Con lo SmartPad Mini Mobile, Mediacom ha intrapreso, per la prima volta, la strada verso l’affollato mondo degli smartphone. Piuttosto che partire dalla base, la società italiana ha pensato di sfidare il mercato lanciandosi nel settore dei cosiddetti phablet, fat smartphone tipicamente da oltre 5 pollici – anche se ormai si va verso i 6”. Il device non ha convinto appieno, ma l’azienda ha fatto tesoro dei diversi feedback ottenuti e non ha smesso di provarci. Non a caso, lo SmartPad Mini Mobile è stato il trampolino di lancio della nuova famiglia di prodotti PhonePad Duo contraddistinta da processori Quad Core, attualmente divisa in serie S e serie G, quest’ultima con display a bassa risoluzione e, dunque, leggermente più economico. Ci è sembrata la soluzione più intrigante per mettersi in tasca un phablet dalle caratteristiche interessanti a buon prezzo, pertanto, ecco la recensione di G530, il primo della serie.
Sommario specifiche tecniche
| Sistema Operativo | Android 4.2 |
| CPU | Quad Core ARM Cortex A7 1.2Ghz |
| Memoria RAM | 1 GB |
| Display | 5,3” LCD |
| Risoluzione | 960×540 |
| Spazio hard disk | 4 GB (espandibile con max 32 GB SD) |
| Batteria | 2150 mAh |
| Fotocamere | 8 MP posteriore / 2 MP anteriore |
| Dimensioni | 14,5x 7,5x 0,8 cm (dati indicativi) |
| Peso | 198 gr (valore indicativo) |
Caratteristiche fisiche
Confezione, design ed ergonomia
In termini di confezione ed accessori, G530 non riserva sorprese rispetto agli prodotti Mediacom. All’interno della compatta scatola troviamo le cuffie in-ear, il caricabatterie da viaggio ed il cavo USB-miniUSB per la connessione, tutto rigorosamente bianco ed in soffici bustine. Le linee di G530 sono ormai classiche e molto simili agli altri phablet. I bordi sono arrotondati e la carcassa completamente bianca con dettagli al bordo. Mediacom ha scelto come sempre la strada dell’essenziale, anche per quanto riguarda i pulsanti: lungo il bordo troviamo solo il turner del volume ed il tasto di accensione/spegnimento, mentre sotto al display i tre tasti soft touch di Opzioni, Home e Back.
La carcassa è completamente in plastica e la parte sul retro può essere rimossa piuttosto facilmente sfruttando una piccola fessura incavata, a lato.
Nell’uso quotidiano
Caratteristiche di progettazione
Non bisogna leggere tutta la recensione per scoprire il grande difetto di questo terminale: i materiali con cui è stato costruito. Spesso e volentieri si dà per scontato che gli smartphone siano sufficientemente performanti sotto questo punto di vista, almeno nell’utilizzo base, ma il G530 inciampa malissimo. Il problema è legato ai soft touch mal calibrati, probabilmente a causa di una progettazione hardware superficiale. 9 volte su 10 il tasto Back legge per due volte una singola pressione – e questo, per esempio, causa l’uscita involontaria da un’applicazione o da una finestra – mentre il tasto Home non percepisce a dovere il feedback di lunga pressione per richiamare il Task Manager. Quando questi due eventi comunicano, tutto diventa molto frustante. Mi è capitato svariate volte di chiudere accidentalmente il browser o un’applicazione alla semplice pressione del tasto Back, e questo mi ha portato a tentare di aprire il Task Manager per rientrarci. I tentativi sono risultati quasi sempre vani, in quanto il Sistema interpretava la pressione prolungata come un susseguirsi di tap singoli.
Schermo
Se i tasti soft touch sono troppo sensibili, lo schermo è esattamente l’opposto. In alcune circostanze un tap viene interpretato come uno slide su/giù, mentre, in altre, va completamente a vuoto. Questo problema lo si nota soprattutto durante la navigazione web, quando la densità dei pixel e la sensibilità del display fanno la differenza. Sfortunatamente, G530 ha una risoluzione davvero troppo bassa rispetto alle dimensioni del display, e questo complica notevolmente le cose dato che i punti d’appoggio non sono tantissimi a fronte di uno schermo ampio. Va detto, però, che ai lati del display il terminale si comporta piuttosto bene, cosa che non ho visto fare a dispositivi più blasonati.
La non risposta dello schermo diventa davvero pesante da gestire anche di fronte ad un sms leggermente più lungo del solito, quando il rischio di premere invano è altissimo. E no, app strafamose come SwitKey non aiutano in questo caso.
Tralasciando discussioni tecniche e sensibilità, in cui G530 arranca e non poco, tutta la parte riguardante il normale utilizzo è supportata a dovere. La luminosità del display è soddisfacente, così come la colorazione, che resta un tema caro soprattutto ai fanatici dei dettagli e a chi ama guardare film e telefilm su smartphone. L’angolo di visuale non è granchè, dunque la fedeltà dei colori si perde anche in situazioni che capitano tutti i giorni, come leggere un sms quando il terminale è poggiato sul tavolo: in questi frangenti, i colori diventano molto chiari, alcuni quasi indistinguibili.
Parte telefonica
Anche la parte telefonica soffre l’architettura hardware a bordo del G530. Al di là dell’infelice posizione degli altoparlanti – posti sul retro – il volume in ricezione chiamate è decisamente basso, e si fatica non poco a tenere a livelli piacevoli una conversazione fuori dalla propria stanza. Fortunatamente vengono in aiuto le auricolari che, a prescindere dalla qualità degli altoparlanti, andrebbero usate sempre! Il controller, equipaggiato anche di microfono, è posizionato in maniera tale che la voce arrivi senza particolari perdite – cosa che ho notato con altri modelli – e la voce dell’interlocutore risulta forte e chiara. Oltretutto, parliamo di cuffie in-ear stranamente comode anche per me che le detesto.
Applicazioni e multimedialità
Non c’è nulla da segnalare sul piano delle applicazioni e del Sistema Operativo, in quanto PhonePad Duo G530 non installa e/o personalizza alcunché, proponendoci Android 4.2.1 come Google l’ha fatto. Nonostante lo smartphone disponga di appena 1 GB RAM, riesce a supportare a dovere launcher complessi e applicazioni in 3D, appoggiandosi al microprocessore. Per capire meglio in quale fascia collocare le prestazioni del terminale in esame, abbiamo effettuato dei test tramite le app benchmark più diffuse del Google Play.
La fotocamera presenta poche opzioni per personalizzare gli scatti, anche se non mancano tutte le modalità che ormai spopolano in questo ambito, come il supporto HDR – anche se non molto performante – gli scatti panoramici e quelli in simil 3D. La fotocamera posteriore da 8MP è nella media, mentre considero piuttosto interessante quella frontale da 2MP, più capace di altre nello stesso range di prezzi.
Benchmark
AnTuTu Benchmark v 4.0.2
Punteggio totale: 13895 ; Samsung Galaxy S2 < PhonePad Duo G530 < HTC One X
Quadrant Standard v 2.1.1
Punteggio totale: 3969 ; Motorola ATRIX 4G < PhonePad Duo G530 < Asus Transformer Prime TF201
Conclusioni
Sulla parte software, hardware e prestazionale, G530 non lascia insoddisfatti, anzi. Parliamo di uno smartphone adatto a tutte le tasche, con un display ampio e un buon microprocessore in grado di supportare anche i videogame più pesanti. Chi stravede per i phablet troverà nel G530 un giusto compromesso in rapporto qualità-prezzo, anche se le buone considerazioni citate precedentemente vengono ridimensionate per colpa dei materiali e della componente costruttiva dello smartphone. G530 presenta numerosi difetti che ne limitano l’usabilità fino a risultare frustante con uso prolungato. Tante buone caratteristiche assemblate male…letteralmente.



