Classificare il segmento mobile nella classiche 3 fasce (bassa, centrale, alta) è ormai un discorso legato più al prezzo che alle caratteristiche tecniche, perchè le differenze di performance sono ormai poco evidenti tra gli smartphone rilasciati nel corso dello stesso anno – e talvolta anche tra quelli meno recenti. In questo articolo parliamo di Sony Xperia XA2 Ultra che, catalogo alla mano, si presenta come un terminale di fascia centrale, anche se per il discorso precedente al netto dei difetti non lo sembra affatto.
Sony Xperia XA2 Ultra – Recensione
Specifiche tecniche
| Sistema Operativo | Android 8.0 Oreo |
| CPU | Snapdragon 630 4x 2.2 GHz Cortex-A53 + 4x 1.8 GHz Cortex A53 |
| Memoria RAM | 4 GB |
| Display | 6” Gorilla Glass |
| Risoluzione e densità | 1080 x 1920 px, 367 ppi |
| GPU | Adreno 508 |
| Memoria di archiviazione | 32/64 GB espandibile fino a 256 GB |
| Batteria | 3580 mAh |
| SIM | Dual SIM, nanoSIM |
| Impermeabilità | No |
| Fotocamere | Posteriore: 23 MP, F2, apertura 1/2.3″ Anteriore: doppia fotocamera con flash 16 MP + 8 MP con grandangolo 102° |
| Dimensioni | 163 x 80 x 9,5 mm |
| Peso | 221 gr |
Confezione e progettazione
Xperia XA2 Ultra non è il top di gamma degli smartphone Sony, ma pur trattandosi di un terminale di fascia centrale all’apertura della confezione ci si trova tra le mani un prodotto che fin dalle prime battute restituisce sensazioni premium. All’interno della scatola, Sony ha previsto una dotazione standard, con caricatore da viaggio e cavo di ricarica, ma ciò che fa la differenza è il terminale stesso. Il modello Ultra prevede un display leggermente più grande della versione base, un pannello da 6” che riprende le forme di Samsung, sviluppandosi in altezza e contenendo la larghezza – comunque superiore alla Serie 8 e 9. Se la concorrenza tende a stondare i bordi per donare al prodotto linee più armoniose e morbide, Sony, al contrario, mantiene il classico design squadrato degli Xperia, che per un prodotto da 6” non rappresenta il massimo in termini di ergonomia, come motivato più avanti.
Spigoloso su ogni angolo, quindi, e leggermente bombato ai lati sx e dx che lo rendono facilmente riconoscibile; ha però punti in comune con i concorrenti, soprattutto posteriormente dove troviamo il sensore circolare di impronte digitali posto immediatamente sotto la fotocamera principale da 23 MP. Segno distintivo degli Xperia è anche il pulsante dedicato alla fotocamera, in basso a destra, utile per scattare selfie e richiamare immediatamente la fotocamera quando lo smartphone è in standby. La restante parte del layout segue i dettami del segmento: interfaccia TypeC per la ricarica, jack 3,5 mm in alto, Dual SIM (ovviamente nano) addirittura 2 fotocamere, con supporto flash, per gli scatti frontali.
Xperia XA2 Ultra vs Xperia XA2
Come indica la nomenclatura, la prima differenza tra XA2 e la versione Ultra sta nelle maggiori dimensioni di quest’ultima che, come spesso accade, si traduce anche in piccoli upgrade hardware. Nello specifico, XA2 Ultra possiede una diagonale di display leggermente superiore al fratello minore (6” contro 5,2”) mantenendo la risoluzione in Full HD; il rovescio della medaglia consiste, chiaramente, in dimensioni e peso maggiori: tra il modello base e l’Ultra ballano oltre 10 cm per lato e 50 gr, differenze che nelle tasche di un jeans possono farsi sentire. C’è anche un piccolo upgrade hardware a favore di XA2 Ultra: in particolare, con il modello più costoso si guadagna in RAM (4 GB vs 3 GB) e autonomia (3580 mAh contro 3300 mAh). Sotto entrambi punti di vista, però, i vantaggi non influiscono molto durante le normali giornate di utilizzo, in quanto la gestione del multitasking va egregiamente anche con 3 GB di RAM, e il lieve guadagno in capacità di batteria porta pochi minuti di autonomia in più, ma non stravolge le performance generali del risparmio energetico.
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Display e multimedia
Sony Xperia XA2 Ultra possiede un pannello da 6” Full HD con una densità di pixel e un angolo di visuale nella media, che grazie all’ottimo lavoro progettuale sulle cornici è in grado di esprimere al meglio le sue potenzialità. Accendendo lo smartphone si prende atto di quanto sia luminoso e ben definito, inferiore solo ai top di gamma del settore al netto di una risoluzione sì intelligente, ma che non dà più appeal. Il comparto multimediale è uno dei punti di forza del terminale. Per quanto riguarda la parte fotografica, Sony si conferma ancora una delle più attente nel segmento, e ciò lo si percepisce già dalle specifiche tecniche. In particolare, l’attenziona riposta per i selfie ricalca gli attuali bisogni degli utenti, e pertanto la soluzione a bordo di XA2 Ultra si compone di una soluzione tecnologica quasi inedita, con doppia fotocamera 16 MP + 8 MP con flash frontale, puro, e ampio grandangolo. Le specifiche nero su bianco vengono ampiamente rispettate dalla qualità degli scatti, tanto per le performance sui sensori frontali quanto su quello posteriore da 23 MP. Agli ottimi scatti in tutte le condizioni di illuminazione è affiancata la possibilità di registrare video in Full HD a 30 o 60 fps, con supporto HDR. Con un comparto fotografico così mi sarei aspettato un’app Camera più curata e approfondita. Sebbene il ventaglio di modalità ed effetti non sia del tutto scarno – è anche possibile registrare video fino a 4K e divertirsi con l’AR – ad oggi risulta uno dei meno profondi tra i competitor.
Il capitolo batteria è felice: da 3580 mAh ci si aspetta molto, ed infatti il risultato raggiunto da Xperia XA2 Ultra è ottimo. Considerando una giornata classica con tanta navigazione, social, messaggistica e una buona oretta di gaming/musica, si arriva facilmente a sera con almeno il 30% di batteria residua. Certo, arriviamo comunque al punto di dover ricaricare lo smartphone a fine giornata, ma l’autonomia residua è mediamente più alta della media proposta da terminali nella stessa fascia di prezzo.
Software e User Experience
Nonostante le ottime caratteristiche del display, uno dei difetti dello smartphone risiede proprio nel pannello, di certo non uno dei migliori per ciò che concerne l’User Experience. Il display è così sensibile che percepisce troppi tocchi, specie in chiamata quando, portando lo smartphone all’orecchio, anzichè disabilitare l’interazione tende ad interagire con il dialer attivando le funzioni previste nell’UI (vivavoce, microfono e status chiamata). In questo caso le colpe vanno dimezzate con il sensore di luminosità, scarso assistente in chiamata, ma la sensibilità dello schermo è talmente alta da rendere difficoltosa anche la digitazione dei messaggi tenendo lo smartphone in orizzontale (in questo caso vengono spesso attivate involontariamente le lettere ai lati sx e dx).
Buono il grip restituito dal retro del terminale, perché trasmette la stessa sicurezza di una cover in termini di presa. È proprio la back-cover ad ospitare il sensore di impronte digitali, soddifacente riguardo la reattività e la precisione, ma deludente in fatto di progettazione: la soluzione migliore rimane quella proposta con Xperia XZ, con il sensore integrato nel tasto di accensione/spegnimento, sicuramente più comodo da raggiungere. Per quanto riguarda il software, la Sony Experience non si riflette su Android Oreo con estreme personalizzazioni come invece fanno altri produttori. L’esperienza utente è fortemente basata su Android 8, con la consueta dashboard effettuando uno swipe sulla home che accentra le informazioni provenienti da diversi feed. Sono del tutto assenti gesture smart per interfacciarsi con funzioni rapide come l’apertura del menu e del pannello notifiche, ma a bordo dello smartphone troviamo tutto il pacchetto app targato Sony, tra cui il ramo Playstation, e le applicazioni proprietarie per musica, galleria e news.

