Ho sempre avuto una passione smodata per i gadget, la roba elettronica e le utility più disparate. Penso ve ne siate accorti un po’ tutti, dopo i test di Eyefi Mobi, l’SD card wifi, o il vivavoce per auto MINIKIT Neo 2. Tra le chicche che ancora mancavano all’appello, dovevo procurarmi un drone su cui smanettare; obiettivo raggiunto grazie a Parrot Italia che mi ha consentito di testare per un mesetto l’ultimo drone rilasciato dal produttore francese, ovvero il BEBOP Drone.
Sommario specifiche tecniche
| Antenne Wi-Fi | dual-band MIMO con 2 set di antenne a dipolo accordate alle bande 2.4 e 5 GHz |
| Motori | 4 motori brushless Outrunner |
| Eliche | Eliche autobloccanti a tre pale in policarbonato con sistema di smontaggio rapido |
| Velocità max | 13 m/s |
| Altitudine max | 199 m |
| Fotocamera e multimedialità | Obiettivo “Fisheye” 180° 1/2,2″: 6 elementi ottici e sensori 14 Mega pixelStabilizzazione video: digitale su 3 assiRisoluzione video: 1920x1080p (30fps)Risoluzione foto: 4096×3072 px Codifica video: H264 Formato immagine: JPEG, RAW, DNG |
| Memoria interna | Flash 8 GB |
| Batteria | LiPo 1200 mAh |
| Processore | Parrot P7 dual-core CPU Cortex 9 |
| Sensori | Magnetometro a 3 assiGiroscopio a 3 assiAccelerometro a 3 assiSensore ad ultrasuoni: Analisi, fino a 8 metri, la quota di volo Barometro Geolocalizzazione GNSS (GPS + GLONASS) |
| Dimensioni | Senza carena: 28x32x3,6 cmCon carena: 33x38x3,6 cm |
| Peso con batteria | Senza carena: 400g Con carena: 420g |
Da vicino
Il BEBOP Drone arriva in una confezione tutto sommato molto contenuta, presentandosi già assemblato. La confezione include la carena, 4 eliche di ricambio (con cacciavite specifico), una seconda batteria, un cavo micro-USB e un kit completo di spine elettriche per uniformare la distribuzione su scala mondiale. Data la completezza della confezione, possiamo immaginare che Parrot abbia deciso di rilasciare il suo BEBOP Drone come un dispositivo user-friendly, pronto, cioè, ad essere utilizzato anche dai neofiti – come il sottoscritto – senza perdersi troppo in manuali e configurazioni. Anzi, di fatto, se non fosse per i 5 minuti da passare sulla guida per capire cosa è possibile fare col drone, non c’è assolutamente nulla da configurare.
Studiando da vicino il BEBOP, il primo impatto non è dei migliori in termini di sicurezza. Per mantenere la pesantezza complessivamente bassa, il corpo del drone e quello della carena sono in polistirolo espanso, che dopo un paio di urti accidentali comincia a mostrare i primi segni di cedimento, tra pezzettini che si staccano e verniciatura che va via. I componenti principali del drone sono invece ben protetti da una struttura in magnesio che protegge il core, formato da scheda madre, processore, chipset grafico e memoria flash. La struttura esterna che sorregge le eliche è, invece, in ABS rinforzato in fibra di vetro, leggero e piuttosto resistente.
Costruzione
Il corpo del Parrot BEBOP Drone è composto principalmente da 2 parti: la struttura esterna delle eliche ed il corpo centrale, formato a sua volta dalla sezione anteriore in polistirolo (con la fotocamera) e da quella anteriore che corrisponde alla batteria removibile. Il sistema di fissaggio della batteria è molto casereccio: è necessario tirare un filo per scoprire il connettore a cui attaccare la batteria, quindi utilizzare i binari per piazzarla lungo l’asse, ed infine assicurarla al resto del corpo con una cerniera a strappo. Non si ha per niente la sensazione di aver a che fare con un sistema sicuro (anche per via della base ballerina su cui poggia la batteria) ma è quanto basta per assicurare il pieno funzionamento del drone, magari in attesa di una carcassa più isolata e robusta. Tra le pecche maggiori del BEBOP Drone devo necessariamente menzionare il surriscaldamento della carcassa, che dopo 5-6 minuti di attività diventa letteralmente bollente in alcuni punti; la mancanza di un supporto di raffreddamento rende un po’ difficile prendere in mano il drone o agire sul pulsante di accensione/spegnimento per terminare l’utilizzo.
Sicurezza
Uno degli aspetti più importanti di un dispositivo come il drone è il comparto sicurezza, che va dalla scelta dei materiali ai vari accorgimenti software e progettuali. Se dal punto di vista della costruzione BEBOP Drone non fa dormire sonni tranquilli, fortunatamente le prove sul campo hanno dimostrato la grande robustezza del dispositivo, che ha resistito a diversi tipi di urti. Nel mese di prova, il drone ne ha viste tante: ha urtato contro il pavimento a seguito di un flip, ha sbattuto contro vari ostacoli cadendo rovinosamente, ed ha frenato la sua corsa all’indietro con le pale bloccate. In questa catastrofica esperienza tra le mie mani e quelle dei miei amici, il BEBOP Drone non ha riportato alcun danno permanente, ed è stato necessario solamente un intervento di manutenzione. La formula vincente del dispositivo si riassume nel concetto di prevenzione: quando il drone subisce un contraccolpo rischioso per uno dei 4 motori, lo blocca e non riparte più, costringendo allo spegnimento forzato ed evitando ulteriori rischi. Alla peggio, il motore che ha urtato contro un ostacolo risulterà bloccato, situazione risolvibile agendo con un cacciavite sotto la piastra del motore dopo aver smontato l’elica con l’apposito strumento.
In volo
L’attività di volo col Parrot BEBOP si basa su una connessione privata in wifi tra smartphone e drone, che scollega il cellulare anche dalla rete dati. Dopo aver stabilito la connessione è sufficiente aprire l’applicazione FreeFlight 3 ed eseguire una nuova prova libera. L’HUD della schermata principale è piuttosto completa ed intuitiva:
Ai lati troviamo i comandi, che a seconda della modalità di pilotaggio si distinguono per pad direzionale, pad di regolazione altezza/rotazione e comandi fotocamera (nella modalità esperto). Nella barra inferiore, oltre al pulsante principale che consente l’avvio e l’atterraggio del drone, troviamo tutte le varie informazioni utili: velocità, altitudine, inclinazione, stato GPS e livello batteria. In alto, i pulsanti per accedere alle impostazioni, avviare la registrazione video, scattare una foto o eseguire un flip. Per quanto riguarda le acrobazie, che di default sono disattivate per un discorso di sicurezza, è sufficiente selezionare il flip desiderato ed eseguire un doppio tap sullo schermo per vedere il drone esibirsi in una spettacolare rotazione contro la gravità!
Il pannello impostazioni è quanto di più completo si possa desiderare. Col BEBOP Drone è possibile regolare l’altitudine massima, la distanza, il grado di inclinazione, i parametri GPS e fotocamera e addirittura ordinare al dispositivo di ritornare autonomamente al punto di partenza (solo se il GPS è stato agganciato correttamente fin dall’avvio). Tra le impostazioni troviamo anche la schermata relativa allo stato dei motori, molto utile per verificare l’integrità del drone e risolvere i malfunzionamenti discussi precedentemente.
In questo mese di utilizzo, ho fatto volare il drone in diverse location e con varie condizioni ambientali. Ovviamente, le prove che mi hanno convinto di più sono state quelle eseguite in spazi aperti, vasti e con poco vento. Il problema principale che ho riscontrato nel drone durante il volo è proprio la carenza di stabilità quando c’è vento (anche minimo) che spinge sensibilmente il dispositivo complicando il pilotaggio, soprattutto quando ci sono ostacoli nei paraggi. Tuttavia, per essere alla mia primissima prova con un drone, ho trovato il BEBOP immediato e semplice da utilizzare con tutte e tre le modalità di volo, preferendo quella col joypad (aaah, che aspettarsi da un gamer!) e cercando il più possibile di familiarizzare con i comandi esperto, in quanto offrono la possibilità di gestire autonomamente l’angolazione della fotocamera per dare vita a riprese eccellenti. Queste ultime sono possibili grazie all’ottima fotocamera 14MP montata sul drone, che permette foto e video in Full HD di grande qualità, purchè vi ricordiate di pulire bene il vetro, in quanto molto sensibile alla polvere (complice il coperchio non proprio discreto in tal senso). La maggiore pecca del drone? Senz’altro l’autonomia. Nonostante le 2 batterie incluse nella confezione, col BEBOP Drone non si riesce a fare più di 30 minuti di volo (15 per batteria). Fortunatamente, in rete è possibile trovare varie soluzioni al problema, dalle batterie maggiorate vendute da Bebop (che come tutti i pezzi di ricambio ha un prezzo un po’ altino) a vari tutorial per adattare batterie compatibili ma non plug&play.


