Il marchio SteelSeries sta diventando sempre più un punto di riferimento per le competizioni gaming di tutto il mondo. L’eSports è, infatti, costantemente al centro delle attenzioni del produttore danese: basta farsi un giro sul sito ufficiale per rendersi conto del numero di prodotti dedicati agli ucraini Navi Natus Vincere, il partner scelto per pubblicizzare cuffie, mouse e mousepad. Ma SteelSeries non è solo eSports, anzi. La linea di produzione è ricca di periferiche di indubbia qualità, realizzate con materiali nobili, progettate sempre al top e caratterizzate da un design ricercato e spiccatamente gaming. In questo articolo vi presento l’ultimo headset della fortunata serie Siberia, che racchiude in sé tutte le qualità appena citate: l’Elite Prism.
Sommario specifiche tecniche
| Frequenza di risposta | 16Hz – 28000Hz |
| Sensibilità | 120 dB |
| Dimensione driver | 40 mm |
| Impedenza | 32 ohm |
| Compatibilità | PC, Playstation |
| Microfono: tipo | Unidirezionale, retrattile |
| Microfono: sensibilità | -44 dB |
Confezione e materiali
Almeno esteticamente, le SteelSeries Siberia Elite Prism non differiscono quasi per niente dalle Elite originali, il che, in un certo senso, è anche un bene. La confezione, gli accessori, i materiali utilizzati ed il design sono praticamente gli stessi. I cuscinetti da 10 cm di diametro per 4 cm di spessore con rivestimento in similpelle garantiscono un comfort estremo e una morbidezza senza eguali nel settore. Rispetto al modello precedente, le Prism differiscono soprattutto per il colore del cuscinetto stesso, che si presenta con un grigio scuro a contrasto della struttura esterna completamente bianca, fatta eccezione per i padiglioni retroilluminati. Oltre a questo modello bicolore, esiste anche una seconda versione dell’headset, completamente nera.
SteelSeries ha confermato un’altra bella caratteristica della propria produzione, ovvero l’archetto autoregolabile tramite gli agganci a molla, soluzione utile ed esteticamente gradevole. Il risultato di questa progettazione è un headset quasi completamente privo di una struttura robusta, se non fosse per le due bande di metallo sopra l’archetto ed il rivestimento dei padiglioni in plastica dura.
Purtroppo SteelSeries non ha comunicato il peso ufficiale del prodotto, ma non dovrebbe differire molto rispetto a quello di H Wireless e Siberia Elite, ovvero tra i 250 e i 300 grammi.
Gli accessori in dotazione garantiscono come al solito ogni collegamento possibile. La scheda audio USB per virtualizzare il suono è accessibile sia con collegamento micro USB che tramite jack audio, ed è inoltre previsto un doppio jack per il microfono.
Il software
Una delle caratteristiche fondamentali dei prodotti SteelSeries è il software di gestione, SteelSeries Engine, ormai arrivato alla versione 3.5.3. Il pannello di controllo delle Elite Prism permette di regolare qualche parametro riguardante il microfono – tra cui l’efficientissimo filtro software per eliminare i disturbi ambientali – e giusto un paio di ottimizzazioni sonore per mezzo dell’equalizzatore e del Dolby. Ovviamente, l’opzione più spinta dell’utility SteelSeries Engine riguarda la parte relativa alla retroilluminazione dei padiglioni, un classico della serie Siberia. Gli effetti predefiniti sono 4, che spaziano dal colore costante al Colorshift, sicuramente il più curioso: con questo effetto, la retroilluminazione dell’headset segue un pattern di colori preimpostato tra 4 varianti disponibili. In tal senso, stupisce la mancanza di novità da parte dei progettisti, incapaci, a questo giro, di introdurre un Colorshift più vario se non addirittura personalizzabile.
In riproduzione
Vi ricordo che le Elite Prism, esattamente come altri modelli Siberia, possiedono tutti i controlli audio sui padiglioni: nello specifico, basta ruotare leggermente il padiglione sinistro per accendere/spegnere il microfono, così come la rotazione del padiglione destro permette di regolare il volume di riproduzione. Grazie a questo eccellente espediente progettuale, l’utente è liberato dalla noia del controller sul cavo, potendo così gestire agevolmente la propria esperienza audio senza passare dai classici pulsanti.
Ciò è utile soprattutto in multiplayer, quando è necessario attivare o disattivare velocemente il microfono.
Grazie alla versatilità dei collegamenti, le SteelSeries Siberia Elite Prism possono essere collegate a qualsiasi dispositivo mobile, pur rinunciando alla scheda audio integrata, compatibile solo con PC. Sfruttando appieno la duttilità delle cuffie, ho testato il prodotto in sessioni gaming, conferenze e ascolto musicale. Per quanto riguarda i videogame, vero punto di riferimento dell’headset, le prestazioni audio sono rimaste al top sia giocando a titoli con un comparto sono sofisticato e variegato – vedi MGS V: The Phantom Pain – sia con produzioni contraddistinte da audio più piatto e meno coinvolgente – su tutti, FIFA 16.
L’eccellente qualità audio si è ripresentata anche in conferenza Skype – in cui il microfono ha convinto tutti i partecipanti – e durante l’ascolto di mp3.
Il filtro dedicato al microfono è praticamente indispensabile per registrare la propria voce senza alcun fruscio di fondo; il risultato dell’elaborazione software si traduce in frequenze vocali prive di alcun agente esterno, con un suono limpido e pulito. Per quanto mi riguarda, questo espediente software pone il microfono SteelSeries da ormai diversi anni al top degli headset gaming: è difficile trovare di meglio sotto i 200€.


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