Dopo l’ottimo Xiaomi Mi 8, era quasi obbligatorio cominciare ad esplorare le novità del 2019 partendo dalla serie Redmi, che ha fatto scalpore per via dell’incredibile politica prezzi aggressiva tenuta da Xiaomi. Redmi Note 7 è forse lo smartphone più interessante tra i nuovi arrivi della famiglia, perché si colloca a metà strada tra Redmi 7 e Redmi Note 7 Pro, con una tolleranza di circa 20€ tra i 3 modelli. Con le caratteristiche di un piccolo grande, Note 7 si individua facilmente tra i papabili best buy della fascia economica, ma con ovvi compromessi che scopriamo insieme.
Xiaomi Redmi Note 7 – Recensione
Specifiche tecniche
| Sistema Operativo | Android 9 MIUI 10 Pie |
| CPU | Snapdragon 660 Qualcomm SDM660 |
| Memoria RAM | 3 GB |
| Display | 6,3“ a goccia |
| Risoluzione | 2340×1080 FHD+, 409 PPI |
| GPU | Adreno 512 |
| Memoria di archiviazione | 32 GB espandibile fino a 256 GB |
| Batteria | 4000 mAh |
| SIM | Dual SIM + microSD (ibrido) |
| Certificazione | NO |
| Fotocamera posteriore | 48 MP + 5 MP |
| Fotocamera anteriore | 13MP |
| Dimensioni | 15,9 x 7,5 x 0,8 cm |
| Peso | 186 gr |
Confezione e progettazione
A chi l’ha visto ha provocato il classico “effetto wow”, perché la back-cover di Xiaomi Redmi Note 7 è davvero intrigante, specie nella versione blu con l’effetto cangiante provocato dalla luce. Non è lo smartphone più elegante sul mercato, ma la costruzione è piuttosto ricercata per la categoria grazie al mix di vetro e metallo rispettivamente sul retro e sui bordi, che aiutano moltissimo la presa ed il touch&feel – anche se in tal senso si poteva lavorare di più sulla rifinitura delle cornici a favore di ergonomia. Nonostante non sia bombata, la back-cover non è del tutto piatta per via del leggero gradino attorno al comparto fotografico posteriore, composto da due sensori – 48 e 5 megapixel. Il sensore di impronte digitali è proprio dove te lo aspetti, posizionato sulla parte superiore del retro e dotato di un diametro nella media.
Frontalmente c’è davvero poco spazio per le novità: la camera frontale da 13 MP è disposta all’interno del notch a goccia – minuscolo e per niente fastidioso – e le cornici sono sufficientemente piccole da garantire una buona esperienza d’uso multimediale, come vedremo in seguito. Ottima la presenza della type-c come ingresso per la ricarica, peccato invece per l’assenza del jack audio e del posizionamento in basso del LED di notifica. Come da tradizione Xiaomi, infine, all’interno della confezione troviamo una comoda quanto utile cover trasparente in silicone.
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Display, multimedia e autonomia
Il display di Xiaomi Redmi Note 7 è uno degli aspetti più piacevoli del terminale. È un generoso pannello da 6,3” con notch a goccia e risoluzione FHD+ 2340×1080 pixel. Grazie alle cornici molto sottili è possibile giocare e usufruire di contenuti multimediali in modo piuttosto coinvolgente, ma anche l’utilizzo off-gaming viene premiato se deciderete di nascondere i pulsanti a schermo in favore delle gesture. A tal proposito, però, se con Xiaomi Mi 8 mi ci sono trovato davvero bene, con Note 7 ho faticato un po’ ad utilizzare la gesture con swipe centrale dal basso verso l’altro che permette di tornare alla home o aprire il task manager; probabilmente la sensibilità nella parte inferiore dello schermo non è tarata benissimo, o si tratta di un problema software che magari verrà risolto più in là. La resa dei colori dello schermo è buona, sicuramente superiore a Moto G7 Play, ma non tale da recuperare il gap con display premium.
Il comparto multimediale è globalmente al di sopra della fascia di prezzo. La camera scatta ottime foto se consideriamo il Note 7 un modello “economico”: non c’è la grandangolare e l’effetto bokeh non è perfetto, ma attorno ai 200€ si fa concorrenza da solo. Stesso discorso per il sensore frontale e la registrazione video. Non devono ingannare i 48 MP della camera frontale, perché sono fittizi nella modalità di scatto automatica.
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Software e User Experience
Il Redmi Note 7, per quanto dotato di un buon comparto hardware, non è un fulmine. Il difetto principale riguarda i 3 GB di RAM che non permettono di esagerare con il multitasking senza riscontrare lag, anche minimi, durante il passaggio da un’app all’altra. L’apertura delle applicazioni più pesanti subisce quindi un piccolo ritardo, piuttosto normale considerata la fascia di prezzo. Al contrario, la batteria da 4.000 mAh è essenzialmente inedita nella fascia più bassa del mercato, anche se dovrebbe essere il punto di partenza di tutto il 2019: l’autonomia è ottima, e non soffre il Dual SIM. A tal proposito, per ciò che concerne la parte telefonica, l’audio in chiamata è buono tanto per noi quanto per chi ci ascolta, e non ho rilevato nessun problema per ciò che riguarda la ricezione. Redmi Note 7 supporta il Dual SIM e l’espansione dello storage tramite microSD, ma non contemporaneamente, in quanto lo slot per la seconda SIM e l’alloggiamento della scheda di memoria è condiviso.
La suite software è l’ormai conosciuta MIUI 10 per Android 9, con i pregi, i difetti e soprattutto le carenze che abbiamo imparato nel corso degli ultimi anni. L’esperienza utente è chiaramente soggettiva, ma se siete tra quelli che cercano settaggi avanzati ed esigono funzioni quali drawer, risparmio batteria intelligente, app camera profonda ed altro ancora, dovrete indirizzare le ricerche altrove.

