Al lancio assoluto, il controller Razer Raiju per PS4 ha suscitato davvero tanto clamore, oltre che stupore da parte degli affezionati al brand. Il produttore di periferiche gaming tra i più famosi del settore, infatti, non si era mai spinto oltre i comuni prodotti da postazione, come headset, tastiere e mouse, e il fatto di entrare nel segmento dei pad per console nextgen risultava una sfida praticamente inedita. Quel settore, dominato da altri brand, oggi conosce ben 2 modelli alternativi targati Razer, che hanno fatto seguito alla vincente versione base del Raiju: l’Ultimate e il Tournament Edition, rispettivamente il top di gamma ed il modello di mezzo. In questo articolo parleremo proprio di quest’ultimo, un pad ricco di sorprese che strizza l’occhio ai videogiocatori più esigenti.

Razer Raiju Tournament Edition – Recensione

Specifiche tecniche

Compatibilità PS4, PC
Wireless SI
Autonomia 19 ore
Lunghezza cavo 2 metri
Dimensioni 104 x 159.4 x 65.6 mm
Peso 322 grammi

Confezione e progettazione

Razer Raiju TE (3)Rispetto alla versione base sono molte le differenze introdotte con il modello Tournament Edition, a cominciare dall’aspetto. La progettazione del TE tende infatti verso colori uniformi, rinunciando alle tonalità azzurre. La carcassa è dunque completamente nera, oltre che squadrata e abbastanza generosa in termini di dimensioni; rinuncia alla disposizione made in Sony riguardo gli stick analogici e si appoggia sulla progettazione Microsoft-like, in favore degli utenti che prediligono l’analogico sinistro in alto e quello destro in basso. I 4 settings che nel Raiju sono disponibili tramite pulsanti nella parte inferiore, sono stati sostituiti da un unico tasto centrale con LED di stato azzurro.

Molte anche le differenze legate alla forma e alla progettazione dei tasti, ma il layout è rimasto fedele alla soluzione originale, con il pulsante Sony al centro tra l’asse orizzontale e verticale, il touchpad e i due pulsantini circolari per Options e Share. Anche in alto e dietro cambia la forma ma non la sostanza; in particolare, oltre ai normali grilletti del pad Sony troviamo altri 4 pulsanti aggiuntivi che l’utente può personalizzare per agevolare le proprie sessioni gaming. In più, per ciascun grilletto è possibile attivare anche la corsa rapida (che Razer chiama “Hair Trigger Mode for quick-firing action”). Infine troviamo le porte lì dove ce le aspettiamo: quella USB per passare alla modalità cablata, in alto, e quella jack per collegare le cuffie, in basso.

Tra TE e Ultimate

Razer Raiju TE (6)Le attività di progettazione e commercializzazione del Raiju seguono un po’ il modello Razer che gli affezionati conoscono già. Come detto in apertura, il pad è disponibile in 3 versioni, e le ultime sono differiscono davvero per sottigliezze: a far la differenza (più di prezzo che di funzionalità) è la retroilluminazione Chroma che caratterizza il modello Ultimate oltre alla custodia per il trasporto, un po’ inutile nell’era dei multiplayer online. Al netto degli effetti RGB Chroma, che si manifestano attorno al touchpad, c’è poco altro da menzionare tra le aggiunte a disposizione dell’Ultimate, come la possibilità di cambiare facilmente i pulsanti, se necessario, e i LED di stato delle quattro funzionalità disposte nella parte inferiore (che sul modello base godono di tasti fisici ad hoc). Anche per via della disposizione degli stick analogici, Raiju Tournament Edition ricorda più da vicino il pad Microsoft che quello Sony, configurandosi come un modello ritagliato su misura di utenti che prediligono quel genere di progettazione. È chiara quindi la mossa di Razer di voler accontentare tutti, proponendo ai suoi affezionati un modello per ciascuna linea di pensiero, guadagnando consensi anche in termini ergonomici.

User Experience

Nell’epoca del Bluetooth e della continua lotta wireless vs wired, Razer preferisce accontentare tutti proponendo uno switch sulla schiena del pad che permette di scegliere facilmente la modalità di collegamento, oltre che la periferica. Infatti, Razer Raiju TE, come l’Ultimate, può essere utilizzato anche su PC in maniera nativa, sia con cavo che tramite collegamento Bluetooth – per tale configurazione è però necessario utilizzare un PC con Bluetooth o un ricevitore esterno, perchè nella confezione non è presente. Quindi, che vogliate utilizzare il pad in modalità Bluetooth o meno, su PS4 o PC, vi basterà scegliere l’opzione adatta dallo switch e senza addentrarvi in particolari configurazioni in virtù del pairing automatico.  

Razer Raiju TE (7)Ma com’è l’esperienza utente? Precedentemente ho evidenziato la volontà di Razer di accontentare qualsiasi giocatore con i 3 modelli Raiju, accomunati dalle dimensioni del pad: la carcassa è ben più piena e bombata rispetto al DualShock, sposando senza compromessi la linea definita da Microsoft già dalla scorsa generazione. A prescindere, quindi, dalla versione acquistata del Raiju, il videogiocatore avrà tra le mani un pad corposo e a suo modo pesante (322 grammi non sono pochi) che potrebbe non soddisfare tutti. Personalmente, un pad “ciccione” come il Raiju non mi ha mai fatto storcere il naso; tutt’altro: trovo che questo genere di progettazione porti con sè anche più robustezza e grip, nonchè permetta indirettamente di calarsi ancor più nella sessione gaming, un po’ come riescono a fare i volanti. Da questo punto di vista, poi, l’esperienza d’uso è agevolata dalla forma e dalla disposizione dei tasti, che non tradisce le aspettative; i materiali scelti e l’invito all’uso di ciascun tasto è ottimo, così come la possibilità di switchare tra la corsa rapida o completa dei grilletti, scelta che va di pari passo con il videogioco in corso: il quick-firing Razer be si sposa con gli sparatutto al fine di aumentare il ratio fuoco, e non va bene con altre tipologie di videogame.

Razer Raiju TE (8)

Tra le funzionalità extra troviamo la possibilità di contare su 4 tasti in più, tutti disposti sul retro del pad sulla falsariga di modelli concorrenti. La configurazione dei tasti macro è possibile per mezzo della companion app, disponibile per Android ed iOS, grazie alla quale possiamo associare a ciascun pulsante aggiuntivo uno a scelta tra quelli del pad Sony. La configurazione dei tasti macro viene recepita on-the-fly e consente all’utente di impostare più preset, a seconda delle proprie necessità. Non solo, l’app dà modo anche di calibrare la vibrazione del pad per versante destro e sinistro e, nel caso abbiate acquistato un Ultimate, definire la retroilluminazione Chroma per mezzo di un intuitivo selettore RGB.

Ulteriori informazioni

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VALUTAZIONE
Commento finale
Chiara la volontà Razer di proporre con il Raiju Tournament Edition un pad in grado di strizzare l’occhio al modello Microsoft, coprendo con una sola famiglia di prodotti tutte le configurazioni presenti sul mercato. Il prodotto rispecchia appieno i canoni di ogni periferica Razer: la cura per i dettagli, la scelta dei materiali, l’invito all’uso e l’esperienza utente, ottimi sotto tutti i punti di vista. In più, Razer ci mette del suo con la companion app e con la compatibilità PC anche in Bluetooth, per un utilizzo cross-platform davvero semplice da gestire.  
9
Progettazione e materiali 9 Design 8,5 User Experience 9 Caratteristiche extra 9
PRO
Cross-platform
Ottima autonomia
Robusto
Grande esperienza d'uso
CONTRO
Manca la retroilluminazione Chroma

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