Ogni volta che Huawei tira fuori un nuovo modello della linea economica, la domanda è sempre la stessa: cosa cambia davvero rispetto a un anno fa, a parte il numero nel nome? Con questo dispositivo la risposta più concreta si vede accendendo lo schermo, che passa a una diagonale più generosa e a una luminosità che in pieno sole finalmente non fa rimpiangere modelli più costosi.

Huawei aggiorna la sua ricetta low cost, ma stavolta alza l’asticella

Huawei non ha bisogno di presentazioni nel mercato dei wearable: è tra i produttori che negli ultimi anni ha spinto di più sul segmento dei fitness tracker ibridi, quelli a metà tra un semplice contapassi e uno smartwatch vero e proprio. La linea Watch Fit nasce proprio per questo scopo, offrire buona parte delle funzioni smart senza il prezzo (e a volte l’ingombro) di un Watch GT.

Con questa generazione l’azienda propone due varianti, una standard e una Pro con display più grande e sensori aggiuntivi come l’elettrocardiogramma. Qui parliamo del modello base, quello pensato per chi cerca un compagno quotidiano per allenamenti, notifiche e monitoraggio del sonno senza svuotare il portafoglio: il prezzo di listino parte da 199 euro, una fascia in cui la concorrenza (Xiaomi, Amazfit, la stessa Huawei con i modelli precedenti) è piuttosto affollata.

Alluminio e schermo enorme: è qui che si vede la differenza

Il primo impatto con il Watch Fit 5 è quello di un orologio più “pieno” rispetto al passato. Il pannello AMOLED da 1,82 pollici occupa gran parte della cassa rettangolare, con cornici che restano comunque percettibili (circa 2 mm) ma che non disturbano più di tanto durante l’uso quotidiano. Il vetro di protezione è in vetroceramica, non lo zaffiro riservato al fratello maggiore Pro, ma comunque un materiale abbastanza resistente ai graffi da tasca. La luminosità di picco dichiarata è di 2.500 nit sull’80% dell’area attiva, un valore che in condizioni di sole diretto fa davvero la differenza: leggere l’ora o una notifica all’aperto, con i modelli della generazione precedente, non era sempre così immediato.

La cassa è realizzata in lega di alluminio, mentre il retro, dove alloggiano i sensori per il monitoraggio della salute, è in plastica. Le dimensioni sono compatte, 42,9 x 38,2 x 9,5 mm, per un peso di circa 27 grammi al netto del cinturino: un numero che si fa sentire (poco) anche dopo ore di utilizzo continuo, cosa che con alcuni smartwatch più tradizionali non si può dire.

Il cinturino adotta un aggancio proprietario, non lo standard universale che si trova su molti altri orologi, e questo significa che per cambiarlo bisognerà rivolgersi ai ricambi ufficiali Huawei (o a terze parti compatibili) invece di pescare tra i mille cinturini generici in vendita online. Sono disponibili due materiali, nylon o fluoroelastomero (una gomma sintetica), e cinque colorazioni: grigio-verde, viola, verde, bianco e nero. Una scelta cromatica più ampia della media, che aiuta a differenziare il prodotto da un semplice “gadget nero” da polso. A livello di layout e pulsanti, Watch Fit 5 dispone di 2 pulsanti fisici: quello principale funge anche da ghiera per interagire con lo smartwatch senza toccare lo schermo; il secondo, personalizzabile, dà accesso anche al sistema di pagamento tramite NFC.

Sul fronte della resistenza all’acqua, il Watch Fit 5 dichiara una certificazione 5ATM secondo lo standard ISO 22810:2010, che in pratica lo rende adatto al nuoto in piscina o in acque poco profonde, ma non alle immersioni. Nella confezione, oltre all’orologio, si trovano il caricatore magnetico proprietario e la manualistica di base: nulla di sorprendente, in linea con quanto si trova solitamente in questa fascia di prezzo.

Dieci giorni di autonomia (sulla carta): come va nell’uso reale

Dal punto di vista dei sensori, il Watch Fit 5 monta accelerometro, giroscopio, magnetometro, sensore di luce ambientale, cardiofrequenzimetro ottico, barometro e sensore di temperatura. Manca invece l’elettrocardiogramma, riservato alla variante Pro: una rinuncia che va tenuta presente se il monitoraggio cardiaco avanzato è tra le priorità d’acquisto.

La connettività si affida a Bluetooth 6.0, NFC (utile per i pagamenti contactless dove supportati) e un nuovo sistema GPS Dual-Band Five-System integrato per il tracciamento delle attività outdoor senza dover portare con sé lo smartphone. L’abbinamento con l’app Huawei Health è rapido e la configurazione iniziale richiede pochi minuti, con un’interfaccia che ormai è matura e intuitiva, forse fin troppo simile a quella vista sui modelli precedenti (chi viene da un altro Watch Fit non troverà grosse novità nella logica dei menu).

Dal punto di vista dell’utilizzo, ho provato lo smartwatch soprattutto per l’allenamento di corsa all’aperto, confrontandolo con altri modelli. L’aspetto molto interessante è la presenza di una sessione di riscaldamento ad hoc per la corsa e la possibilità di sfidare sè stessi in base all’ultima prestazione svolta, oppure settare obiettivi specifici da battere. Tra i difetti dell’esperienza di allenamento, quantomeno per corsa è un peccato notare l’assenza di un countdown dopo aver avviato la sessione, il che risulta ancora più strano considerando la necessità dello smartwatch di impiegare una decina di secondi prima di iniziare a localizzarti nel modo più corretto. La ghiera, poi, risulta un po’ troppo sensibile, al punto da rischiare di spostarla anche quando si è intenzionati semplicemente a mettere in pausa l’allenamento o a fare uno screenshot. Ottimi, invece, la leggibilità sotto al sole diretto e la quantità di informazioni che è possibile interpretare nell’applicazione. Da questo punto di vista, segnalo la completezza di Huawei Health, che tramite la dashboard integra i pannelli relativi ai sensori a bordo dello smartwatch, utili ad avere in un unico posto tutte le informazioni più importanti riguardanti le proprie misurazioni.

Riguardo l’autonomia, Huawei dichiara fino a 10 giorni di utilizzo grazie a una batteria da 471 mAh ad alto contenuto di silicio, ma il dato realistico per un uso tipico (con notifiche attive, monitoraggio del sonno e qualche sessione sportiva) si attesta più intorno ai 7 giorni. Se si attiva lo schermo sempre acceso (always-on display, la modalità che tiene visibile l’ora anche senza toccare l’orologio) l’autonomia scende bruscamente a circa 5 giorni, un compromesso che va valutato in base alle proprie abitudini.

Nell’uso quotidiano il tracciamento del battito e del sonno si è dimostrato coerente, anche se come su quasi tutti gli orologi con sensore ottico i dati durante attività ad alta intensità possono avere qualche oscillazione. Le notifiche funzionano bene, con testo leggibile grazie al display più grande, ma resta impossibile rispondere ai messaggi in autonomia: per quello serve comunque lo smartphone a portata di mano.

Vale il prezzo che chiede?

Il Watch Fit 5 fa esattamente quello che promette di fare: monitorare salute e attività fisica con un design curato e un prezzo onesto, senza cercare di imitare uno smartwatch completo. Non ha l’ECG, non ha lo zaffiro, non ha la stessa profondità di funzioni del modello Pro, ma per chi cerca un compagno essenziale da polso è una proposta solida.

Il vero punto a favore resta il rapporto tra ciò che offre e quanto costa: display grande e luminoso, autonomia superiore alla media della fascia, materiali che non sembrano “da 199 euro”. I limiti ci sono, a partire dal cinturino proprietario, ma non sono difetti che rovinano l’esperienza d’uso quotidiana.