Dopo One e One Maxi, HTC ha concentrato le proprie attenzioni su un modello middle-end, più accessibile in termini economici e stiloso come al solito, che avrebbe potuto attirare le attenzioni degli acquirenti anche in vista di Natale. Ecco dunque HTC Desire 500, l’ultimo smartphone della società taiwanese, giunto in Europa appena in tempo per le recensioni prenatalizie.

Sommario specifiche tecniche

Sistema Operativo Android 4.1.2 con HTC Sense
CPU Qualcomm® Snapdragon™ 200, quad-core, 1.2 GHz
Memoria RAM 1 GB
Display 4.3”
Risoluzione WVGA  (800×480)
Memoria archiviazione 4 GB interna, espandibile fino a 64 GB
Batteria 1800 mAh
Fotocamere 8 MP posteriore / 1.6 MP anteriore
Dimensioni
    131,8 x 66,9 x 9,9 mm
Peso 123 gr

Caratteristiche fisiche

Confezione, design ed ergonomia

IMG_1150Il device in test presenta la confezione dedicata alla stampa, pertanto non possiamo giudicare il contenuto e l’estetica della scatola. Oltre alla mancanza di stampe e manualistica, la confezione non include nemmeno le auricolari BeatsAudio. In particolare, l’assenza delle cuffie ci dispiace molto soprattutto in virtù della fruttuosa collaborazione tra le due società, che rendono gli smartphone HTC tra i migliori per ciò che concerne il comparto audio. Col contenuto ridotto all’essenziale, possiamo solamente dire che il caricabatterie è composto da due corpi; ciò permette di installare il connettore a seconda della presa, particolarità molto utile soprattutto per chi è costretto a muoversi per motivi di lavoro verso gli angoli dell’Europa.

HTC mette a disposizione Desire 500 in molteplici combinazioni di colori tra primario e secondario. Il nostro è bianco con i dettagli in rosso, che rendono lo smartphone veramente molto elegante. Va detto che qualsiasi colorazione non tradisce le aspettative – HTC è maestra in fatto di design, tanto all’esterno del prodotto quanto all’interno dal punto di vista software – pertanto optare per un modello nero con dettagli in grigio risulta comunque un’ottima scelta.
L’intera carcassa del dispositivo è in plastica, ma ciò non deve ingannare i più esigenti in termini di materiali, in quanto HTC ha fatto di tutto per rendere il proprio prodotto estremamente solido e con un buon feeling d’utilizzo. Anzitutto giocano a favore le dimensioni: cornice essenziale attorno al display di 4,3 pollici e peso contenuto – 123 grammi senza batteria, che non si sente più di tanto; sensazioni al tatto più che ottime, in quanto la carcassa lucida posta sul retro non è scivolosa e permette di tenere il device ben saldo anche con una sola mano. La presa è favorita dai bordi arrotondati agli angoli e dalle fasce laterali non spigolose. La rimozione del vano batteria è piuttosto insolita – e anche un po’ difficile alla prima esperienza – e, dopo aver completato l’operazione, ci accorgiamo che è un vero e proprio contenitore dello smartphone. Per avere più contezza di quanto detto, basta osservare la foto del terminale: la parte nera è inclusa in tutta la cornice. Seppur risulti soprattutto una scelta progettuale e costruttiva, questo robusto vano batteria può risultare azzeccato soprattutto a chi ne ha rotti già un paio.

Nell’uso quotidiano

Caratteristiche di progettazione e schermo

HTC ha voluto premiare la pulizia e l’omogeneità di tutta la carcassa, ed infatti i tasti che troviamo attorno al display – turner del volume e tasto accensione – sono allo stesso livello della cornice. Purtroppo, questo ci porta al primo difetto del terminale: la scelta di non dare uno spessore ai tasti fisici toglie il feedback tattile sugli stessi, rendendone difficoltosa la pressione ad occhi chiusi, perlomeno all’inizio. Si tratta di una scelta progettuale non molto condivisibile, che va più in favore dell’estetica che dell’utilizzo.
Come tutti sappiamo, i dispositivi Android HTC presentano l’interfaccia HTC Sense, ovvero una tra le più belle e funzionali customizzazioni della versione stock. Nonostante HTC Desire 500 sia l’ultimo smartphone prodotto dalla Società, la versione installata è HTC Sense 5, che in futuro potrebbe essere aggiornata a 5.5. Sfortunatamente non ci è stato possibile eseguire l’aggiornamento proposto da HTC, in quanto il software risulta bloccato.
La bassa risoluzione non pesa affatto sul display, in grado di competere con soluzioni più prestigiose; la luminosità non è eccessiva al level max, ma ha il pregio di non snaturare troppo i colori. La bontà del display passa anche dall’ottimo angolo di visione di cui è dotato.
Infine, tornando alla parte più generalista delle caratteristiche di progettazione, l’autonomia si attesta nella media, a patto di non giocare. Con utilizzo intenso di messaggistica e navigazione – random e social network – lo smartphone arriva tranquillamente a fine giornata, magari con una breve carica preliminare se andate a letto tardi. Discorso diverso se amate giocare: con due o tre partite si rischia di perdere subito un buon 10-20% della batteria residua.

Applicazioni e multimedialità

Dopo aver avviato lo smartphone la prima volta, HTC ci guida nella classica installazione personalizzata tramite computer, la quale permette di definire la pagina principale – un flusso RSS contenente notizie prese da varie categorie – ed altre sfaccettature dell’interfaccia. Scorrendo il menu, ci si accorge subito della profonda personalizzazione di Android voluta da HTC, che pre-installa una serie di utility essenziali.
Nella cartella Applicazioni, troviamo tutte le app dedicate al multimedia, tra le quali figurano varie alternative alle classiche soluzioni del Play Store. HTC ha pensato a tutto, pre-installando app per audio, video, radio e lettura. Nella cartella Produttività, c’è spazio per le classiche app d’ufficio, come Note, Attività, Dropbox e lettori di documenti. Per applicazioni come calcolatrice, torcia e meteo, troviamo la cartella predefinita Strumenti. Infine, ecco la folder Google, che raggruppa le principali applicazioni della società di Mountain View. Non mancano altre soluzioni particolari e gradite: Azioni, Modalità bambino e Auto, con interfaccia pensata per utilizzare lo smartphone durante la guida – se proprio necessario! – con tanto di navigatore basato su Google Maps e shortcut per musica, radio, rubrica e chiamate.
Insomma, HTC Desire 500, come tutti gli smartphone della Società, si presenta pronto all’uso fin dal primo avvio.

Dal punto di vista multimediale, dobbiamo fare la classica distinzione delle prestazioni del sensore rispetto al giorno e alla notte, tanto per le foto, quanto per i video. La qualità complessiva è buona, soprattutto per le macro, ma solo quando l’area è illuminata al 100%; con un minimo di zona d’ombra il rumore aumenta notevolmente. I video vengono registrati ad una risoluzione massima di 1280×720 e si presentano abbastanza instabili e con framerate insufficiente: solo 24 FPS. HTC permette di applicare i filtri sia in galleria che direttamente sullo scatto, facilitando la scelta attraverso l’anteprima, con tanto di effetto regolato dall’utente. In galleria, invece, apprezziamo la possibilità di visualizzare i file multimediali attraverso varie categorizzazioni, tra cui Evento, che crea una sorta di slideshow applicando effetti random. L’integrazione con Facebook è totale, in quanto la galleria entra in contatto con tutti gli album del proprio profilo e quello degli amici, permettendone tanto la visualizzazione quanto l’interazione con Mi Piace, sharing e commento.

Prestazioni hardware e autonomia

Senza pretendere troppo dal gaming, come vedremo nel paragrafo successivo, HTC Desire 500 si presenta come un ottimo smartphone dal punto di vista delle prestazioni. HTC ha ottimizzato il boot, indubbiamente tra i migliori, che consente di essere operativi dopo nemmeno un paio di secondi con tanto di fetch delle notifiche di messaggistica e social network. Dunque possiamo concludere come segue: la fluidità tra i menu e lo switch delle applicazioni è ottima, caratteristica che ne fa un buon smartphone anche in multitasking, tuttavia se volgiamo lo sguardo al gaming, la fascia di mercato nella quale compete si sente moltissimo. L’autonomia è nella media, con intensa messaggistica e navigazione si copre quasi tutta la giornata, ma se a queste attività uniamo un paio di partite rapide, il livello di batteria residua cala quasi vertiginosamente.

Benchmark e gaming

Non ci addentriamo molto in test e numeri, favorendo perlopiù le reali sensazioni e prestazioni riscontrate durante l’uso quotidiano. Stavolta, però, consideriamo i risultati di HTC Desire 500 anche con quelli di Stonex STX Ultra, che presenta caratteristiche hardware del tutto simili e differiscono soprattutto per il processore: Snapdragon 200 per Desire 500, MT6589 per STX Ultra.

AnTuTu Benchmark v 4.1.4
Punteggio totale: 11625; Samsung Galaxy S2 < Desire 500 < HTC One X

Quadrant Standard v 2.1.1
Punteggio totale: 5382; superiore a tutti quelli in database.

I risultati dei due benchmark ci propongono valutazioni contrastanti. Su AnTuTu, Desire 500 ottiene un punteggio leggermente più basso rispetto ad STX Ultra, collocandosi nello stesso range di confronto. Va precisato che la versione del software è diversa, il che spesso e volentieri falsa i confronti. Con Quadrant, otteniamo il risultato aspettato, con Desire 500 che supera di slancio i quasi 4000 punti di STX Ultra, collocandosi in testa alla classifica. Al contrario di AnTuTu, Quadrant Standard non ha ancora un database aggiornato e pertanto non è possibile stabilire un range.

Anche se HTC Desire 500, col suo piccolo grande Snapdragon, garantisce ottima fluidità tra i menu e risultati più che ottimi in rapporto qualità-prezzo, i limiti hardware del device vengono messi a nudo da diverse applicazioni lato gaming, il che abbassa un po’ l’entusiasmo derivante dai benchmark.
Di seguito un paio di esempi:

Prince of Persia Classic: dai 10 ai 20 FPS
Fifa 14: non arriva al menu di gioco
Minion Rush/Cattivissimo Me: durante i filmati attorno ai 15-20 FPS; in-game poco sotto i 30, ma l’esperienza di gioco non è particolarmente appagante
Vector: abbastanza fluido

Ulteriori informazioni

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