L’industria hardware e tecnologica attorno al mondo PC è sempre in fermento, e le società sono pronte a darsi battaglia a suon di idee e innovazione. Anche se in Europa abbiamo familiarità con pochi grandi brand che sono riusciti ad imporsi nel nostro territorio, vi sono numerosissime aziende altrettanto valide sparse in tutto il mondo. Una di queste è NZXT, società californiana con sede a City of Industry che, a dirla tutta, è riuscita a farsi un nome anche in Europa al pari di grandi altri marchi del settore. NXZT, per chi non la conoscesse, è una società che si dedica soprattutto a chassis, cooling e alimentatori, lasciando da parte il segmento accessori. Non ha un vero e proprio fattore gaming nella sua linea di prodotti, anche se la qualità elevata della stessa, rende robusto ogni componente a qualsiasi utilizzo. NextGen Tech accoglie questa prima collaborazione analizzando il premiatissimo Phantom 530, full tower contraddistinto da numerose feature interessanti che andremo a scoprire nel corso dell’articolo.
Specifiche tecniche
| Dimensioni | 235 x 572 x 543 mm (larg. x alt. x lung.) |
| Peso | 10.5 kg |
| Drive 5,25” | 3 |
| Drive 3,5” | 6 |
| Drive 2,5” | 6+1 |
| Pannello frontale | USB 3.0 x2Mic-Audio jack x1 |
| Slot di espansione | 8 |
| Ventole installate | Fronte: 200mmRetro: 140mm |
| Ventole opzionali | Fronte: 2×140/120 mm oppure 1×200 (installata)Retro: 1×140/120 mm (installata da 140)Bottom: 2×120 mm Top: 2×200/140 mm oppure 3×120 mm Laterale: 1×140 mmInterna: 1×140/120 mm |
Design e materiali
Phantom 530 è un full tower che ci ha molto sorpresi in merito alle dimensioni. Analizzando le differenze con Cosmos SE, possiamo notare che il prodotto NZXT è leggermente più grande esternamente, ma si nota soprattutto il maggior spazio a disposizione nella parte interna, in quanto il prodotto Cooler Master, tolte le barre al top e al bottom, raggiunge dimensioni tipiche dei middle-tower. Pertanto, Phantom 530 ottimizza gli spazi al 100%, proponendo un’ottima manovra in termini di assemblaggio dei componenti ed installazione di diversi cooling system, come abbiamo visto nelle specifiche tecniche.
Lo chassis si presenta in una confezione fatta su misura in termini di dimensioni, ma esteticamente unica, ovvero non tiene conto della colorazione del case, disponibile in tre versioni: bianco, nero e rosso. L’imballaggio è classico, infatti troviamo lo chassis tenuto fermo dai supporti rigidi di polistirolo, a cui segue la busta di plastica e due veli di protezione per parte frontale e top.
Nonostante le generose accortezze in termini di spedizione, scommettiamo che Phantom 530 non avrebbe mai alcun tipo di problema di trasporto, in quanto i materiali utilizzati rappresentano l’eccellenza del settore e la progettazione è tale da limitare eventuali urti. Il case è bombato in più livelli e zone, soprattutto nella parte frontale, dove troviamo uno sportellino – con apertura laterale – che nasconde i drive da 5,25” e il pulsante reset. Il design si fa apprezzare per la scelta dei progettisti che premia l’eleganza e le linee morbide ma al tempo stesso in grado di donare allo chassis un aspetto particolarmente ricercato, in quanto tutti i lati del prodotto presentano particolarità interessanti. Non ci stupisce, quindi, che Phatom 530 possieda questo pannello frontale in grado di far apparire il tutto come un unico blocco dalla superficie liscia, suggerimento supportato dalla scelta di progettare la carcassa in plastica e riflettente, allontanando la recente moda che premia le superfici opache. Ma, come dicevamo, ogni lato del case ha una sua particolarità, e questo è dovuto alla combinazione uniforme di zone in plastica e a griglia. Nella parte frontale, infatti, sotto lo sportello possiamo apprezzare la griglia che mette in mostra la ventola preinstallata di colore bianco, il tutto facilmente smontabile per procedere con una manutenzione meticolosa dello chassis. Sul top, la formula si ripete: anche in questo caso, troviamo la parte in plastica, sulla quale è installata l’interfaccia I/O, a cui segue la griglia che si frappone tra aria e sistema di ventilazione. La soluzione I/O frontale proposta da NZXT è leggermente povera rispetto ad altri chassis che abbiamo curato nella nostra rubrica, in quanto offre esclusivamente 2 porte USB 3.0 – che potrebbero creare qualche grattacapo collegandoci device ancora non compatibili – e un unico jack per cuffie e microfono, con buona pace di chi è solito utilizzare headset con doppio connettore audio. Tuttavia, oltre al tasto accensione e ON/OFF dell’illuminazione, troviamo un pratico interruttore la regolazione della velocità delle ventole collegate all’input del case, splittato in tre livelli. D’altro canto, il top di Phantom 530 ci fa apprezzare le molteplici soluzioni cooling per il nostro hardware, che vedremo in seguito.
Stessa cura per i particolari e le esigenze degli enthusiastic anche per quanto riguarda il pannello laterale principale, che presenta un’ampia finestra in acrilico protetta da pellicola e un’altra zona grigliata per l’installazione di una ventola da 140 mm, presentata da una cornice circolare. L’altro side del Phantom 530 si presenta completamente privo di dettagli ma leggermente bombato, per ospitare lo storage dei cavi. Sul retro nessun dettaglio rilevante, mentre per quanto riguarda il bottom, e quindi il piano d’appoggio, troviamo il classico filtro removibile per l’alimentatore e 4 basi d’appoggio antiscivolo e gommate dalle dimensioni davvero generose. A primo impatto, Phantom 530 dà l’idea di essere un case pesante e ingombrante, ma nell’atto pratico è esattamente il contrario: con i suoi 10.5 kg pesa addirittura meno di Cosmos SE – anche se sono le barre metalliche ad aumentarne il peso – ma al tempo stesso è solido e le dimensioni sono ottimizzate in modo tale che siano soddisfatte tutte le necessità d’utilizzo, come la manutenzione ed il montaggio interno. Di contro, manca qualsivoglia forma di supporto per il trasporto, e la superficie liscia della carcassa – unito al fatto che il case è piuttosto alto – rendono ancor più difficoltoso questo aspetto.
Phantom 530 non propone retroilluminazione frontale, bensì sul retro: viene illuminata tutta la parte dedicata all’interfaccia della scheda madre e il cablaggio delle schede.
Montaggio
Phantom 530 ha molti assi nella manica. Il fattore più importante che hanno realizzato gli ingegneri NZXT è la capienza dell’area di montaggio: lo spazio interno recupera ogni millimetro possibile rispetto alla carcassa, permettendo una gestione dei cavi – frontale – ben ponderata. Al centrodestra troviamo le gabbie dei drive divise in tre sezioni, con rifiniture e supporti in acciaio, che possono essere rimosse o rimontate a piacimento; abbiamo già avuto modo di apprezzare questa soluzione in altri case, ma non tutti permettevano di rimuovere completamente la colonna dei drive, come invece è in grado di fare Phantom 530. Non si tratta di una scelta puramente estetica e inutile ai fini del montaggio, in quanto lo chassis consente all’utente di montare un drive 2,5” sul retro del tray della scheda madre, nascondendo perfettamente la cavetteria del caso. Tuttavia, l’arma in più delle gabbie dei drive è il supporto per una ventola da 140 o 120 mm, che può essere montata sia in modo classico, completamente verticale, sia leggermente inclinata, traslando la vite e fissando il tutto nel punto desiderato. Una soluzione importante con configurazioni SLI o con schede video che raggiungono temperature particolarmente alte.
E’ quasi inutile sottolineare che gli ingegneri hanno previsto il montaggio dei componenti quasi completamente senza viti e con sistemi di bloccaggio manuali. Per aggiungere o rimuovere drive è necessario agire dal lato pulito del case, dietro il tray della motherboard, da cui è possibile far uscire le slitte, corredate da supporti antivibrazioni e bloccaggio tramite puntine. Anche per quanto riguarda l’alimentatore, che andrà montato in basso, Phantom 530 possiede dei supporti antivibrazione, all’atto pratico inutili in quanto raramente si hanno problemi in tal senso. Abbiamo più volte elogiato il cable management in questo full tower, supportato da ampio spazio frontale. Gioca un ruolo importante anche il retro del tray della scheda madre che, come anticipato, è stato gestito ad hoc: con i suoi 34 mm, lo spessore complessivo è uno dei più ampi in assoluto tra gli chassis provati nella nostra rubrica. Desta qualche preoccupazione il fan hub posto esattamente lì, anche se è la soluzione più ovvia e funzionale. Grazie alle 4 griglie di asole gommate, far passare i cavi dalla parte frontale al retro è davvero semplice, considerando anche la loro posizione tra le gabbie e lo stesso fan hub. Rispetto ad altri case, lo spazio sul retro è interno, quindi non è affidato alla bombatura del pannello laterale; questo evita il rischio di ammassare e comprimere anche i cavi più spessi.
Ventilazione
La scheda tecnica ci presenta fin da subito un ampio ventaglio a disposizione per ciò che concerne il sistema di ventilazione. Ormai ci siamo abituati a due ventole preinstallate – 140 mm sul retro, classica 200 mm frontalmente – e il top libero, anche se, in questo caso, NZXT non ha sbagliato. Il top supporta tutti i maggiori kit AIO del mercato o installazioni custom fino a 3 ventole da 130 mm, piuttosto che una bella configurazione a doppia ventola da 200 mm, pertanto, sembra giusta la scelta del produttore di lasciare libero lo spazio. Chiaramente, per i fan dei prodotti NZXT, Phantom 530 e Kraken X40 piuttosto che X60 sono ready-to-use. Non solo kit AIO, il full tower lascia diverse manovre all’utente, che potrebbe facilmente sfruttare lo spazio con un sistema di raffreddamento a liquido ad accesso – quasi – rapido dall’alto. La rumorosità a seguito dell’installazione di un kit AIO dipende proprio da quest’ultimo, ma nel complesso Phantom 530 si mantiene nella media dei full tower di fascia alta. Consigliamo anche l’installazione di una ventola sul pannello laterale, oppure sulla gabbia interna che, tra gli altri benefici, consente una leggera inclinazione verso il punto desiderato, a patto di avere sufficiente spazio. Ed infine, è possibile montare altre due ventole da 120 mm in basso, esattamente dopo l’alimentatore.
Il controller delle ventole è single channel a 30W e la rumorosità complessiva è più che buona a case liscio, senza installare alcun cooling system aggiuntivo. Per usufruire del controller, è sufficiente collegare le ventole al fan hub posto sul retro del tray interno, che ospita ben 10 porte a 3 pin, di cui 4 occupate in configurazione base.
A conti fatti, il sistema di ventilazione si commenterebbe da solo: un full tower che soddisfa praticamente tutte le possibili configurazioni ritenute attualmente valide.













