Sony non è nuova ai colpi di scena nel mondo dell’audio, ma con le ULT WEAR ha deciso di cambiare un po’ registro. Non stiamo parlando delle solite cuffie premium da audiofilo o dell’ultimo upgrade della gamma 1000X: qui si tratta di un prodotto che strizza l’occhio agli amanti dei bassi forti, dell’estetica urbana e della semplicità d’uso. Insomma, una proposta meno raffinata ma decisamente più energica. Il nome ULT richiama immediatamente la nuova linea “ULT Power Sound”, pensata da Sony per chi vuole una spinta in più sulle basse frequenze. E non è solo marketing: le ULT WEAR montano un pulsante dedicato per attivare due modalità di bass boost che fanno tremare le orecchie.
Disponibili in diverse colorazioni (nero, grigio e verde muschio), queste cuffie wireless over-ear puntano a un target giovane, dinamico e meno interessato alla trasparenza sonora da studio e più attratto da un’esperienza immersiva e d’impatto. Il tutto senza rinunciare alla cancellazione attiva del rumore, a un’ottima autonomia e a un comfort notevole. Il prezzo di listino si piazza in una fascia medio-alta, ma inferiore rispetto ai flagship Sony. È una dichiarazione d’intenti: ULT WEAR vuole essere una via di mezzo tra performance e accessibilità, con un’anima più “pop” rispetto alle serie più tecniche.
Sony ULT WEAR – Recensione
Caratteristiche fisiche e materiali

Le ULT WEAR arrivano in una confezione compatta e minimalista. All’interno troviamo le cuffie ripiegate all’interno di una nostalgica custodia per il trasporto, un cavo USB-C per la ricarica e un cavo audio da 3,5 mm, utile per le situazioni in cui il wireless non è un’opzione. Dal punto di vista estetico, Sony ha scelto un design rotondo, quasi giocoso. Niente linee tese o look “pro”: qui tutto è morbido, generoso e pop. I padiglioni sono ampi e, se vogliamo, più ingombranti della media per via della struttura che tende verso l’esterno, con una buona escursione e cerniere pieghevoli che aiutano nel trasporto. L’archetto è ben imbottito e regolabile con una classica regolazione a step, mentre i padiglioni circumaurali avvolgono l’orecchio in modo comodo anche per lunghe sessioni. Il materiale della struttura è la plastica, di buona qualità. La finitura opaca resiste abbastanza bene a ditate e piccoli graffi, e dona al prodotto un look sobrio, anche se non proprio premium. Non c’è metallo a vista (se non nell’interno della struttura), ma la costruzione è solida, con snodi robusti e nessun cigolio. I loghi Sony ed ULT campeggiano in punti chiave e donano personalità senza risultare pacchiani. Generose le imbottiture morbide che troviamo nell’archetto e nei padiglioni, capaci di regalare il giusto comfort anche nelle sessioni più lunghe.
I comandi fisici sono posizionati sul padiglione destro: tasto di accensione, controllo volume/traccia, attivazione NC e il pulsante ULT, che è la vera novità. Questo comando attiva due preset: ULT1 (bassi più rotondi e profondi) e ULT2 (bassi spinti e decisi, quasi “live”). Le dimensioni sono nella media per cuffie over-ear wireless, ma il peso si mantiene su buoni livelli (poco più di 250 grammi), merito anche dell’uso estensivo della plastica. Il comfort è uno dei punti forti: non stringono troppo, non scaldano e non stancano. L’ergonomia è curata, senza compromessi evidenti. In sintesi, non sono cuffie pensate per stupire con materiali di lusso o design sofisticati, ma offrono una costruzione intelligente, comoda e coerente con la loro anima street e votata all’intrattenimento.
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User Experience
Utilizzare le ULT WEAR è un’esperienza decisamente user-friendly. L’accoppiamento Bluetooth è rapido (grazie al supporto Fast Pair su Android), la compatibilità multipoint permette di collegarle a due dispositivi contemporaneamente, e i comandi fisici rispondono sempre con prontezza. L’hardware è solido: i driver da 40 mm offrono una resa sonora di tutto rispetto, soprattutto per chi ama un suono corposo e divertente. Non sono le cuffie per chi cerca neutralità o dettaglio cristallino, ma per pop, hip-hop, elettronica e anche gaming casual, sono semplicemente perfette. La modalità ULT1 è perfetta per dare profondità al suono, mentre ULT2 è più estrema, quasi teatrale. Il risultato è una firma sonora decisamente sbilanciata verso i bassi, ma senza affossare completamente le altre frequenze, a patto di non salire troppo con il volume. I medi restano intelligibili, mentre gli alti possono risultare un po’ timidi. La cancellazione attiva del rumore non è al livello di altri prodotti Sony, ma se la cava bene. I rumori ambientali vengono attenuati in modo soddisfacente, e la modalità ambient sound è efficace per sentire cosa accade intorno senza togliere le cuffie. Tra le funzionalità aggiuntive, chi intende personalizzare ulteriormente il suono ed il comportamento dell’headset può scaricare l’app proprietaria Sound Connect, tramite cui è possibile regolare varie impostazioni, tra cui la cancellazione del rumore, utile per determinare il grado di esclusione dei rumori ambientali quando ci si muove in un ambiente non protetto.

Come già visto con altri brand, anche ULT WEAR è compatibile con l’esperienza audio basata sulla forma dell’orecchio, che intende garantire un comportamento audio ritagliato su misura. Questo concept, che in Sony chiamano 360 Spatial Sound Personalizer, è disponibile tramite app. Infine, Sony ha pensato anche ad espandere la compatibilità dei dispositivi nel proprio ecosistema, garantendo la comunicazione tra le cuffie e qualsiasi televisore BRAVIA XR, utilizzando un trasmettitore proprietario (WLA-NS7) che ne favorisce l’accoppiamento. Passando agli altri aspetti tecnici, l’autonomia è uno dei punti di forza: si arriva tranquillamente a 30 ore con ANC attivo e oltre 50 ore senza. Una ricarica rapida di 10 minuti offre circa 5 ore di ascolto, il che è perfetto per chi è sempre in movimento. La qualità delle chiamate è buona, grazie ai microfoni beamforming e al sistema di riduzione del rumore vocale, anche se in ambienti molto rumorosi la voce può risultare un po’ ovattata. Anche se in chiamata si comportano piuttosto bene, le ULT WEAR restano un prodotto principalmente pensato per l’ascolto più che per la comunicazione.

