SteelSeries è stata una delle società più attive dell’ultima frazione dell’anno, con annunci e uscite piuttosto clamorose. Il produttore danese ha lanciato Rival e la nuova versione di SteelSeries Engine, ma il pallino resta sempre quella grande passione per il settore audio, che di fatto ha gettato le basi per il successo della compagnia. E, a tal proposito, i recenti prodotti della casa non potevano deludere le aspettative: mentre sale l’attesa per le promettenti H Wireless, oggi vi parliamo di Siberia Elite, successore spirituale della serie Siberia V2, di cui noi ci siamo occupati con la versione Heat Orange. Siberia Elite è nata come prodotto celebrativo per il decimo anniversario della linea – tant’è che è disponibile una versione esclusiva – e non porta in dote solamente un nuovo concept estetico, bensì promette di rivalutare l’intera esperienza di gioco generalmente associata agli headset gaming.
Confezione e accessori
SteelSeries non ha nascosto le proprie aspettative riguardo Siberia Elite, ponendolo al centro delle ultime iniziative di marketing a cominciare dalla versione celebrativa con incisione e cofanetto, fino alla estrema rilevanza su sito web e social network. Presa la confezione e aperta la scatola ci accorgiamo che i nodi vengono al pettine: gli ingegneri SteelSeries hanno lavorato scrupolosamente sul prodotto, garantendo un netto passo in avanti dalla presentazione dell’headset alle caratteristiche di progettazione che vedremo nel dettaglio. Partiamo, dunque, dalla confezione: la scatola ha dimensioni piuttosto generose ed è molto pesante, per niente simile al classico stile delle confezioni SteelSeries – inclusa quella di Rival. La parte più esterna in cartone ci mostra wallpaper e descrizioni, e funge da copertura per una scatola interna completamente nera e molto robusta, che protegge l’headset e gli accessori. Il prodotto è chiaramente riposto in alloggiamento naturale studiato appositamente per contenere e bloccare le cuffie senza alcun tipo di supporto aggiuntivo, mentre lo spazio sul retro è dedicato al resto della componentistica.
Qui arriva la prima novità: rispetto a V2, Siberia Elite eredita le connessioni multiple di FLUX, permettendo il collegamento con singolo jack da 3,5 mm – per sistemi iOS e smartphone – o con il classico doppio jack cuffie e microfono; non solo, qualora non dovesse bastare il cavo flessibile principale da 1,2 metri, è presente l’estensione di 2 metri con mini USB. Lo stesso cavo gioca un ruolo importante: rimane gommato, ma adesso è rettangolare e anti-attorcigliamento sulla falsariga delle FLUX In-Ear Pro Headset.
Scheda audio
La scheda audio è stata riprogettata per l’occasione, adottando una soluzione più generale che la vede figurare tra i componenti esterni e non montata direttamente sul connettore USB. Si presenta come un piccolo controller piatto e rettangolare con di basi d’appoggio e interfaccia I/O che ospita tutte le connessioni descritte precedentemente. Sul lato opposto, il LED di funzionamento ed il connettore USB. Tale riprogettazione della scheda audio è un netto miglioramento della precedente, in quanto viene incontro a chi per, problemi di spazio, non può permettersi un grosso connettore USB sulla parte frontale dello chassis; inoltre, i benefici estetici e di collegamento sono piuttosto evidenti.
Design e materiali
Come tutti gli altri prodotti SteelSeries, uno degli aspetti più intriganti di Siberia Elite è il design. La particolarità dell’headset – disponibile in due colorazioni, full black e full white – è tutta nei padiglioni: i driver da 50 mm sono protetti da sottile strato di tessuto circondato da morbida imbottitura di spugna di circa 10,5 cm di diametro e 4 cm di spessore, praticamente un cuscino per orecchio. Sulla parte più esterna, la copertura di plastica rigida ospita il disco con il LED a 16,8 milioni di colori con pattern circolare per tutta la larghezza, mentre dal certo parte l’arco metallico composto da due barre. Di fatto, l’arco serve solo a dare compostezza e rigidità alla struttura, in quanto la regolazione sul capo avviene in maniera naturale indossando direttamente le cuffie, grazie agli elastici collegati all’arco più interno, dotato di ben 6 cuscinetti.
La regolazione del volume è affidata al disco montato sul padiglione destro: per alzare ed abbassare il livello dell’audio è sufficiente ruotare il disco; l’on-off del microfono è gestito in maniera similare attraverso il disco montato sul padiglione sinistro. Troviamo semplicemente geniale questa progettazione dei turner, che di fatto elimina tasti e controller aggiuntivi, oltre a rendere estremamente rapide tali funzionalità. Sul microfono è stato montato un LED bianco che ne notifica lo status e si illumina quando è off. Infine, il padiglione destro ospita il connettore jack per la condivisione del suono, caratteristica delle FLUX.
Software
Siberia Elite gode del nuovo gestionale SteelSeries Engine 3 che, oltre ad offrire un’interfaccia grafica estremamente intuitiva, permette l’interazione hardware con i prodotti compatibili – anche se attualmente c’è solo Rival a fargli compagnia. Per poter utilizzare il software di gestione ed il dolby 7.1, è necessario passare dalla scheda audio. Tuttavia, al momento SSE 3 ha qualche problema nel riconoscere Siberia Elite con collegamento jack e scheda audio, scambiandola per una 9H, quindi la configurazione ottimale prevede l’utilizzo della mini USB. Per essere operativi basta poco: una volta connesso l’headset al PC, è necessario attivare il Dolby dal control panel SSE 3, quindi attivare il Surround 7.1 dalla gestione Audio del proprio Sistema Operativo. Il LED di funzionamento posto sulla scheda audio funge anche da notifica per il Dolby: blu se attivo, bianco altrimenti.
Per quanto riguarda gli altri settaggi proposti nel control panel su SteelSeries Engine 3, riassumiamo come segue:
- equalizzatore: permette di scegliere tra set predefiniti o creare un proprio stile di riproduzione;
- riduzione rumore microfono: filtro anti rumore durante la registrazione tramite microfono;
- compressione automatica: on/off per la regolazione automatica del volume della propria voce trasmessa tramite microfono;
- controllo in cuffia: regola il ritorno della propria voce trasmessa tramite microfono
Il filtro antirumore segna un ottimo passo in avanti rispetto a V2, anche se le differenze tra i campioni audio con on/off del filtro si apprezzano soprattutto indossando le cuffie.
Tutte queste opzioni saranno disponibili anche in H Wireless, probabilmente implementate tramite modulo software della propria scheda audio.
Per quanto riguarda la retroilluminazione, Siberia Elite eredita tutte le caratteristiche di SteelSeries Engine 3 che abbiamo descritto nello speciale di approfondimento, con l’aggiunta della pulsazione in corrispondenza del volume in ingresso del microfono.
Usabilità e performance
Arrivati a questo punto, spesso e volentieri l’utente ha a disposizione tutte le informazioni per immaginare usabilità e performance. Cominciando con usabilità ed ergonomia, visti materiali e la progettazione estetica di Siberia Elite, non possiamo dire altro se non che siamo di fronte all’headset più comodo, non molto distante da Siberia V2, in quanto l’architettura è all’incirca la stessa. Sicuramente giocano un ruolo fondamentale i cuscinetti sotto l’archetto e quelli ai padiglioni, morbidissimi e molto comodi, che anche dopo lunghe sessioni non fanno sentire il peso dell’headset. Un plauso va anche al tuning del volume e all’on/off del microfono, gestiti tramite dial sui padiglioni che, oltre a presentarsi come funzione nuova e fresca, all’atto pratico si rivela estremamente usabile: finalmente non dovremo andare alla ricerca di un tasto o del controller, basterà mettere le mani sul padiglione e girare il disco.
Le sessioni in party sono supportate attraverso numerose funzioni software già viste, e l’emulazione Dolby 7.1 è perfetta tanto in-game quanto nell’ascolto altre componenti multimediali. Abbiamo testato Siberia Elite praticamente in tutti i contesti audio: gaming, musica, telefilm, Skype e perfino conversazioni smartphone, attraverso le varie connessioni a disposizione. Il risultato è ottimo, non molto dissimile da Siberia V2 se non per il filtro antirumore che, ribadiamo, ha fatto un bel passo in avanti. Infine, l’immersione è garantita dall’eccezionale isolamento ambientale portato dai cuscinetti sui padiglioni.





















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