Il mondo di tablet e smartphone è comandato quasi del tutto da due Sistemi Operativi, Android e iOS. Tuttavia, la presenza di Windows Phone è un chiaro segno di come nel settore mobile ci siano ancora fedelissimi e appassionati non del tutto convinti delle qualità dei package Android e Apple. Ecco, quindi, scorgere dal mercato una terza alternativa molto interessante: Ubuntu!
Negli anni, si è parlato molto di smartphone e tablet con il Sistema Operativo open source più famoso al mondo, utilizzato soprattutto su PC come alternativa a Windows, ma le prestazioni e la diffusione dei terminali non sono mai stati all’altezza.
In questo articolo scopriamo una nuova soluzione basata su Ubuntu, fresca e al passo coi tempi, progettata da BQ: ecco Aquaris M10 Ubuntu Edition. Buona lettura!
BQ Aquaris M10 Ubuntu Edition
Specifiche Tecniche
| Sistema Operativo | Ubuntu 15.04 |
| CPU | MediaTek Quad Core MT8163B, 1.3 Ghz |
| Display | 10,1” Full HD (1920×1200) |
| RAM | 2 GB |
| Memoria di archiviazione | 16 GB |
| GPU | MediaTek Mali-T720 MP2, 520 Mhz |
| Fotocamere | 8 MP posteriore, 5 MP anteriore |
| Batteria | 7280 mAh |
| Dimensioni | 24,6 x 17,1 x 0,8 cm |
| Peso | 470 gr |
Confezione, materiali e design
La confezione che BQ realizza per i propri dispositivi è creativa ed originale, e quella dell’Aquaris M10 non poteva essere da meno. La scatola presenta un primo involucro di cartone con il logo dell’azienda in primo piano, lo slogan e un wallpaper paper-style. All’interno troviamo la vera confezione del dispositivo, piuttosto minimale e con ancora il logo BQ in evidenza. La scatola non presenta alcun accessorio in più rispetto a quelli che immaginiamo, ovvero un piccolo manualetto d’istruzioni – chiuso all’interno di una bella custodia di cartone – e il caricabatterie con il cavo apposito.
Il BQ Aquaris M10 Ubuntu Edition è un tablet con display da circa 10 pollici di diagonale, presente nelle varianti HD e Full HD – come il modello usato per la recensione. Tra i due modelli vi sono anche differenze a livello prestazionale che coinvolgono processore e chip grafico.
Il resto del pacchetto hardware è praticamente il medesimo, così come il layout.
Appena 0,8 cm di spessore con retro opaco, resistente alle impronte e completamente pulito, per un tablet esteticamente poco originale, ma elegante. L’interfaccia I/O è disposta sul lato sinistro, dove troviamo le porte micro-HDMI e micro-USB (OTG), mentre lo slot microSD è installato superiormente, accanto al microfono. Sul lato destro troviamo i due tasti fisici, adibiti al power ON/OFF e alla gestione del volume. Osservando frontalmente il tablet possiamo scorgere il LED di notifica, la fotocamera, il logo BQ – semplice stampa, no soft touch – e i due altoparlanti, posti intelligentemente sul fronte e sempre liberi da ostacoli.
Esteticamente, BQ Aquaris M10 Ubuntu Edition non rappresenta un tablet rivoluzionario. Il layout è classico e semplice, la cornice del display è piuttosto spessa e la disposizione dei connettori è quella tipica del settore. Di certo, si presenta come un terminale elegante e senza fronzoli, un po’ come il suo Sistema Operativo, famoso proprio per queste qualità.
Ubuntu Ready
Il fiore all’occhiello del terminale è il suo Sistema Operativo, Ubuntu. Si tratta, ovviamente, di una build progettata per dispositivi mobile, quindi più leggera e essenziale di quella standard, ovviamente responsive. Vale la pena specificare che Aquaris M10 Ubuntu Edition non è adatto a chi è alla ricerca di un tablet per l’entertainment: chi conosce Ubuntu sa benissimo che le qualità dell’OS sono altre, votate principalmente a scopi di business.
L’interfaccia di Ubuntu 15.04 prevede il classico pannello a scomparsa sulla parte sinistra che consente all’utente di accedere a 7 scorciatoie, tra cui le app più famose ed utili per l’ecosistema.
LibreOffice, XChat-GNOME, Browser, Impostazioni e Contatti
Queste applicazioni non presentano sostanziali differenze rispetto alle rispettive versioni desktop. Probabilmente, l’interfaccia grafiche di queste applicazioni non è stata stravolta perchè il tablet può essere utilizzato anche in modalità PC.
Galleria e fotocamera
L’interfaccia realizzata per queste due applicazioni mobile è praticamente la medesima di quella presente su Android. La galleria fotografica può essere ordinata per Album o Eventi, ma in sostanza si tratta semplicemente di un elenco di miniature con cui è possibile interagire nel più classico dei modi. La condivisione sui Social Network è possibile solo con Twitter, Facebook, Instagram e Telegram, ma tra gli account disponibili che possiamo collegare al terminale troviamo anche Evernote e gestori di immagini e video.
Le impostazioni della fotocamera sono ridotte all’essenziale; di fatto, l’unica modalità che è possibile attivare è l’HDR.
Home
La schermata principale, raggiungibile tappando sulla scorciatoia con il logo di Ubuntu, è un insieme di finestre e applicazioni che possiamo gestire a piacimento. Qui troviamo lo store e varie app utili dal punto di vista lavorativo e non; con un semplice swipe possiamo passare dalle notizie alla musica, dai video su Youtube al calendario Google sincronizzato in tempo reale.
Sebbene si tratti di un pacchetto app variegato e flessibile, il lato debole per noi utenti italiani sta nell’assenza di fonti nostrane. Per l’Italia, l’applicazione Notizie comunica esclusivamente con Yahoo! Finanza, lo sport è esclusiva BBC ed anche la sezione Video pesca suggerimenti dall’estero.
Insomma, l’idea alla base della schermata Home multi-app è molto interessante, ma ad oggi per noi italiani la soluzione migliore resta quella di aprire il browser e andarsi a trovare le notizie autonomamente.
Usabilità
Sebbene l’interfaccia e le funzioni di Ubuntu siano state ridotte al minimo, il problema principale di Aquaris M10 Ubuntu Edition sta proprio nella gestione delle schermate e degli input. Il tablet soffre di gravi problemi di lag, appare spesso incapace di gestire una singola chiamata e non possiede quasi per niente la prospettiva mobile. L’interfaccia manca quasi completamente di quell’immediatezza tipica dei dispositivi Android e iOS, e tutto procede a rilento, dalla chiusura delle app alla navigazione tra le schermate attive, passando per la rotazione dello schermo e la gestione delle impostazioni.
In tutto ciò, appare evidente l’inadeguatezza del processore e, in minima parte, del chip grafico a bordo del terminale. Analogamente, anche l’impianto multimediale fatica a raggiungere standard accettabili oggigiorno, ma si tratta di un rischio da mettere in conto considerando la natura del dispositivo, spiccatamente votato al business.
Va ricordato che il modello utilizzato per la recensione è il top di gamma che, rispetto al modello base, oltre a presentare un pannello Full HD conta anche su un impianto hardware leggermente più performante.
