In Europa, sono pochi i brand a contendersi la fetta di mercato dedicata ai sistemi di raffreddamento per PC ad uso consumer. Pensiamo a Cooler Master, Corsair, Thermaltake e via discorrendo, aziende solide con una base utenza ormai ampia e fedele al marchio. Tuttavia, il mercato hardware lascia entrare ogni anno piccoli produttori cui obiettivo di scalare la gerarchia parte da linee di produzione dinamiche, innovative e spesso vantaggiose per l’utente in termini di prezzo. Tra queste c’è Reeven, azienda orientale di cui abbiamo già parlato con la recensione di Ouranos.
In questo articolo vediamo un altro prodotto della società taiwanese, destinato ai più smanettoni: il fan controller Six Eyes II.
Specifiche tecniche
| Modello | RFC-02 |
| DC Input | DC 5 V e DC 12 V |
| DC Output | 3.7 – 12 V (tolleranza 10%) |
| Ampere Output | 2,5 A per canale |
| Range velocità ventola | 0-9990 rpm |
| Dimensioni | 148x42x100 mm |
| Peso | 240 gr |
Reeven Six Eyes II
Confzione e materiali
Il nome del fan controller di Reeven non è affatto casuale: “Six Eyes”, ovvero 6 occhi, pari ai display e ai controlli dedicati ad altrettante ventole. Il 2, invece, sta ad indicare che si tratta di una riedizione del modello originale, capace di ottenere un discreto successo tra i fan del marchio.
La confezione in cui è costudito il dispositivo non permette ai componenti interni di muoversi; è molto compatta e piuttosto robusta, un po’ come quella dell’Ouranos. All’interno della scatola, tuttavia, non c’è nient’altro che l’occorrente per installare ed utilizzare il fan controller: la board, la cavetteria del caso e un buon manuale d’istruzioni.
L’aspetto del Six Eyes II non è propriamente gaming, almeno secondo i miei standard: la carcassa è completamente nera, in plastica rigida, e non lascia spazio alle forme decise e ai dettagli colorati tipici degli amanti del modding. Tuttavia, la colorazione scelta per il dispositivo ben si sposa con quasi tutti gli chassis gaming in commercio, un po’ perchè il nero va su tutto, come ci ha insegnato la mamma, un po’ perché la gran parte dei case è contraddistinta da tonalità scure.
Passando all’interfaccia, sulla parte posteriore troviamo tutto l’apparato di collegamento, che prevede, oltre agli input di corrente e ventole, un selettore per la scala della temperatura Celsius/Fahrenheit e due switch per impostare gli allarmi e la colorazione dei display (una valida per tutti i 6 pannelli LCD). Questo escamotage ha permesso ai progettisti di tenere i controlli on-board senza affidarsi a un software, realizzando un dispositivo full-manual, anche se per alcuni potrebbe risultare fastidioso dover adoperare questo hard-setting nelle fasi preliminari di utilizzo.
Montaggio e performance
Reeven Six Eyes II supporta ventole a 3 e 4 pin, e la potenza di ogni canale è di 30 Watt.
Le informazioni sul display, che prevede ben 7 colorazioni, mostrano l’RPM e la temperatura di ciascuna ventola collegata al sistema. Come detto, la regolazione dell’RPM è indipendente, basta ricordarsi la coppia numero-ventola per tenere sotto controllo, con contezza, ogni area del proprio sistema. Per qualsiasi necessità, magari di testing, è anche possibile spegnere ciascuna ventola anziché limitarne i giri al minimo.
A livello di test non c’è molto da riportare. Tutte le ventole collegate, sia recenti che vecchiotte, rispondono istantaneamente ai solleciti tramite il pannello frontale, e il dispositivo non sembra incontrare difficoltà nel gestire il carico di 6 ventole collegate contemporaneamente e con impostazioni personalizzate. A vantaggio del controllo manuale vale la pena menzionare gli allarmi, utili per tenere sotto controllo lo stato di ciascuna ventola e il carico sull’hardware.
