Corsair è una delle società più amate in Italia per quanto riguarda il settore hardware gaming. La Compagnia americana è una solida realtà che ha costruito le sue basi su chassis eleganti e sistemi di raffreddamento sempre più vicini alle esigenze dei videogiocatori, fino ad imporsi in tutti gli Stati rilevanti che influenzano il mercato PC. Dopo aver analizzato il mouse Vengeance M95, stavolta è finita sotto la nostra lente d’ingrandimento la tastiera Vengeance K70, modello nero anodizzato con tasti meccanici Cherry MX Red.

Confezione e materiali

IMG_0780K70 si presenta all’interno di una confezione piuttosto standard. La scatola in tonalità scure presenta il logo del prodotto e il wallpaper nella parte frontale, lasciando spazio alle caratteristiche sul retro. All’interno, la tastiera è custodita in una seconda scatola di cartone completamente anonima e robusta che permette alla carcassa di non muoversi all’interno.
In primo piano ci attende subito la tastiera, all’interno del cellophane, mentre lo spesso cavo in tessuto con doppio input USB è riposto nel retro. La natura completamente hardware della tastiera fa sì che non si renda necessario alcun software di gestione, pertanto tra gli accessori figurano esclusivamente il poggiapolsi ed un set di tasti in stile sportivo con la pinzetta di rimozione sicura.

Vengeance K70 è una delle tastiere più robuste passate per la nostra rubrica. Il telaio in alluminio è molto elegante e trasmette sicurezza a livello prestazionale anche solo alla vista. La keyboard è piuttosto pesante, solida e spessa; una carcassa tutta d’un pezzo in cui gli ingegneri non hanno sprecato spazio, occupando tutto il layout centrale e riducendo la larghezza al minimo. Proprio per questo, i tasti extra e parte di quelli multimediali, che vedremo nel prossimo paragrafo, sono stati riposti nella cornice superiore dove è riportato anche il logo Corsair in rilievo. Vengeance K70 mette a disposizione anche una porta USB 2.0 aggiuntiva, posta accanto all’uscita del robusto cavo di connessione, per permettere l’input di un altro accessorio gaming di serie Vengeance – infatti non consente la lettura di periferiche di massa né la connessione di headset e mouse di brand diversi.
Oltre alla robustezza del telaio, spicca la scelta di utilizzare una barra spaziatrice con superficie zigrinata, molto ergonomica. Sulla stessa linea, anche il poggiapolsi possiede una particolare gommatura con pattern forato parzialmente che restituisce maggior feedback tattile all’utente.

Personalizzazione

IMG_0788Vengeance K70 è completamente meccanica, disponibile in 3 diverse architetture dei tasti: Cherry MX Brown, Blu e Red – quest’ultima quella arrivata in test. La retroilluminazione è associata al tipo di tasti meccanici scelti, ed i progettisti hanno previsto un LED su ogni tasto per garantire la massima risposta in termini di illuminazioni, riducendo al minimo la dispersione del colore. L’effetto risultante è davvero molto carino, soprattutto grazie all’altezza dei tasti che permette alla luminosità del LED di invadere il telaio e riflettersi creando un effetto shadow blurred. La retroilluminazione è personalizzabile secondo diverse funzioni, attraverso due tasti che ne regolano la modalità e intensità.
Col primo, possiamo decidere di retroilluminare tutti i tasti o solo quelli che vogliamo. Per la regolazione one-per-one è necessario tenere premuto il pulsante modalità per alcuni secondi e premere i tasti che vogliamo illuminare/spegnere. Con la seconda pressione prolungata, la tastiera memorizza le scelte. Il pulsante intensità, invece, consente di spegnere la retroilluminazione o regolarne l’intensità – appunto – scegliendo uno dei tre set predefiniti. Vengeance K70 è equipaggiata anche degli tasti extra più classici, come il blocco/sblocco del tasto Windows e l’accesso rapido alla multimedialità; per la regolazione del volume sono previsti una comoda rotella e il pulsante on/off.
L’ultima azione di carattere custom è la regolazione del polling rate, possibile attraverso un turner a scatti, posto all’uscita del cavo, tra 5 modalità predefinite – 4 standard e una speciale, BIOS, che supporta la retrocompatibilità con Sistemi meno recenti.

Usabilità

IMG_0793I prodotti Corsair sono da sempre sinonimo di qualità, e la scelta di introdurre una keyboard completamente meccanica ha indotto molti videogiocatori all’acquisto di Vengeance K70, dopo i modelli ad architettura parziale. A conti fatti, la scelta degli analisi si è rivelata una mossa vincente, in quanto la rapidità di esecuzione – tra il gaming e semplice sessioni di scrittura – è davvero evidente, anche se è difficile quantificare quanti siano i reali benefici sul campo rispetto alle classiche tastiere a membrana. A vantaggio dell’usabilità spiccano diverse chicche dei progettisti, come le sopracitate caratteristiche esclusive in termini di materiali adottate per la barra spaziatrice e il poggiapolsi, ma è doveroso citare che la superficie di ogni tasto è lievemente convessa, un piccolo dettaglio che favorisce il contatto con le dita della mano.

Ricordiamo anche i tasti aggiuntivi presenti nella confezione, la cui installazione è molto semplice grazie alla pinzetta che consente di estrarre facilmente i tasti montati sulla tastiera. Ovviamente non mancano i supporti per l’inclinazione posti sul retro: ne sono presenti 4, uno per angolo. La mia keyboard station ideale è con una leggera inclinatura, ma K70 è già molto comoda con i piedini nel rispettivo scompartimento. Per quanto riguarda il poggiapolsi, l’installazione e la rimozione sono procedure estremamente semplici ed intuitive.

Conclusioni

Tralasciando l’architettura dei tasti, Vengeance K70 di gaming non ha molto. La tastiera si presenta robusta e performante grazie agli Cherry MX Red che monta, adatta ad ogni genere di attività, anche quelle non rivolte al mondo dei videogiochi. Non ci sono molte caratteristiche extra, se non la retroilluminazione che va full al custom tasto per tasto, feature poco interessante e dalla soggettiva utilità – solitamente i videogiocatori preferiscono la retroilluminazione completa o il set “gaming”. Nessuna possibilità di registrare macro, e rapida regolazione del polling rate, tutto in hardware mode. Il prezzo elevato trovato riscontro nei materiali usati per la fabbricazione, con particolare elogio per il telaio in alluminio ed i già citati LED su ogni tasto.