Abbiamo parlato spesso di SteelSeries, uno dei maggiori produttori di periferiche ed accessori gaming molto vicino alle competizioni a squadra – tra i partner eSports vi sono anche Fnatic e NAVI. Anche se l’azienda realizza un di po’ tutto riguardo il possibile set di accessori per enthusiastic – leggi le recensioni di Rival e APEX per un’idea mouse+tastiera – il fiore all’occhiello della catena di produzione è il settore audio, il quale brilla di luce propria grazie a diverse soluzioni high-end adatte a videogiocatori e non.
Finora, il produttore danese ha proposto soluzioni piuttosto specifiche: per gli appassionati di musica c’è FLUX, per gli hardcore gamers PC la prima scelta è sempre ricaduta sulla serie Siberia. Cosa fare, invece, se si possiede una console? Da qui, l’idea di realizzare l’headset cross-platform a 360° oggetto della recensione: H Wireless.
Sommario specifiche tecniche
| Frequenza di risposta | 20Hz – 20000Hz |
| Compatibilità | PC, MAC, Playstation 3, Playstation 4, Xbox 360, Xbox One, mobile |
| Batteria | 1000mAh (circa 20h di utilizzo) |
| Microfono: tipo | Unidirezionale, retrattile |
| Peso | 297 gr |
Confezione e materiali
Abbiamo già visto quanta cura e attenzione ripone SteelSeries nella confezione dei suoi prodotti, ed H Wireless non fa eccezione: la scatola, dalle solite dimensioni generose, si presenta con i colori dominanti della compagnia – nero e arancione – ed i wallpaper a presentazione del dispositivo. Rimosso il primo cartone troviamo la scatola vera e propria, rigida ed elegante, con apertura orizzontale. L’headset è riposto nell’apposito alloggiamento di plastica, in primo piano, mentre il trasmettitore è immediatamente sotto l’archetto, il tutto con gli appositi inserti a protezione delle zone lucide – precisamente, sui padiglioni delle cuffie e su tutte le superfici del trasmettitore. Gli accessori sono riposti sotto l’alloggiamento di plastica, in una comoda scatola in cui poter riporre tutte le bustine e i cavi superflui: la dotazione è completa di tutto l’occorrente utile a collegare H Wireless a qualunque dispositivo abbiamo in mente. Oltre ai cavi per le connessioni ai device, SteelSeries ha pensato bene di predisporre nella scatola tutte le interfacce per l’alimentazione e, soprattutto, una batteria aggiuntiva utilissima, di cui parleremo più avanti. A concludere la dotazione, il classico quick manual e un paio di adesivi SteelSeries – notare anche qui l’attenzione per i dettagli, con tanto di adesivi di colori opposti.
Passando alle cuffie, esteticamente H Wireless non si discosta molto dagli ultimi modelli Siberia, anche se le differenze di progettazione del design ci sono, e le andiamo ad evidenziare di seguito. Anzitutto, l’archetto è unico e regolabile a mano, dunque SteelSeries ha rinunciato agli elastici con archetto molle ed eventuali supporti metallici – tipici del modello Elite. Difficile capire se questa decisione è stata dettata dai feedback degli utenti, oppure i progettisti hanno optato per una direzione più classica, dato che H Wireless è pensato “per il salotto”. Sarà anche per questo che l’headset si presenta senza alcun LED sui padiglioni – raro nei prodotti SteelSeries – rinunciando anche al supporto di SteelSeries Engine 3 per la regolazione dei filtri. Tuttavia, i padiglioni, leggermente inclinabili, nascondono particolari interessanti: nel padiglione destro è presente la rotellina per regole il volume, il tasto accensione e due connessioni per accedere al supporto chat, per il gaming, e share, per condividere l’audio con un altro dispositivo collegato a cascata; nel padiglione sinistro, invece, sono alloggiati microfono e batteria, quest’ultima nascosta dietro la placca lucida, facilmente removibile con una leggera rotazione.
Entrambi i padiglioni sono dotati di cuscinetti morbidi neri con rifiniture arancioni, dello stesso tipo e dimensioni di quelli posti sotto l’archetto. Francamente, la scelta di adottare la regolazione manuale risulta leggermente più laboriosa rispetto al semplice indossa ed usa delle Elite, soprattutto quando le sessioni di utilizzo si fanno più intense e si decide di spostare le cuffie in un’altra posizione della testa.
Trasmettitore: uno e trino
Il trasmettitore nei dispositivi wireless è, solitamente, uno strumento che svolge esclusivamente la sua funzione principale: fare da ponte tra input ed output. Quello di H Wireless, invece, funge da centro di controllo per accedere alle impostazioni e configurare il tutto. L’interfaccia frontale, dotata di display, presenta due pulsanti: quello principale, circolare, permette di interagire con il menu e spostarsi tra le voci, mentre il tasto secondario è il back.
La voce più interessante nel menu è senza dubbio Audio, una finestra impostazioni che permette di accedere a funzioni avanzate, come:
- ChatMix: bilanciamento del volume tra gioco e chat.
- LiveMix: regola il volume di chat e gioco in maniera immediata; in sostanza, abbassa automaticamente l’audio del gioco quando è attiva la chat vocale con gli altri giocatori, per poi rialzarlo una volta concluso il dialogo.
- Equalizer: l’equalizzatore dell’headset; oltre al livello bilanciato, ci sono 5 profili pre-impostati, ed è possibile crearne di nuovi.
- Dolby: permette di attivare o disattivare il Dolby 7.1
La seconda voce importante è Source, che permette di cambiare rapidamente tra le sorgenti configurate – e dunque passare, per esempio, da PC a Playstation. Nel menu Options è possibile accedere ad altri parametri, tra cui la modifica di sorgenti ed altre opzioni relative al dispositivo, come la modalità standby: a tal proposito, vale la pena sottolineare che il trasmettitore rimane acceso anche staccando l’alimentazione dietro l’interfaccia I/O; passare in modalità standby – che tra l’altro è un processo fastidioso, in quanto necessita di navigare all’interno del menu – abbassa la luminosità del display, ma non lo spegne del tutto. Dunque, se l’headset resta nella vostra camera, noterete sempre un po’ di luce perennemente accesa provenire dal trasmettitore: il display è comunque essenziale, in quanto mette a disposizione una serie di informazioni utili come il volume, la sorgente attiva e la carica delle batterie.
Il plurale, “batterie”, non è un errore. Infatti, mentre il trasmettitore è attivo, è possibile ricaricare la seconda batteria tenendo sott’occhio anche il livello di carica di quella installata nel padiglione della cuffia. Ciò significa che H Wireless può essere utilizzata costantemente: mentre una batteria alimenta le cuffie, l’altra è in ricarica nel trasmettitore; quando si scarica la batteria in funzione, la si scambia con quella completamente carica. Oltre ad essere comodissimo tenere a portata di mano la seconda batteria – evitando di conservarla in un astuccio o altro – va anche considerato che SteelSeries assicura una durata di circa 20h d’utilizzo prima che si debba ricorrere al cambio, e possiamo affermare che il dato diffuso dalla società è piuttosto veritiero: i 1000mAh delle batterie tengono alla grandissima lunghe e continuate sessioni multimediali, forse per un paio di ore in meno, ma siamo lì.
In riproduzione
H Wireless è un headset cross-platform, ovvero compatibile con diverse piattaforme…praticamente tutte, eccetto Wii. La compatibilità è estesa anche a PC, MAC e dispositivi mobile. Questa versatilità del prodotto SteelSeries è intesa nell’ottica dell’utilizzo “da salotto”, cioè, per offrire un’alternativa ai videogiocatori console che probabilmente giocano un po’ lontani dal monitor. Da qui il modulo wireless e la rinuncia alla scheda audio USB in favore di una integrata con Dolby 7.1. Tuttavia, bisogna tenere a freno i facili entusiasmi. Anzitutto, H Wireless non permette di collegare tranquillamente due dispositivi, se non con qualche compromesso. L’interfaccia I/O prevede ingressi singoli, che inevitabilmente obbligano a scegliere: ciò significa che se dovremo utilizzare l’headset con il PC, magari sfruttando l’ingresso USB, questo non sarà più disponibile per collegare le cuffie alla Xbox; o, ancora, l’audio ottico potrà servire solo alla Playstation piuttosto che al PC. In più c’è un secondo compromesso di natura tecnica: i filtri ChatMix e LiveMix sono disponibili solo connettendo USB e cavo ottico allo stesso dispositivo – il che è scontato, in quanto il segnale vocale e quello di gioco devono essere separati per poter essere distinti e gestiti internamente. Per non parlare del Dolby, il quale necessità dell’audio ottico per una migliore esperienza in ascolto.
Di fatto, per poter utilizzare H Wireless al top della qualità proposta, è necessario sacrificare un secondo dispositivo e limitarsi ad una sola sorgente, anche se questo scenario va controcorrente all’idea dell’headset da salotto inizialmente concepita. Una volta metabolizzato il tutto, beh, c’è davvero poco di cui lamentarsi. La qualità proposta dal dispositivo è veramente alta, con un sapiente uso bilanciato dei bassi che, in barba alla moda del “pomparli” a tutti i costi, consentono di apprezzare appieno il comparto audio di qualsiasi videogame – anche di quelli più difficili, come FIFA 15. Nonostante la versatilità, va detto che l’headset regala più soddisfazioni durante le sessioni di gioco che per ascoltare la musica, proprio perché la profondità dei bassi è pensata per un videogame – che spesso concentra tanti effetti sonori diversi in pochi secondi, provenienti da qualsiasi angolo – che per una canzone. La differenza prestazionale del microfono tra H Wireless ed Elite, va pesare negativamente sulla valutazione finale: la registrazione della voce non è mai stato il top nei prodotti della società, ma il supporto software di SteelSeries Engine 3, basato su diversi filtri, riesce a restituire una registrazione fedele, accurata e di buon livello. Al contrario, il risultato ottenuto con le H Wireless è di qualità inferiore. Per meglio inquadrare la registrazione vocale, abbiamo confrontato un sample con le Logitech G930, che ci ha convinto di più. Infine, è possibile accendere e spegnere il microfono con una pressione breve del tasto accensione; il microfono spento viene segnalato anche con un LED rosso sulla capsula.
NOTA: Le fotografie della gallery nel presente articolo sono state scattate con la Canon EOS 100D + OB. 18-55 IS STM


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