle cuffie. La connessione al computer è un po’ caotica. La modalità principale è quella wireless, pienamente compatibile con il software e l’ambiente audio di Windows 10. Tuttavia, collegando le cuffie con il cavo analogico 3.5 mm Windows non riconosce alcun collegamento a meno di utilizzare un software di gestione (nel mio caso Realtek); inoltre, per riprodurre l’audio senza disturbi, è necessario spegnere l’headset rinunciando, quindi, all’illuminazione.
Per quanto riguarda la qualità di riproduzione, pur disponendo di minor sensibilità rispetto alle ultime due cuffie testate (SteelSeries Siberia Elite Prism e Plantronics RIG 500E), G933 si attesta comunque ad ottimi livelli qualitativi. Non ho avuto nessun problema sotto ogni condizione di test, dal mondo gaming (in particolare con Fallout 4 e il suo assurdo comparto audio unidirezionale) a quello mobile, passando per l’ascolto di musica su lettore mp3 e Skype. Pertanto, anche il passaggio dal surround 7.1 al classico stereo non è così traumatico, sebbene si debba rinunciare a una maggiore profondità dei bassi.


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