Col passare degli anni le esigenze dei videogiocatori in merito alle proprie periferiche da gioco sono cambiate, diventando sempre più complesse e personalizzate. Seguendo le dinamiche del mercato, i produttori hanno cominciato a rilasciare tecnologie sempre più innovative, capaci di venire incontro a quel crescendo di esigenze ma cercando, al contempo, di contenere i prezzi all’interno di una fascia sostenibile. E così, tra l’affermarsi sempre più insistente degli switch meccanici e i primi riscontri in merito alle tastiere magnetiche, non possiamo tralasciare la serie Razer Ornata, unica nel suo genere grazie ai suoi switch mecha-membrana. In questo articolo analizziamo una delle sue varianti, la Razer Ornata V3, rilasciata ormai 2 anni fa, ma contraddistinta da alcune peculiarità che la rendono unica in tutto il mercato.

Razer Ornata V3 – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali

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La Razer Ornata V3 arriva in una confezione ben curata e attenta alla sostenibilità, scelta tipica del produttore, con un wallpaper che presenta il prodotto ed i colori tipici dell’azienda su tutti i lati della scatola. Oltre alla tastiera, all’interno troviamo il comodo poggiapolsi magnetico e la documentazione necessaria per l’installazione e l’uso, il tutto riposto in specifici involucri pensati per ridurre l’ingombro. La riduzione delle dimensioni è un po’ il leitmotiv che caratterizza il prodotto, richiamato anche nella definizione “low profile” nella nomenclatura della tastiera. Le dimensioni della keyboard sono di circa 44,4 cm di larghezza, 14 cm di profondità e 3,1 cm di altezza, rendendola compatta ma sufficientemente spaziosa per un utilizzo confortevole e, soprattutto, senza rinunciare al tastierino numerico. Il peso di circa 1,1 kg le conferisce una buona stabilità sulla scrivania, evitando che si sposti durante l’uso intenso.

Una delle caratteristiche più interessanti della Ornata V3 è la costruzione, basata sull’utilizzo di materiali ben ragionati che, pur trattandosi di una tastiera immessa sul mercato due anni fa, risulta ancora attualissima, con una base in plastica robusta e tasti in ABS trattati con un rivestimento UV per resistere all’usura nel tempo. Gli switch mecha-membrana, vera specificità di quasi tutte le Ornata, sono progettati per offrire una sensazione tattile a metà strada tra le tastiere meccaniche e quelle a membrana, supportata da una realizzazione “low profile” che utilizza tasti a corsa rapida per diminuire il tempo di digitazione complessivo. Anche il poggiapolsi è davvero ben realizzato: staccabile, con aggancio magnetico, e rivestito completamente da materiale antiscivolo da cui emerge il logo della compagnia.

Nel complesso, il design della tastiera è pensato per massimizzare il comfort e le sue funzionalità. I tasti sono disposti in modo ergonomico, con una leggera curvatura che segue la naturale conformazione delle mani, e sono presenti 4 tasti funzioni sopra il numpad per gestire velocemente alcune opzioni multimediali. L’illuminazione RGB Chroma a 10 zone, gestita tramite il software Razer Synapse, permette di scegliere tra una vasta gamma di colori e effetti, rendendo la tastiera non solo funzionale ma anche esteticamente piacevole.

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User Experience

Passare da una tastiera meccanica o a membrana ad una con switch mecha-membrana è davvero un’esperienza da fare. Come affermo spesso in questi casi, l’opinione in termini di gradevolezza e sound è puramente soggettiva, dunque mi soffermerò principalmente sulle differenze percepite. La pressione da esercitare sui tasti della Razer Ornata V3 risulta un filino maggiore rispetto a quella di una meccanica di nuova generazione, ed è differente anche l’attivazione del suono da parte dello switch: sulle meccaniche, il classico “click” è percepito al rilascio del tasto, mentre sulla Ornata V3 arriva immediatamente a fine corsa. Cambia anche il suono emesso durante la digitazione: più ovattato nelle meccaniche, e quindi più aperto e vibrante sulla Razer. La sensazione percepita durante la digitazione attraverso il sound di questa tastiera è proprio quella di maneggiare delle leggerissime chiavi metalliche, per il sottoscritto decisamente piacevole e molto rilassante. No, non è una tastiera per ambienti di lavoro silenziosi o per chi ama i contesti discreti: questo tipo di keyboard si sente, si percepisce, e proprio per questo si ama o si odia senza compromessi. C’è poi da lodare la digitazione reattiva, resa così palpabile anche grazie alla corsa di soli 4,4 mm e all’ergonomico form factor dei singoli tasti. Da questo punto di vista, stride molto la realizzazione dei 4 tasti funzione posizionati sopra il tastierino numerico, per i quali Razer ha scelto una progettazione del tutto diversa: circolari, molto compatti, sì, retroilluminati, ma non distanziati dalla board e soprattutto dotati di un feeling di digitazione molto differente, quasi old style.

Passando al lato software, Razer Ornata V3 è a tutti gli effetti una tastiera plug&play in cui la companion app, Razer Synapse, può essere utilizzato solo per le personalizzazioni della tastiera. Premessa qualche difficoltà nel trovare la versione giusta del software per garantire il massimo della compatibilità, attraverso l’applicazione è possibile personalizzare al massimo livello la retroilluminazione Chroma e la gestione dei profili, abilitando la registrazione di macro o la modalità gioco. Utilizzando la versione Razer Synapse 4 è anche possibile attivare la tecnologia Snap Tap, in grado di risolvere il conflitto tra due tasti premuti simultaneamente a favore dell’ultimo.