Per molti, la Wooting 80HE può rappresentare l’occasione più interessante sia per passare definitivamente ad una tastiera magnetica, sia per cominciare ad appassionarsi al mondo del modding più sfrenato, data la possibilità di acquistare la versione “a pezzi” o semplicemente scegliersi specifici keycaps e switch in fase di ordine, da montare una volta ricevuto il prodotto. Ed è proprio questa la circostanza in cui sono incappato, dato che l’ottima esperienza con Wooting mi ha permesso di scoprire un segmento piuttosto interessante, che ho deciso di approfondire ulteriormente. Così, ho pensato di confrontare due nuove tipologie di switch e il simpatico Wooting UwU, un aggeggio da supporto che può essere utilizzato in svariati modi.
Wooting UwU + Geon RAW e TTC KOM Switch – Approfondimento

Gli Switch
Dopo varie ricerche in rete, ho deciso di provare due tipologie di switch disponibili nello store di Wooting, ovvero i TTC KOM RGB Linear e i Geon RAW L50 Linear, che metteremo a confronto con quelli predefiniti di Wooting 80HE, ovvero i Lekker L60 v2. Partendo dalla base comune di ciascuna tipologia, tutti gli switch sono pre-lubrificati, il che consente di attenuare il rumore durante l’utilizzo producendo quel suono ovattato che va in netto contrasto con il “clack” delle tastiere meccaniche. Sono anche lineari e tutti supportano l’RGB se la tastiera lo è, ma gli switch TTC KOM lo sono “particolarmente”, dato che sono stati costruiti con superfici adatte a diffondere meglio i colori. Lo notiamo anche dalle foto, i tasti funzione da F5 a F8 (quelli in cui sono montati i TTC KOM) hanno un effetto halo maggiore ai lati del singolo tasto rispetto a quanto garantito da Geon e Lekker.
L’esperienza d’uso tra i vari tasti può cambiare in merito alla forza necessaria per attivarli, che dipende dal peso della molla, indicato dai numeri dopo la “L” presente nel nome di ciascuna tipologia. Pertanto, nei Lekker la molla pesa 60 grammi, nei Geon RAW pesa 50 grammi, mentre nei TTC KOM il peso è di circa 55 grammi (indicato nella scheda tecnica). Questo peso è la forza necessaria per completare la pressione del tasto fino in fondo, ed è tipicamente circa 14-20 grammi in più rispetto al peso per iniziare la corsa. Viene da sé che utilizzando la tastiera per più tempo risulterà più stancante interagire, in questo, con i Lekker (che vanno da 40 a 60 grammi) piuttosto che con i Geon RAW (36-50 grammi). Ce ne accorgiamo? Pesa davvero nella scelta dei tasti? Dopo aver utilizzato gli switch “mescolati” nella tastiera per diverso tempo, la mia risposta è: no, il peso non sposta gli equilibri.
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Esistono, poi, delle differenze in termini di realizzazione che potrebbero o meno impattare aspetti come l’utilizzo oppure la durabilità. Se per quest’ultimo il problema fondamentalmente non si pone, perché ormai gli switch in commercio sono indistruttibili a meno di non danneggiare la tastiera con cadute, la lunghezza degli switch (e quindi l’altezza dei tasti) potrebbe influenzare, seppur in minima parte. Nel nostro caso, i Lekker sono poco più alti degli altri, ma parliamo di differenze dell’ordine di 5 mm. Di conseguenza, l’altezza totale dello switch cambia anche la “durata” del feedback, che passa dai 3,4mm di TTC e Geon, ai 4mm dei Lekker. Davvero, a meno di non essere progettisti di switch, direi che sono dettagli veramente di poco conto. La parte, forse, più interessante di tutti è la sensazione ricevuta durante la digitazione, perché il feeling non mente mai! Da questo punto di vista, come già riportavo negli articoli citati precedentemente, questo fattore è prettamente personale e, tirando le somme, quella che mi ha convinto maggiormente è legata agli switch TTC KOM: la digitazione risulta veloce, leggera, e con un feedback tattile molto gradevole a fine corsa.
Passando all’ultimo aspetto, ovvero il sound, gli switch in questione regalano sensazioni piuttosto differenti tra loro, il tutto regolato anche dalla costruzione dei singoli switch. Ciò che posso dirvi è che i Lekker “suonano” come una tastiera magnetica tradizionale, molto ovattata e discreta, anche se il rumore prodotto dalla barra spaziatrice risulta più aperto e meno in linea. I Geon restituiscono un suono globalmente po’ più aperto, posizionandosi a metà tra le tre tipologie, dato che i TTC KOM richiamano più da vicino il sound delle tastiere meccaniche. In questo caso, la mia preferenza va ai Lekker, seppur con lo “scotto” della barra spaziatrice.

Wooting UwU
L’aggeggino extra menzionato ad inizio articolo, il Wooting UwU, è una sorta di mini-pad a 6 tasti (3 principali, 3 secondari) che può essere gestito o come estensione della tastiera o per richiamare applicazioni e macro. Dal punto di vista del produttore, UwU è trattato come una tastiera, dunque configurabile tramite Wootility (sia client che web) con quasi tutte le personalizzazioni concesse alla Wooting 80HE. Per dirne alcune, possiamo regolare il punto di attuazione, la sensibilità, il Rappy Snappy e lo Snappy Tappy, le doppie azioni e via di seguito. È ovviamente disponibile una ricca personalizzazione della componente RGB (anche a più livelli) tramite cui divertirsi. Si può fare davvero di tutto. Ma la vera chicca sta nel poter utilizzare UwU come un semplice gamepad. Non è un’idea di difficile realizzazione se pensiamo ai rhythm game come Osu!, Geometry Dash o platform più o meno casual: va bene per qualsiasi gioco che non richieda più di 6 pulsanti.
La parte più interessante e ricca che possiamo personalizzare riguarda, però, la mappatura dei tasti. Da questo punto di vista, possiamo contare sia su Wootility che su Wootomation, l’applicazione desktop che consente di creare macro. Diverse funzioni sono già disponibili su Wootility, e ci consentono, tra le altre cose, di lanciare il client di posta, la calcolatrice, o di regolare la multimedialità per sopperire all’assenza di specifici tasti funzione sulla tastiera. Ad esempio, nel mio caso ho deciso di utilizzare i tasti principali per regolare il volume e quelli secondari per lanciare la cattura dello schermo, l’explorer, e mandare il PC in modalità riposo. Questi suggerimenti riguardano solo una piccola parte dei possibili utilizzi di UwU, dato che in rete se ne trovano di ogni, tra il lancio di file audio, la gestione del microfono o addirittura chi lo usa come antistress. Potremo anche utilizzarlo come mini Steam Deck, associando ad ogni pulsante l’avvio di un’applicazione specifica.
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Sebbene si tratti di un tastierino da interpretare come utility per le proprie attività, il packaging di Wooting UwU nasconde più di una sorpresa. All’interno della confezione, infatti, oltre al cavo proprietario troviamo anche 4 tasti sostitutivi per i 3 principali (che io sappia sono casuali, nel mio caso ho trovato 2 tasti generici e 1 avatar per genere) e 3 switch extra per eventuali riparazioni. È presente addirittura una simpatica custodia rigida che riporta l’emoji ‘uwu’ che dà il nome al tastierino, ed il cavo intrecciato proprietario. La versione che ho tra le mani è il Wooting UwU RGB Stealth, ma sullo store è presente sia la versione RGB con carcassa light che l’edizione base, con colori un po’ vintage e senza RGB.
