Grazie alla continua attenzione verso il mondo dei giochi competitivi e alle sempre più esigenti richieste da parte dei videogiocatori professionisti, il progresso tecnologico delle tastiere da gioco non sembra arrestarsi. C’è chi credeva di aver raggiunto il “cap” con gli switch meccanici, ma dopo aver preso confidenza con quel tipo di esperienza d’uso, ecco arrivare i primi modelli di tastiere hall effect, con la promessa di poter garantire un controllo dell’input preciso e altamente personalizzabile. Questa nuova tecnologia non solo ha avuto il merito di portare sul mercato una nuova ventata di freschezza, ma ha anche stravolto le gerarchie delle tastiere da gioco, provocando una breccia nel dominio assoluto dei “soliti noti”. Sul trono delle tastiere magnetiche, a cui ho dedicato un approfondimento a parte, al momento sembra adagiarsi la Wooting 80HE, realizzata da Wooting, compagnia olandese nata nel 2015 e già padrona di questo particolare segmento di mercato.
Wooting 80HE – Recensione

Caratteristiche fisiche e materiali
La Wooting 80HE non è soltanto una tra le migliori esponenti delle tastiere magnetiche attualmente presenti sul mercato, ma fa anche parte di quelle “full custom keyboard” che vanno tanto di moda in questo momento, ovvero altamente personalizzabili non solo a livello software (e come vedremo questo è appannaggio di Wooting stessa) ma anche in termini realizzativi. La personalizzazione della Wooting 80HE è già palpabile in fase di acquisto, quando saremo chiamati a decidere anzitutto se optare per la versione quasi interamente assemblata o montarla completamente custom. Quest’ultima opzione, in particolare, consente di scegliere il layout (ANSI, ISO e JIS), la tipologia di switch proprietari (6 scelte disponibili), il case (tra 2 varianti) e i copritasti (dipendenti dal layout). La personalizzazione della versione pre-assemblata include l’installazione degli switch Lekker L60 v2, sostanzialmente gli interruttori “default” per l’80HE, ma potremo scegliere anche tutto il resto. Per la versione oggetto di questa review, ho optato per la pre-assemblata con layout ANSI tedesco, in quanto lo ritenevo il più vicino al nostrano (no, niente italiano tra le opzioni…almeno per ora), con base in plastica e copritasti Double Shot PBT (teoricamente più robusti).
Trattandosi di una versione pre-assemblata ma con copritasti scelti separatamente, ho quindi ricevuto in due confezioni diverse la base, con gli switch Lekker L60 v2 preinstallati, e i copritasti, rigorosamente in versione full layout (Wooting ha a disposizione anche una tastiera con numpad, ovvero la Two HE). Il packaging mi è piaciuto molto: essenziale, pulito, con un ottimo imballaggio che nasconde un cavo intrecciato di ottima fattura con tanto di stampe, e qualche gadget in dotazione. La positività trasmessa dalle confezioni trova riscontro anche nella qualità costruttiva della tastiera, che si presenta davvero robusta, con un design piacevole (bella la forma ondulata sul lato) e con particolare attenzione per i dettagli, come l’input Type-C a lato e ben 3 piedini per alzare la tastiera con un’inclinazione di 2.8, 6 o 10 gradi. All’interno della confezione troviamo anche uno switch Lekker L45, inserito come “demo” per mostrare la differente esperienza d’uso rispetto agli L60 – ciò che cambia è proprio la forza da esercitare sul tasto.
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La robustezza percepita estraendo la tastiera dalla propria confezione la si nota anche nel successivo passo, ovvero quello dell’installazione dei copritasti. Il meccanismo è davvero molto semplice: sfilare il tasto dal suo involucro di plastica e premerlo contro lo switch sulla tastiera, stando attenti a far combaciare le guide. Non ci si deve preoccupare di premere troppo, perché un “click” avviserà dell’avvenuto aggancio. Complessivamente, l’installazione dei copritasti sulla Wooting 80HE è stata davvero semplice anche se si trattava della mia prima volta, e l’unico punto di attenzione in questa fase riguarda i tasti che inglobano più di uno switch, come la barra spaziatrice e l’invio, ma niente di realmente complicato.
Il bello viene dopo aver collegato la tastiera al computer. Anzitutto, è possibile da subito notare un effetto RGB davvero molto carino ed omogeneo, che spazia lungo tutta la superficie della tastiera, così da apprezzarne gli effetti anche tra un tasto e l’altro. Anche la barretta è LED, ma non si limita solo a dare un contributo alla retroilluminazione: come vedremo più avanti, può essere associata anche ad alcune funzioni di supporto.

Se per molte tastiere meccaniche gaming il software di gestione è spesso superfluo ed utile perlopiù a regolare la retroilluminazione e le macro, per le tastiere magnetiche ed in particolare per la Wooting 80HE non è affatto così, anzi. Wootility è da molti ritenuta la companion app più utile e meglio realizzata della categoria, e ciò lo si evince già dalla presenza di una versione Web che non ci obbliga a scaricare ed installare alcun software. Visto il proliferare dei software proprietari che siamo spesso obbligati a scaricare per impostare una certa funzione, questa è già una gran bella notizia, e non ho perso l’occasione di provarla anche perché non c’è nessuna differenza rispetto alla versione desktop. Le impostazioni che è possibile settare da Wootility sono davvero tante, a cominciare dal punto di attuazione (il perché sia possibile impostarlo è descritto nell’approfondimento dedicato alle tastiere magnetiche). Dopo aver scelto il punto di attuazione più idoneo, potremo sbizzarrirci con tante altre funzioni proprietarie, come il Rapid Trigger, che attiva o disattiva il tasto in base all’intenzione di premere, il Rappy Snappy e lo Snappy Tappy, che risolvono il conflitto della pressione simultanea di due tasti a seconda di alcune regole (in merito a ciò, trovi maggiori informazioni nell’approfondimento).
Oltre alle feature proprie delle tastiere magnetiche, Wooting 80HE propone anche una serie funzionalità tipiche delle moderne keyboard, ma anche da questo punto di vista ci si rende conto di trovarsi davanti ad una soluzione molto più personalizzabile. Oltre a regolare la retroilluminazione RGB su più livelli e per singolo tasto, così da mixarne gli effetti tra vari preset altamente configurabili, potremo rimappare completamente la tastiera o associare più funzioni allo stesso tasto, a seconda della sua posizione o del livello di pressione esercitato, sfruttando così le caratteristiche intrinseche dell’analogico. In base all’utilizzo di queste mappature non solo è possibile sopperire all’assenza dei tasti “doppia funzione” e delle azioni extra legate al tasto Function, ma ci si può lasciare guidare dalla fantasia per creare combo devastanti per migliorare la propria efficienza o velocizzare alcune azioni tramite automazioni. La versatilità di questo meccanismo si sposa bene tanto nella routine giornaliera, quanto a lavoro o in gaming, ed il tutto può essere associato ad un certo profilo, così da passare velocemente da una configurazione all’altra. Nell’insieme delle personalizzazioni rientra anche la barra LED che avevamo lasciato da parte precedentemente. Questo simpatico indicatore, composto da 10 quadratini, può essere associato a diverse funzioni legate alla retroilluminazione in uso, oppure ad azioni del tutto peculiari, magari consentendole di mostrare il livello di pressione che si sta esercitando sui tasti.

Tutto ciò è reso possibile anche dalle caratteristiche tecniche di cui gode la tastiera, come il polling a 8kHz in grado di garantire una risposta in 0,125 ms (l’attivazione di questa funzione sacrifica gli effetti RGB) o la memorizzazione interna delle impostazioni, che permette di sfruttare le personalizzazioni senza l’installazione di software sul PC. L’unica funzionalità che necessita obbligatoriamente di un software è la creazione di macro, affidate a Wootomation. Anche qui, però, chi deciderà di utilizzarlo si troverà davanti un software piuttosto curato, nonchè comodo e molto semplice da utilizzare. A proposito della semplicità di utilizzo, gli switch preinstallati nella Wooting 80HE, ovvero i Lekker L60 v2, garantiscono un’esperienza di digitazione comodissima e gratificante che, anche senza particolari regolazioni software, permette di raggiungere un elevato livello di comfort e contenere il drifting. Ciò è anche dovuto all’attenzione riposta nella realizzazione del layout e al giusto distanziamento dei tasti. Parlando di feedback, non vi dirò che l’effetto degli switch magnetici è migliore o meno di quelli meccanici, perché si tratta di una sensazione assolutamente soggettiva. Come indicato nell’approfondimento dedicato alle tastiere magnetiche, sono semplicemente due esperienze diverse, tanto da far guadagnare al “click” dei tasti un nomignolo tutto suo. Infatti, se le meccaniche sono tipicamente associate ai sound “creamy” e “clacky” (soprattutto), la Wooting 80HE è decisamente una “thocky”, ovvero in grado di produrre un suono più ovattato, discreto e contenuto, che trasmette un’altra forma di rilassamento durante la digitazione.

