Quando Nikon ha lanciato la serie Z, ha cambiato le carte in tavola nel mondo delle mirrorless full-frame. Con la Z5 II, l’azienda giapponese affina l’equilibrio tra prestazioni, accessibilità e versatilità, proponendo una fotocamera capace di farsi apprezzare tanto dai creativi alle prime armi quanto dai fotografi entusiasti che non vogliono rinunciare alla qualità di un sensore FX. La Z5 II nasce come erede naturale della Z5 originale, raccogliendo il testimone e portando miglioramenti tecnologici che la rendono più pronta per l’uso quotidiano e professionale, senza trasformarsi in un modello “pro” di fascia altissima: è piuttosto una macchina concreta, solida, affidabile e piena di senso. Il cuore della Z5 II è un sensore CMOS full-frame da 24,3 megapixel, bilanciato per offrire ottima qualità d’immagine, buon comportamento in condizioni di scarsa luce e file ricchi di dettaglio. Nikon non ha cercato di inseguire numeri folli di risoluzioni; al contrario, ha puntato su un insieme coerente di caratteristiche che lavorano bene insieme: un sistema AF migliorato, una raffica affidabile, video 4K senza troppe frizioni e un’interfaccia utente familiare e ben congegnata.
In una fascia di mercato affollata, la Z5 II si presenta con un’identità precisa: non è la macchina più estrema sul piano delle prestazioni pure, ma è quella che ti accompagna ovunque senza troppe pretese e senza compromessi dolorosi. Nikon, con questo modello, sembra voler dire: “Se vuoi una full-frame su cui contare ogni giorno, che sia facile da portare con te e che restituisca file di qualità in ogni situazione, questa è la scelta sensata”. E l’impressione, dopo diversi utilizzi, è che l’obiettivo sia stato centrato.
Nikon Z5II + NIKKOR Z 24-70mm f4 S – Recensione
Design, materiali e costruzione
Il corpo della camera è realizzato con una lega di magnesio rinforzata, che garantisce resistenza strutturale senza appesantire troppo la fotocamera. La finitura è opaca, piacevole al tatto, e le superfici gommate offrono una presa sicura. Le dimensioni sono compatte per un full-frame (circa 134 × 101 × 70 mm), e il peso – fatte salve batteria e scheda – resta in una fascia che bilancia portabilità e solidità: non è leggerissima come alcune mirrorless APS-C, ma la sensazione al polso è rassicurante e professionale. La disposizione dei comandi è molto logica: la ghiera superiore per le modalità di scatto, quella posteriore per i parametri principali, pulsanti dedicati per ISO, compensazione dell’esposizione, e un joystick che rende la navigazione nel menu e la selezione dei punti AF immediata e precisa. Il pulsante di scatto ha una corsa morbida e un click ben definito, che dà una sensazione di controllo piacevole.
Il mirino elettronico OLED è nitido e luminoso, con una copertura vicina al 100%, mentre il display posteriore da 3,2” è un touchscreen articolato utile per scattare da angolazioni comode o per la revisione dei file. La finitura del display è lucida, e sebbene non sia la più resistente ai riflessi in assoluto, rimane leggibile anche in luce forte se si regola l’angolo di visione. Per quanto riguarda ergonomia e peso, la macchina è bilanciata in modo da permettere lunghe sessioni di scatto senza affaticare polso e braccio. La ghiera frontale è ben posizionata e permette di cambiare rapidamente le impostazioni con una mano sola, il che è un bel vantaggio quando sei in movimento o concentrato su un soggetto in rapido cambiamento. La costruzione generale trasmette solidità: giunzioni pulite, nessun scricchiolio, pulsanti con corsa coerente e una sensazione di qualità che va ben oltre quello che ci si aspetterebbe da una semplice macchina “entry-enthusiast”. Il corpo è anche sigillato contro polvere e umidità, una caratteristica che aggiunge tranquillità quando ti spingi in ambienti non perfettamente controllati.
In sintesi, dal punto di vista fisico la Z5 II è una macchina che non tradisce la lunga tradizione Nikon di costruzione solida e design funzionale. Ogni elemento sembra studiato per facilitare l’uso quotidiano, dall’impugnatura al menù, passando per i materiali e l’ergonomia generale.
NIKKOR Z 24-70 mm f/4 S
Il kit con cui spesso viene proposta la Nikon Z5 II comprende l’obiettivo NIKKOR Z 24-70 mm f/4 S, un zoom standard pensato per essere versatile e performante in molteplici scenari di scatto. Questa lente copre una gamma focale molto pratica: dal grandangolo 24 mm perfetto per paesaggi, architettura e reportage, fino al 70 mm utile per ritratti, dettagli e compressione delle prospettive. È una scelta ideale per chi vuole una lente tuttofare senza cambiare spesso ottiche. Dal punto di vista costruttivo, il 24-70 mm f/4 S è compatto e ben bilanciato con la Z5 II, mantenendo un corpo di dimensioni moderate che non appesantisce troppo la combo macchina/ottica. La qualità dei materiali è solida: tubi in metallo, anelli ben fluidi e resistente alla polvere e all’umidità, in linea con il corpo macchina. La ghiera dello zoom e quella di messa a fuoco sono morbide al tatto e offrono una risposta precisa, perfetta sia per video sia per foto.
In termini di prestazione, l’obiettivo è sorprendentemente nitido su tutta la gamma di focali, con buona resa anche ai bordi a tutte le aperture. Le aberrazioni cromatiche sono ben controllate, così come la vignettatura, e la resa generale è piacevole e naturale – perfetta per un uso quotidiano che va dal ritratto ambientato alla fotografia di viaggio. Sulla Z5 II, questa lente permette di sfruttare al massimo la potenza del sensore e la qualità AF della fotocamera. La distanza minima di messa a fuoco è sufficiente per lavori ravvicinati e piccoli soggetti, anche se non raggiunge i livelli di uno zoom “macro” dedicato. Tuttavia, per la maggior parte degli utilizzi generali risulta pratica e affidabile. Inoltre, la stabilizzazione integrata nel corpo macchina (IBIS) si combina bene con l’obiettivo, contribuendo a mantenere immagini nitide anche in condizioni di luce non ideale.
In definitiva, l’accoppiata Z5 II + NIKKOR Z 24-70 mm f/4 S è molto intelligente: bilancia qualità ottica, versatilità e portabilità, risultando una combinazione adatta a chi cerca una fotocamera unica per coprire la maggior parte delle situazioni di scatto.
Esperienza d’uso
La Z5 II è una fotocamera che tra le mani si percepisce come “già conosciuta” per chi ha avuto esperienze con macchine Nikon o altri brand, ma offre anche qualche spunto nuovo. Appena accesa, il menù appare familiare ma più fluido; la reattività generale è migliorata rispetto alla generazione precedente, e il touchscreen risponde con prontezza. Le ghiere fisiche sono ben piazzate e permettono di cambiare impostazioni rapide senza perdere tempo, il che è particolarmente utile quando il soggetto cambia e non puoi stare a armeggiare nei menù software. Il sistema di autofocus è affidabile e performante: con soggetti statici difficilmente sbaglia, e in modalità continua si comporta bene anche su soggetti in movimento moderato. In condizioni di luce scarsa, la fotocamera mantiene precisione senza impazzire, e la combinazione sensore + processore offre immagini pulite con rumore ben contenuto anche a ISO elevati. Scattare in formato RAW con Z5 II dà grande libertà in post-produzione: il dettaglio è ben preservato, così come la gamma dinamica, consentendo di recuperare luci e ombre in modo efficace. La resa colore, tipica Nikon, è naturale e non esagerata, perfetta per chi vuole foto pronte “quasi” all’uso senza dover passare ore in editing. Sul fronte video, la Z5 II offre 4K upscalato da sensore pieno (senza crop) fino a 30 fps e Full HD fino a frame più alti, con una qualità visiva convincente. La stabilizzazione interna (IBIS) è efficace e aiuta a ottenere riprese più fluide senza gimbal, anche in movimento. L’audio catturato con microfono interno è nella media, ma la presenza di ingresso microfonico esterno permette di collegare microfoni dedicati per risultati più professionali.
La facilità d’uso è uno dei tratti migliori: la curva di apprendimento non è ripidissima, e funzioni avanzate come bracketing, intervallometro o profili colore sono raggiungibili senza perdersi nei menù. Questo la rende interessante non solo per utenti esperti, ma anche per chi sta facendo il salto da una reflex o da una mirrorless di fascia inferiore. L’autonomia è soddisfacente: la batteria permette di scattare centinaia di fotografie con una singola carica, e se sei fuori tutto il giorno non ti troverai a cercare disperatamente una presa. La gestione dell’energia è intelligente, e la fotocamera passa in standby quando non la usi, prolungando la durata complessiva. Tra l’altro, mi è capitato di utilizzare la fotocamera per qualche minuto ad una temperatura di -20°C senza alcun problema. Ovviamente, ci sono anche alcune cose che offrono spunti di miglioramenti. La raffica continua, pur essendo fluida, non è infinitamente sostenibile: dopo alcune decine di scatti consecutivi rallenta leggermente. In un contesto di sport o fotografia d’azione molto intensiva può risultare un limite. Anche l’autofocus nei cambi rapidissimi di luce può impiegare un attimo in più per ritrovare il fuoco ideale rispetto ad alcune competitor di fascia superiore.
La qualità del touchpad è buona ma non impeccabile: in alcune condizioni di luce molto forte lo schermo riflette e può richiedere un angolo diverso per essere leggibile. E mentre la costruzione generale è di alto livello, alcune plastiche sui pulsanti frontali avrebbero potuto essere più robuste al tatto. Non sono difetti gravi, ma si notano quando si confronta con modelli di fascia più alta. Nel complesso, però, l’esperienza d’uso è piacevole, coerente e adatta sia a chi usa la fotocamera ogni giorno per documentare la propria vita, sia a chi la porta in viaggi, eventi o progetti creativi. La sensazione è quella di avere uno strumento affidabile: non il più estremo sul mercato, ma uno dei più equilibrati.
Benchmark
I benchmark della Nikon Z5 II sono stati condotti con un approccio volutamente pratico, cercando di replicare scenari d’uso realistici più che situazioni da laboratorio puro. L’obiettivo era capire come la fotocamera si comporta quando viene davvero messa sotto pressione, sia in ambito fotografico sia video, e quanto riesce a mantenere coerenza e affidabilità nel tempo. Partendo dalla risoluzione effettiva, il sensore full-frame da 24,3 megapixel dimostra di sfruttare molto bene la sua superficie. Nei test su soggetti ad alto dettaglio, come texture fini, superfici naturali e architetture, la Z5 II restituisce immagini molto incise, con una separazione chiara tra micro-dettaglio e grana. Anche ai bordi del fotogramma la perdita di definizione è contenuta, soprattutto se abbinata al NIKKOR Z 24-70mm f/4 S, che contribuisce a mantenere una resa uniforme. In termini pratici, i file risultano più che adatti a stampe di grande formato e a crop moderati senza perdita evidente di qualità. Sul fronte gamma dinamica, la Z5 II si comporta in modo convincente. Nei test di recupero delle ombre, i file RAW permettono di schiarire aree molto scure senza introdurre artefatti pesanti o dominanti cromatiche marcate. Allo stesso modo, le alte luci mantengono informazioni utili, rendendo la fotocamera adatta a situazioni ad alto contrasto come paesaggi controluce o interni con finestre luminose. Non siamo ai livelli delle top di gamma dedicate al lavoro in studio, ma per la fascia di appartenenza il risultato è solido e affidabile.
Un aspetto fondamentale riguarda il rumore agli ISO elevati. Fino a ISO 3200 le immagini restano pulite, con una grana fine e poco invasiva. A ISO 6400 il rumore diventa più evidente, ma mantiene una struttura piacevole e facilmente gestibile in post-produzione. Anche spingendosi oltre, la fotocamera conserva colori coerenti e un livello di dettaglio sufficiente per utilizzi non critici, come reportage o fotografia di viaggio in condizioni di luce difficile. Questo rende la Z5 II una compagna affidabile anche per scatti serali o indoor. La raffica è stata testata in sequenze prolungate: la fotocamera riesce a mantenere una buona costanza per diverse decine di scatti consecutivi prima di rallentare, segno di un buffer ben dimensionato per l’uso a cui è destinata. Non è una macchina pensata per sport estremi o wildlife ad alta velocità, ma nel contesto di eventi, street photography o soggetti in movimento moderato, il comportamento è più che adeguato.
Passando al comparto video, il 4K a 30 fps mostra un’immagine pulita, dettagliata e priva di artefatti evidenti. Nei test di registrazione continua, la Z5 II mantiene stabilità termica senza surriscaldamenti improvvisi, anche in sessioni prolungate. La stabilizzazione interna contribuisce a rendere le riprese a mano libera più fluide, riducendo micro-movimenti e vibrazioni. In Full HD, la qualità resta elevata e la maggiore fluidità è un vantaggio per contenuti dinamici. Infine, la stabilizzazione IBIS è stata messa alla prova con tempi di scatto progressivamente più lenti. I risultati mostrano un guadagno concreto di diversi stop, permettendo di scattare a mano libera in condizioni di luce critica senza dover alzare eccessivamente gli ISO. Questo aspetto incide direttamente sulla qualità finale degli scatti e rende la fotocamera più versatile in situazioni reali.
Nel complesso, i benchmark confermano l’impressione generale: la Nikon Z5 II non punta a stupire con numeri estremi, ma offre prestazioni costanti, prevedibili e ben bilanciate. È una fotocamera che lavora in modo affidabile, restituisce file di qualità e mantiene coerenza tra fotografia e video, dimostrando di essere un corpo full-frame maturo e concreto, pensato per l’uso quotidiano e non solo per i test su carta.

