Articolo a cura di Alessandro Bruni

Dopo aver macinato chilometri tra le hall del Koelnmesse, saltellando di booth in booth con un’espressione di intima soddisfazione, abbiamo approfittato dell’ospitalità di Razer per riprenderci dall’overdose di software e dare un’occhiata alle novità della casa statunitense.  Tre le chicche proposte dall’azienda abbiamo potuto testare con mano le nuove versioni Chroma del Keypad meccanico Orbweaver, della tastiera Deathstalker e del mouse Mamba, nelle sue incarnazioni Wireless e Tournament Edition.

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L’aggiornamento Chroma dell’Orbweaver mantiene sostanzialmente inalterate le peculiari caratteristiche tecniche del keypad ergonomico di Razer: 20 tasti meccanici programmabili e un thumb-pad con due pulsanti facilmente raggiungibili, il tutto su una struttura regolabile in grado di adattarsi alle esigenze di tutti i giocatori. Presente all’appello l’ormai celebre sistema illuminazione Chroma, come sempre altamente personalizzabile grazie al software Razer Synapse, indispensabile per assegnare ad ognuno dei tasti dell’Orbweaver (con una forza d’attuazione di soli 50 grammi) la funzione preferita. La possibilità di plasmare l’assetto della periferica a seconda delle proprie esigenze, unita al feel unico dell’Orbweaver, fa di questa versione “multicolor” un accessorio da tenere in considerazione per i professionisti delle tre corsie e per i maestri strateghi.

La Deathstalker, anch’essa aggiornata alla versione Chroma, è una tastiera a membrana dotata di tasti ad isola e di un sistema d’illuminazione diviso in tre zone separate gestibili, come sempre, tramite Synapse. Se pensate che la tecnologia a membrana non rappresenti la migliore scelta per il gaming, beh… probabilmente avete ragione. Nondimeno la Deathstalker punta a colmare uno specifico segmento “mid end” in grado di coniugare un rapporto qualità-prezzo interessante con prestazioni decisamente convincenti. A differenza delle controparti meccaniche, tra l’altro, la Deathstalker si dimostra sorprendentemente silenziosa, una caratteristica che la rende un prodotto ideale per gli streamers. Messa alla prova, la tastiera di Razer ci ha sorpreso con una responsività molto sopra la media, merito di una corsa dei tasti limitatissima, pari a soli 2 mm. Ci è piaciuto, e molto, anche il profilo ergonomico della periferica, dotata di un poggiapolsi che si adatta perfettamente alle caratteristiche dei tasti e che rende la Deathstalker un prodotto da tenere in considerazione anche per esigenze di tipo editoriale.

IMG_1759L’ultima periferica mostrataci in quel di Colonia, nonché il nostro nuovo oggetto del desiderio, è stato il Razer Mamba, un mouse dalle caratteristiche tanto eccessive quanto sorprendentemente attraenti. Con un sensore “assurdo” da ben 16.000 DPI (4000 DPI sopra il Logitech G502, l’attuale best performer), il Mamba è un pro mouse dedicato ad uno specifico e limitatissimo segmento di utenti. Parliamo, ovviamente, dei professionisti del gaming, gli unici in grado di “dare un senso” alle caratteristiche estreme della periferica. Proprio per adattarsi al meglio alle necessità del palscoscenico eSportivo, il Mamba è dotato dell’Adjustable Click Force Technology di casa Razer, una tecnologia che permette di modificare a piacimento la resistenza dei due pulsanti principali, in accordo con le preferenze situazionali del giocatore. I due modelli presentati a Colonia, il Mamba Wireless e il Mamba Tournament Edition, montano il medesimo sensore, sono dotati di 9 tasti programmabili (due sul lato sinistro, due frontali, e una rotellina inclinabile) e pesano rispettivamente 125 e 133 grammi. L’edizione Wireless ha una durata della batteria dichiarata pari a circa 20 ore, 4 ore in più rispetto al precedente modello. Entrambi sono ovviamente dotati della tecnologia luminosa Chroma, che li rende ulteriormente personalizzabili. Nel caso aspiriate a diventare celebrità del frag, il Mamba – portafogli permettendo – potrebbe fare al caso vostro, in caso contrario vi consigliamo, fin da ora, di optare per un modello dalle caratteristiche più “umane”.